Il Comune di Crans-Montana non può costituirsi parte civile

Il Comune di Crans-Montana non può costituirsi parte civile nel procedimento penale in seguito all'incendio scoppiato nel Constellation la notte di Capodanno, che ha causato 40 morti e 116 feriti. La procuratrice vallesana ha informato il Municipio che intendeva negargli questa possibilità, di conseguenza il Comune ha ritirato la richiesta. Lo riferisce RTS.
«Questo permetterà di contribuire attivamente all'accertamento completo dei fatti», aveva spiegato il Comune il 2 gennaio, annunciando di volere costituirsi parte civile. Una decisione che era stata presa «all'unanimità». «Siamo i più colpiti da questo dramma, pure noi siamo vittime», aveva dichiarato in conferenza stampa il sindaco Nicolas Féraud. L'ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi aveva parlato di «fuga in avanti di carattere autoprotettivo», confidando che il Pubblico ministero respingesse la richiesta, «anzitutto perché il Comune non è vittima diretta. E secondariamente perché alcuni delle autorità comunali entrano in linea di conto come potenziali indagati», aveva spiegato al CdT. E così è andata.
Dal fascicolo penale ottenuto dal polo d'inchiesta della RTS risulta che la rappresentante del Ministero pubblico del Vallese non intendeva accogliere la richiesta del Comune di costituirsi parte civile. Il 5 gennaio aveva scritto all'avvocato del Comune, Gaspard Couchepin, che «la parte lesa è costituita da qualsiasi persona i cui diritti siano stati direttamente lesi da un reato» e che Crans-Montana – invece – «agisce in quanto autorità incaricata di salvaguardare gli interessi pubblici».
L'avvocato – al quale erano stati concessi cinque giorni per presentare eventuali osservazioni – ha risposto l'8 gennaio: il Comune ha fatto marcia indietro. «Vi informo che, per rispetto delle vittime e indipendentemente da qualsiasi considerazione legale, il Comune ritira la sua richiesta di costituirsi parte civile».
Crans-Montana vuole comunque essere parte del procedimento giudiziario in corso. Couchepin ne ha spiegato le motivazioni: il gestore del Constellation avrebbe commesso delle infrazioni che riguardano la legislazione sulle costruzioni – «allestendo illegalmente un fumoir vicino all’uscita di sicurezza, bloccando la porta di sicurezza del seminterrato e riducendo la larghezza della scala che collega il piano terra al seminterrato senza autorizzazione» –; inoltre, «non ha controllato l’età delle persone presenti nel Constellation» (in riferimento all'orario e alla vendita di alcol).
Spetta ora alla Procura decidere se il Comune di Crans-Montana possa avere o meno la qualità di parte del procedimento.
