EasyJet, resa dei conti il 7 agosto: Apollo o Castlelake?

«È guerra per easyJet, Apollo sfida Castlelake». Così titolavamo lo scorso 10 luglio. La guerra, beh, è ancora in corso. Ma l'orologio, per così dire, è stato unificato. Riformuliamo: oggi, 3 agosto, la compagnia britannica ha prorogato al 7 agosto, alle 17 di Londra, il termine entro cui (anche) Castlelake deve formalizzare un'offerta o farsi da parte. «Put up or shut up», come direbbero gli inglesi. O si mettono i soldi sul tavolo o si tace. Inizialmente, ricordiamo, al fondo statunitense era stato dato tempo fino alle 17 di oggi, mentre Apollo Global Management – il secondo fondo in corsa per easyJet – godeva già del 7 agosto quale scadenza. Le analisi su ciò che sarà o potrebbe essere, intanto, restano congelate. La richiesta di allineamento, leggiamo, è partita dal Consiglio di amministrazione di easyJet ed è stata approvata dall'organo di vigilanza britannico sulle offerte pubbliche, il Panel on Takeovers and Mergers. Il vettore ha precisato che l'annuncio «è stato fatto senza il consenso di Apollo o di Castlelake».
Chi sceglierà easyJet?
D'accordo, ma chi è in vantaggio? Che cosa dicono i bookmaker e i cosiddetti insider? Difficile a dirsi, in realtà, ma qualcosa si può abbozzare. Lo scorso 10 luglio, easyJet ha spiegato di aver raggiunto un accordo di massima con il fondo statunitense, Apollo appunto: 7,15 sterline per azione, ovvero 9,59 dollari, per una valutazione complessiva di 5,7 miliardi di sterline, più o meno 7,6 miliardi di dollari. Castlelake, il 5 luglio, si era fermata a 6,90 sterline, 9,26 dollari, per un totale di 5,2 miliardi. Il Consiglio di amministrazione, di riflesso, si è affrettato a dire che avrebbe raccomandato la proposta di Apollo. Sottotesto: Castlelake, per spuntarla, dovrebbe nuovamente rivedere al rialzo la sua offerta. Dalla stessa Castlelake, circa la possibilità di un'offerta più consistente, è arrivato per ora un classico «no comment».
Due date allineate
Altra domanda: perché allineare le due date? Così facendo, nessuno dei due contendenti arriva al momento clou con un vantaggio procedurale. A entrambi i pretendenti è stato garantito l'accesso alla due diligence, la verifica dei conti. Gli azionisti, nel frattempo, aspettano. Anche perché, ora come ora, non vi è alcuna certezza che venga presentata, citiamo, «una ferma intenzione di presentare un'offerta».
Mani europee
Resta, a monte, una questione apparentemente marginale ma, a ben vedere, centralissima. Le compagnie aeree europee devono rimanere, in maggioranza, in mani europee. EasyJet ha sede nel Regno Unito ma opera nell'Unione Europea tramite easyJet Europe, una controllata creata nel 2017 sulla scia della Brexit, e in Svizzera tramite easyJet Switzerland. Castlelake, che già possiede il 2,14% del vettore, ha costruito un veicolo di cui detiene il 49% mentre il restante 51% farebbe capo a investitori privati europei. Apollo, dal canto suo, ha promesso tutte le misure necessarie per non incappare nelle maglie del regolatore.
E la Svizzera?
Sapere in quali mani finirà easyJet, evidentemente, interessa anche il Ticino e i ticinesi, per tacere della Svizzera. La compagnia low cost, nel nostro Paese, è il primo vettore negli aeroporti di Basilea e Ginevra, mentre l'hub più importante al di fuori del Regno Unito è quello di Milano-Malpensa. Non solo, dal 25 ottobre easyJet collegherà anche Linate con Ginevra, destinazione che Lugano-Agno vorrebbe tanto tornare a servire con voli di linea, con sei frequenze settimanali.
