La testimonianza

Dario, ticinese ad Abu Dhabi: «Si torna a casa, non vedo l'ora di toccare il suolo svizzero»

Il locarnese, rimasto bloccato negli Emirati di rientro dalla Thailandia, domani salirà a bordo di un Airbus A350 di Etihad con destinazione Malpensa: «Dal DFAE nessun aiuto concreto»
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Marcello Pelizzari
03.03.2026 16:00

«Si torna a casa, domani». A parlare è Dario, ticinese di rientro dalla Thailandia rimasto bloccato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della massiccia risposta iraniana agli attacchi di Israele e Stati Uniti e ritrovatosi a convivere, per giorni, con intercettamenti di droni e missili. La chiusura degli spazi aerei e il caos generatosi hanno lasciato a terra, letteralmente, 4 mila cittadini svizzeri. 

Dario, nello specifico, domani salirà su un Airbus A350-1000 di Etihad diretto a Milano Malpensa. «Non vedo l'ora di toccare il suolo del mio Paese» ci dice, evidentemente emozionato. E desideroso, soprattutto, di lasciarsi alle spalle queste giornate complicate. «Etihad – prosegue il nostro interlocutore – ci aveva detto che, non appena fosse stato possibile, avrebbe avvisato via e-mail in vista del ritorno a casa. Grazie al cielo, ha fatto tutto la compagnia aerea». Quel grazie, spiega Dario, è particolarmente sentito. Anche perché «non mi sono mosso tramite agenzia, non sono socio TCS e, soprattutto, non ho avuto alcuna assistenza da parte del Dipartimento federale degli affari esteri, se non l'invito a seguire le istruzioni delle autorità locali. Avrò chiamato la helpline una decina di volte, ma sono sempre stato rimbalzato».

Etihad, in sostanza il governo, ha pagato tutto. L'hotel, i pasti, i taxi per gli spostamenti. Tutto, appunto. «Credo che, per loro, si trattasse anche di far vedere al mondo che nessuno viene abbandonato. La mia permanenza, qui, per quanto forzata è stata ottima. Certo, quando vedi missili e droni o quando senti i boati è normale che ti prenda l'ansia. Ma, in giro, ho notato generalmente un clima tranquillo e il più possibile sereno».