Il caso

Fatture inviate ai feriti di Crans-Montana, si esprime anche Berna

L'ufficio federale delle assicurazioni sociali (DFI): «Le disposizioni sull'assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo» di Capodanno – «La questione delle eventuali responsabilità penali e dei relativi titolari è oggetto dell'indagine penale in fase di svolgimento»
Il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard, con l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. © KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Jenny Covelli
25.04.2026 18:12

«Le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo di Crans-Montana». È questa la presa di posizione che ci ha trasmesso l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), dopo che il Corriere del Ticino lo ha sollecitato in merito alla copia delle fatture trasmesse a quattro famiglie di ragazzi italiani rimasti feriti nell'incendio di Capodanno e ricoverati all'Ospedale di Sion il 1. gennaio (prima di essere trasferiti in Italia). E questo perché il caso ha scatenato «una nuova criticità» tra Svizzera e Italia sulla tragedia avvenuta al bar Le Constellationcosì come è stata definita, ieri, dall'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.

La procedura ordinaria, nuovamente spiegata

L'UFAS – come già aveva fatto il Canton Vallese –  ribadisce la procedura relativa alle «spese di cura per le persone assicurate in Stati dell’UE/AELS in caso di infortuni non professionali in Svizzera». 

Una persona affiliata all’assicurazione malattie legale di uno Stato dell’UE o dell’AELS che subisce un infortunio (non professionale) in Svizzera ha diritto all’assistenza medica negli ospedali svizzeri nella stessa misura delle persone assicurate in Svizzera. Lo stesso vale nel caso contrario, vale a dire se una persona assicurata in Svizzera subisce un infortunio o è sottoposta a cure in un ospedale in uno Stato dell’UE o dell’AELS. L’UFAS lascia quindi intendere di aspettarsi che l’Italia inoltri le fatture alla Svizzera per i ragazzi curati al Niguarda. Questa assistenza reciproca in materia di prestazioni agevola la libera circolazione delle persone e vale a livello europeo in tutti gli Stati dell’UE e dell’AELS, continua. L’assistenza reciproca in materia di prestazioni è sancita nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE e si fonda sul regolamento (CE) n. 883/2004.

Disbrigo tramite l’Istituzione comune LAMal

Le spese di cura occorse sono disbrigate in Svizzera dall’Istituzione comune LAMal secondo le disposizioni della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e rimborsate a titolo provvisorio al fornitore di prestazioni svizzero (per esempio l’ospedale). In seguito vengono fatturate all’assicuratore malattie estero competente, non alla persona interessata. Quest’ultima riceve semplicemente una fattura per controllo (ed è quello che è successo alle famiglie italiane, ndr.).

La questione resta sul tavolo

Come già ribadito ieri, insomma, a chi spetta pagare le spese è una questione tra la LAMal (svizzera) e il Servizio sanitario nazionale italiano. Ma, ieri, Cornado ha ribadito la posizione del Governo: «Lo Stato italiano non si accollerà mai le spese». Se questa «ignobile richiesta» dovesse essere formalizzata – aveva aggiunto in serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – «annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente». Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, che rappresenta le famiglie delle vittime italiane nella fondazione Beloved, oggi ha dichiarato: «L'ho ribadito in ogni sede, anche durante il mio incontro a Sion: è fuori discussione che il nostro Paese, il Governo o qualsiasi altra istituzione italiana possano farsi carico delle spese derivanti da questa tragedia».

Sempre ieri, l'ambasciatore italiano ha spiegato che il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard, gli ha chiarito di «non avere margini dal punto di vista normativo per farsi carico delle spese di cura dei ragazzi italiani, salvo quelle residuali» (se dovesse rimanere un saldo dopo che verrà stabilito quale assicurazione paga, era stato precisato, se ne occuperà il Servizio LAV cantonale, ndr.). «Reynard ha suggerito di prendere contatto con il Dipartimento federale dell’interno (DFI), competente in materia di salute, per concordare una soluzione a livello bilaterale dal punto di vista della reciprocità, visto che per i 2 pazienti svizzeri ricoverati per mesi al Niguarda non verrà addebitata alcuna spesa», aveva aggiunto. 

Su questo aspetto l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) – sotto il Dipartimento federale dell'interno (DFI) – non risponde alla nostra precisa domanda. Limitandosi ad aggiungere: «La copertura delle spese per l’assistenza medica alle vittime del rogo di Crans-Montana è garantita a prescindere dall’esito degli accertamenti in corso per stabilire le responsabilità. La questione delle eventuali responsabilità penali e dei relativi titolari è oggetto dell’indagine penale in fase di svolgimento. Queste procedure non sono ancora concluse».

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