Il G7 di Macron costerà decine di milioni di franchi ai contribuenti svizzeri

Il G7 di Evian-les-Bains si avvicina a grandi passi. E il conto, ribadisce il Blick, si annuncia molto salato per la Svizzera. Dal 15 al 17 giugno prossimo, i leader più potenti del pianeta si riuniranno a pochi chilometri dalla frontiera elvetica. Ufficialmente, il vertice si terrà in Francia. Ma sul terreno, anche la Svizzera sarà in prima linea per una decina di giorni. Nello specifico, Ginevra, Vaud e il Vallese allestiranno un dispositivo monstre: controlli rafforzati alle frontiere, mobilitazione di polizia, supporto intercantonale, impiego previsto di circa 4 mila militari.
Il dispositivo di sicurezza formato XXL, evidentemente, avrà un costo. Tutto fuorché irrisorio. Tra i 24 e i 25 milioni di franchi, secondo le prime stime e solo per la sicurezza dei tre cantoni interessati. Un importo già consistente, che potrebbe ancora salire e che, al momento, sarà sostenuto dai contribuenti svizzeri. Emmanuel Macron, infatti, avrebbe deciso di organizzare il G7 a Evian-les-Bains senza avvertire in anticipo le autorità svizzere. Non solo, Parigi non sembra intenzionata a mettere mano al portafoglio per le spese sostenute dalla parte svizzera.
Bene, anzi male. Ma che cosa comprende, concretamente, il conto per la sicurezza? Anzitutto, la presenza della polizia e il rinforzo delle forze giunte da altri cantoni nell'ambito del dispositivo intercantonale di supporto di polizia. Ginevra dovrebbe sostenere la parte più grossa del salasso, con circa 17,5 milioni di franchi. Il canton Vaud seguirebbe con 5 milioni, mentre il Vallese dovrebbe sostenere circa 1 milione. La Confederazione, in ogni caso, ha deciso di venire loro in aiuto per evitare che sostengano l'integralità dei costi di sicurezza legati al vertice. Il Consiglio federale ha qualificato il G7 come «evento straordinario ai sensi della legislazione sulla sicurezza interna», ricorda il canton Ginevra. Concretamente, Berna si farà carico fino all'80% dei costi di sicurezza. Il restante 20% resterà a carico dei cantoni.
Durante il G7, anche l'esercito svizzero giocherà un ruolo centrale. Non si limiterà a inviare militari di rinforzo. Riprenderà diversi compiti molto concreti: sorveglianza del cielo, polizia aerea, sicurezza aerea e dispositivi anti-droni. L'esercito assumerà inoltre alcuni compiti di protezione di siti sensibili, in particolare le missioni diplomatiche, i consolati e certe infrastrutture importanti. In tempi normali, questi compiti competono al cantone. A ciò si aggiungono la sicurezza lacustre, la cybersicurezza, la protezione delle infrastrutture critiche, la comunicazione, l'immagine dello Stato nonché il rafforzamento delle frontiere tramite l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.
Ma quanto costerà questo dispositivo militare? Non più del solito, assicura l'esercito svizzero. Interpellato da Blick, Stefan Hofer, suo portavoce, parla di «spese supplementari marginali». Tradotto: i militari mobilitati avrebbero comunque svolto il loro corso di ripetizione annuale. Semplicemente, lo faranno in parte tra Ginevra, Vaud e il Vallese.
Resta il fatto che gli importi indicati dai cantoni non coprono tutto. La stima di 24-25 milioni di franchi riguarda unicamente il versante della sicurezza. A Ginevra, il cantone ha già deciso di sbloccare uno stanziamento di 6 milioni di franchi per sostenere i commercianti che dovessero subire danneggiamenti tra il 12 e il 18 giugno in relazione al vertice del G7. Il ricordo del 2003, d'altro canto, è ancora vivo. Quell'anno, il G8 di Evian aveva lasciato tracce sul versante svizzero, con vetrine infrante, scene di saccheggio e danni importanti per alcuni esercizi commerciali. Il Consiglio di Stato ginevrino non vuole rivivere lo stesso scenario. Di qui l'invito alla Francia ad «assumersi la propria parte di responsabilità» e l'annuncio di voler chiedere il rimborso degli importi versati dallo Stato alle imprese. A tale scopo, Ginevra agirà di concerto con la Confederazione. I 6 milioni stanziati da Ginevra, sia quel che sia, difficilmente copriranno il mancato guadagno delle imprese, né le spese sostenute in prevenzione, come l'installazione di barricate o di protezioni temporanee. Se l'importo dovesse rivelarsi troppo basso, chi coprirà la differenza? Il contribuente ginevrino? Le assicurazioni? I commercianti stessi? La Francia? Per ora, la questione resta aperta.
A questo stadio, ribadisce il Blick, resta difficile stabilire il costo totale che la Svizzera dovrà sostenere. L'esercizio è tanto più delicato in quanto diversi servizi contattati si rimpallano la responsabilità o restano evasivi alle domande dei giornalisti. Tra le incognite figura anche il costo dei cannoni ad acqua prestati dalla Germania alla Svizzera. Anche la loro presenza avrà un prezzo. Altra domanda: dei poliziotti tedeschi verranno a dare manforte alle forze svizzere, come nel 2003? Ventitré anni fa, erano stati circa un migliaio a intervenire, con una quindicina di cannoni ad acqua. Costo dell'operazione all'epoca: 4 milioni di franchi. Gli Ospedali universitari di Ginevra (HUG) e il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) si tengono anch'essi pronti. Moltiplicano i preparativi per gestire un eventuale afflusso di pazienti in caso di crisi.
A titolo di confronto, l'ultimo G7 organizzato in Francia, a Biarritz nel 2019, era costato 36,4 milioni di euro, ossia circa 33,4 milioni di franchi svizzeri. Un importo nettamente inferiore a quello dei vertici precedenti. L'anno prima, il vertice organizzato dal Canada era costato 270 milioni di euro, secondo fonti diplomatiche. «Davanti ai giornalisti, Emmanuel Macron se ne è del resto vantato, spiegando che la Francia era riuscita a fare meglio con "un fattore dieci"» scriveva Le Monde nel 2019. A fine ottobre 2025, lo Stato francese aveva preventivato 20 milioni di euro per l'organizzazione del G7. Così il disegno di legge finanziaria 2026: «Questo budget comprende l'insieme delle spese inerenti alla sua organizzazione logistica, alle riunioni diplomatiche preparatorie e alle azioni di comunicazione associate allo svolgimento di questo evento internazionale». Resta da sapere se Parigi riuscirà a rispettare questa cifra.
A pochi giorni dal vertice, una cosa è già chiara: pur organizzato in Francia, il G7 di Evian avrà un impatto molto concreto in Svizzera. Un impatto che si quantificherà in decine di milioni di franchi. Per i contribuenti elvetici, il conto potrebbe dunque essere più pesante di quanto annunciato.
