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Jacques Moretti è stato arrestato: «Potenziale rischio di fuga»

Al termine dell'interrogatorio odierno, la procuratrice incaricata del caso Catherine Seppey ha ordinato l'arresto dell'uomo: ne dà notizia Léman Bleu - Si è conclusa la cerimonia ufficiale di commemorazione - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Jacques Moretti è stato arrestato: «Potenziale rischio di fuga»


Red. Online
09.01.2026 06:33
21:18
21:18
Italia, il sottosegretario vedrà le famiglie delle vittime di Crans-Montana per concordare una linea comune

Nei prossimi giorni i familiari delle vittime della tragedia di Crans-Montana saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dall'Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli.

Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi (sede del governo italiano, ndr), secondo cui l'incontro servirà a concordare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in ambito elvetico sia italiano, valutare i profili legali e le possibili iniziative da intraprendere nei due ordinamenti.

19:45
19:45
A Lugano una veglia per le vittime di Crans-Montana, de Raemy: «Un momento di condivisione che aiuta tutti»

Anche la Città di Lugano si è unita al lutto nazionale per la tragedia di Crans-Montana. Numerosissimi fedeli - tra cui molti giovani - sono giunti alla Cattedrale di San Lorenzo per seguire la veglia ecumenica iniziata alle 18. Una veglia presieduta dall’amministratore apostolico Mons. Alain de Raemy, che ha parlo in particolare dell’importanza della luce in questi momenti di buio profondo. «Una parola di vita. Una ragazza, nella cerimonia di oggi a Martigny, ha detto che non possiamo prolungare i giorni della nostra vita, ma possiamo intensificare la vita dei nostri giorni«, ha spiegato de Raemy ai microfoni di Ticinonews. »Mi sembra che il messaggio sia questo: i giovani sono fatti per la vita e noi dobbiamo incoraggiarli a continuarla. Essere gioiosi non è una colpa verso chi sta soffrendo in ospedale o verso chi non c'è più».

«Fondamentale scoprirsi parte della stessa umanità»
Luoghi come la cattedrale di San Lorenzo, in cui mercoledì si è tenuto il funerale di Sofia, ricoprono un ruolo molto importante nell’elaborazione di un dolore collettivo. «Penso sia fondamentale scoprirsi parte della stessa umanità«, ha aggiunto de Raemy. »Sono stato a Crans-Montana e lì molte persone, pur senza conoscersi, si abbracciavano, perché condividevano questa immensa sofferenza, ma anche un segno di speranza, di stare insieme e di andare avanti». Un altro aspetto essenziale per chi soffre, infatti, è quello di sentire di non essere solo «È importantissimo, anche se chi sta male tende a volersi isolare. Vivere l'esperienza della comunione nel momento difficile aiuta a non cadere e a continuare a camminare. Ed è proprio questo il senso della veglia odierna: un momento di condivisione che ci aiuta tutti», ha concluso l'amministratore apostolico.

19:42
19:42
«È giusto che l'Italia si costituisca parte civile»

«Io credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile perché questa è stata una ferita inferta a tutto il nostro Paese. Avete visto quanta commozione c'è stata in Italia, quindi credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile nel procedimento penale nei confronti di chi ha commesso dei reati».

Così il ministro italiano degli Affari Esteri, Antonio Tajani, a margine della messa in memoria delle vittime di Crans-Montana che si è tenuta nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma. «È ovvio che nella strage di Crans-Montana ci sono delle responsabilità, non è stata una fatalità», ha aggiunto.

Il ministro ha sottolineato che «è giusto si faccia giustizia e che la magistratura vada fino in fondo. Ci sono ovviamente delle responsabilità e dei responsabili. Al termine del processo se sono colpevoli vanno puniti».

19:27
19:27
La procura vallesana in merito all'arresto di Moretti

In merito all'arresto di Moretti, il Ministero pubblico del Canton Vallese ha rilasciato un comunicato stampa che riportiamo integralmente:

«L'indagine prosegue per determinare le circostanze dell'incendio verificatosi il 1. gennaio 2026 nel bar "Le Constellation" a Crans-Montana. Al termine dell'audizione dei gestori in qualità di imputati e dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, il Ministero pubblico ha richiesto misure al Tribunale delle misure coercitive. L'indagine prosegue per stabilire le circostanze dell'incendio mortale verificatosi nella notte di Capodanno al bar "Le Constellation" a Crans-Montana.

Il pubblico ministero ha condotto questa mattina, alla presenza degli avvocati costituiti che hanno voluto partecipare, un'udienza di diverse ore con la coppia di amministratori in qualità di imputati.

Durante questa sessione è stata effettuata una nuova analisi dettagliata del rischio di fughe.

Su questa base, il Ministero pubblico ha deciso di chiedere al Tribunale delle misure coercitive la detenzione preventiva del gestore e, in subordine, misure sostitutive. Tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero, il Ministero pubblico ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto.

Per quanto riguarda la direttrice, tenuto conto del suo percorso professionale e dei suoi legami personali, il pubblico ministero ha ritenuto che una richiesta di misure alternative consentisse di ovviare al rischio di fuga.

La decisione relativa alla custodia cautelare o alla pronuncia di misure sostitutive è di competenza del Tribunale delle misure coercitive.

La presunzione di innocenza per entrambi gli imputati prevale fino a una decisione contraria.

Le indagini continuano.

In questa fase delle indagini non saranno fornite ulteriori informazioni né concesse interviste».

19:08
19:08
Marcia silenziosa, Aostalli: «L’iniziativa nasce dal bisogno di riflettere collettivamente su quanto accaduto»

Centinaia di persone si sono riunite questa sera a Bellinzona per partecipare alla marcia silenziosa organizzata dai Giovani del Centro per commemorare le vittime della tragedia di Crans-Montana. Il corteo, partito da Piazza della stazione, è giunto davanti a Palazzo delle Orsoline. «L’iniziativa nasce dal bisogno di riflettere collettivamente su quanto accaduto», spiega a Ticinonews Gregorio Aostalli, segretario internazionale dei Giovani del Centro. «Siamo di fronte a una tragedia che tocca tutta la comunità e la risposta deve essere collettiva».

19:05
19:05
Il Comune di Crans-Montana si scusa

Porgiamo le nostre scuse e chiediamo perdono a tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore. È quanto ha dichiarato oggi la vicesindaca del Comune di Crans-Montana (VS) Nicole Bonvin Clivaz, intervistata dalla RTS poco dopo la cerimonia in omaggio alle vittime. La donna riconosce gli errori e le mancanze che l'indagine dovrà chiarire. Non è però prevista nessuna dimissione dal municipio.

«Vogliamo sostenerle [le famiglie, ndr.] nel miglior modo possibile. [...] Faremo tutto il possibile affinché ciò non si ripeta», ha aggiunto.

Tre giorni fa, durante la conferenza stampa del municipio di Crans-Montana, non erano state presentate scuse di questo tipo. Un atteggiamento che aveva sollevato numerose critiche.

«Oggi è necessario formularle. Nel vivo dell'azione, siamo maldestri», ha spiegato Bonvin Clivaz, rilevando che «non è comune vivere una situazione del genere. Ci è voluto davvero molto coraggio per affrontarla. E ne avremo ancora bisogno».

Bonvin Clivaz riconosce la responsabilità del Comune, in particolare per l'assenza di controlli dal 2019 nel bar devastato dalle fiamme. «Abbiamo una responsabilità nei confronti di questa mancanza», ha proseguito, affidandosi all'inchiesta. «Oggi non abbiamo le risposte vere».

Il municipio non intende dimettersi: «La questione non si pone affatto, al contrario. Stiamo lavorando sodo», ha insistito la vicesindaca, dicendo però di comprendere che il Comune sia stato messo sotto accusa. «Ogni giorno in Municipio riceviamo e-mail offensive. Ma è comprensibile, è normale. Correggeremo il tiro. Abbiamo sbagliato, ora faremo la cosa giusta», ha concluso Bonvin Clivaz.

18:44
18:44
A Bellinzona in silenzio per colmare il vuoto di Crans-Montana

Mezzo migliaio di persone ha preso parte al momento di raccoglimento voluto per ricordare le vittime della tragedia del Constellation. Il corteo silente, interrotto solo dal vagito di un neonato, ha avuto un effetto molto intenso in una città oramai semideserta. Qui l'articolo completo.

18:22
18:22
I pompieri della Lavizzara vicini ai colleghi di Crans-Montana

«Anche noi ci siamo sentiti impotenti. È una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene». È quanto scrivono i pompieri della Lavizzara in una lettera aperta di solidarietà ai colleghi intervenuti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, l’incendio che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Il testo è stato pubblicato sulla loro pagina Facebook tradotto anche in francese.

«Abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile. Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi», scrive lo Stato maggiore ticinese rivolgendosi al comandante della Svizzera francese. E si riavvolge il nastro del tempo al 2024, quando la furia della natura si era scatenata sull’alta Vallemaggia: «In quei momenti, anche noi ci siamo sentiti impotenti. Le sue parole, “nessuno era pronto per una cosa del genere”, esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell’aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri. Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare».

Il documento, in italiano e in francese, è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook dei Pompieri di Lavizzara
Il documento, in italiano e in francese, è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook dei Pompieri di Lavizzara

«Non siete soli»

E, infine: «Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli. Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri. Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria».

Il testo integrale

Cari Colleghi,
Egregio Comandante,

abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile.

Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi. Nel 2024, l'alluvione che ha colpito la nostra regione ha portato morte e distruzione, travolgendo il nostro tenitorio e colpendo duramente anche il Corpo Pompieri Lavizzara. In quei momenti, mentre la furia della natura operava i suoi disastri, anche noi ci siamo sentiti impotenti. É una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene.

Le sue parole, «nessuno era pronto per una cosa del genere», esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell'aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri.

Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare. Anche tra le nostre fila molti sono rimasti segnati, qualcuno ha vacillato, qualcuno ha pensato di fermarsi. Non è debolezza: è umanità.

Eppure, proprio nel momento più buio, abbiamo scoperto - come lo state scoprendo pure voi - la forza della grande famiglia dei soccorritori. La solidarietà tra corpi, il sostegno reciproco, la presenza silenziosa ma concreta di chi capisce senza bisogno di spiegazioni. É questo che ci ha permesso di rialzarci, seppure profondamente segnati.

Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli.
Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri.

Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Il vostro tenitorio ha bisogno di voi, ma prima ancora voi avete il diritto di prendervi cura di voi stessi, come comunità e come persone.

Da parte del Corpo Pompieri Lavizzara, vi inviamo la nostra più sincera solidarietà, il nostro rispetto e il nostro incoraggiamento a non mollare. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria.

Con stima e fratellanza,

a nome del Corpo Pompieri Lavizzara

18:00
18:00
Il giorno del lutto: segui il tg di TeleTicino


17:47
17:47
«È fondamentale trarre anche insegnamenti da questa tragedia»

«Abbiamo percepito un forte e diffuso sentimento di affetto e un sincero desiderio di prendersi cura delle persone coinvolte e della loro sofferenza. In quei momenti è emerso un profondo rispetto anche per il silenzio, per chi ha scelto di rimanere chiuso nel proprio dolore senza chiedere aiuto, così come la condivisione di un sentimento comune e particolarmente difficile: quello dell’attesa». Così la dottoressa Roberta Brivio, psicologa d'emergenza della Colonna mobile della Protezione Civile di Regione Lombardia, ha raccontato ai microfoni di Lombardia Notizie TV la sua esperienza della tragedia di Crans-Montana, dove ha supportato i familiari delle vittime del terribile incendio di Capodanno per poi recarsi a Zurigo e, di ritorno in Italia, in alcune scuole milanesi.

Nel corso della stessa intervista è intervenuta anche la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Valentina Di Mattei, che ha sottolineato come «grazie al lavoro della dottoressa Brivio e di altri colleghi, sono state avviate azioni specifiche rivolte alle scuole, con particolare attenzione a studenti, genitori e insegnanti coinvolti».

«Come Ordine – ha concluso – insieme a diversi partner sul territorio lombardo, ci siamo attivati fin da subito per mettere in campo interventi di supporto fondamentali. In questi casi è necessario non solo intervenire sull’emergenza, ma anche interrogarsi su ciò che queste vicende possono insegnarci per migliorare le pratiche future».

17:28
17:28
Il 15 gennaio concerto a Ginevra in omaggio alle vittime di Crans-Montana

Giovedì prossimo si terrà alla Victoria Hall di Ginevra un concerto gratuito in omaggio alle vittime e a sostegno dei loro famigliari, del personale di soccorso e degli operatori sanitari.

L'iniziativa è stata promossa dall'Orchestra da Camera ginevrina, dall'Orchestra della Svizzera Romanda, dalla Scuola universitaria di musica di Ginevra, dall'Associazione ginevrina dei cori d'oratorio e dal Concours de Genève.

L'obiettivo è quello di offrire un momento di raccoglimento musicale, ha indicato stasera l'Orchestra da Camera di Ginevra. Il direttore vallesano Anthony Fournier sarà sul podio per dirigere l'Adagietto della Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler e il Requiem di Gabriel Fauré. Tra i musicisti e i coristi, tutti volontari, figurano il soprano Chelsea Zurflüh e il baritono Stephan MacLeod.

17:24
17:24
Jessica Moretti dovrà indossare il braccialetto elettronico

Secondo gli ultimi aggiornamenti pubblicati da 24heures e da alcuni media italiani, Jessica Moretti non è in carcere perché ha un figlio di dieci mesi. Stando alle prime informazioni diffuse da 24heures, la donna dovrà indossare un braccialetto elettronico e dovrà presentarsi in Polizia ogni tre giorni. 

La donna, al termine dell'interrogatorio avvenuto oggi a Sion, attesa dai giornalisti, ha voluto presentare le sue scuse. «I miei pensieri costanti vanno alle vittime. È una tragedia inimmaginabile e si è verificata nella nostra struttura. Posso solo scusarmi con tutte le vittime e le persone che ancora oggi lottano», ha affermato, visibilmente provata, secondo le immagini pubblicate sul sito di Léman Bleu. I suoi legali non hanno commentato.

17:24
17:24
29.enne ferita a Crans: «In ospedale combattiamo per guarire»

«Qui nel reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno... ma un pensiero va agli angeli che non ce l'hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!»

È il post con cui torna su Instagram dopo la tragedia di Crans-Montana Eleonora Palmieri, veterinaria 29.enne, romagnola, tra i feriti del rogo di Capodanno in Svizzera.

Il suo post accompagna una clip di foto e video montati insieme in cui è ritratta in momenti spensierati, anche insieme al suo fidanzato, prima del rogo, e poi dopo, in ospedale, con immagini di lei a letto, con bende, il volto con ustioni.

«Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c'è stata la vita vera - scrive Eleonora -. Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale. Un ringraziamento immenso va ai medici e a tutto il personale sanitario degli ospedali che mi stanno curando con estrema professionalità e umanità. Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro».

La 29.enne, come aveva raccontato il fidanzato Filippo Bonifacio nei giorni scorsi a diversi media, è stata salvata dallo stesso ragazzo, 24enne, che l'ha cercata tra la folla in fuga e l'ha trascinata via, con ustioni, portandola immediatamente all'ospedale di Sion.

17:20
17:20
Achille Lauro: «Vi sono vicino con tutto l'amore»

«Vi sono vicino con tutto l'amore possibile»: è il messaggio che Achille Lauro ha voluto mandare «a tutti i ragazzi coinvolti» nel rogo di Crans-Montana e alle loro famiglie nel giorno in cui a Martigny (VS) e a Roma si sono celebrate commemorazioni per i quaranta morti.

«Vicino con tutto il cuore a tutti i ragazzi coinvolti e alle loro famiglie che stanno vivendo il dolore più grande» ha scritto su Instagram l'autore di Perdutamente, brano suonato al termine del funerale di una delle vittime, il sedicenne Achille Barosi che la cantava solitamente con la madre.

«È una sofferenza che tocca tutti e che sentiamo anche nostra, qualcosa che va oltre le parole e troppo grande persino da immaginare. Vi sono vicino con tutto l'amore possibile» ha concluso.

17:02
17:02
Padre della 15.enne ustionata: «Da Zurigo sentiamo la vicinanza dell'Italia»

«Sentiamo la vicinanza dell'Italia». Così Lorenzo, il papà di Elsa, la 15enne di Biella rimasta ustionata nell'incendio del Constellation di Crans-Montana, dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avvenuto stamane nell'ospedale di Zurigo.

«La Protezione civile italiana - spiega - sta facendo un grande lavoro. E grazie ai biellesi per esserci così vicini: l'affetto che stanno dimostrando è davvero grande».

«Elsa è stabile, ma in una situazione ancora delicata», prosegue il padre. La giovane ha subito già due interventi, di cui uno all'intestino. Al momento rimane ancora intubata e in coma indotto. «Ogni minuto - continua - è una conquista. Elsa è seguita in modo esemplare qui».

16:48
16:48
La cattedrale di Losanna gremita per la cerimonia

Nella cattedrale di Losanna, circa un migliaio di persone hanno assistito alla trasmissione in diretta della cerimonia in omaggio alle vittime dell'incendio di Crans-Montana (VS). Tra il pubblico c'erano molti giovani, ma anche persone di tutte le età.

«Siamo in comunione con le famiglie in lutto che hanno perso uno o più figli nella tragedia e con quelle che accompagnano un figlio ferito qui o in altre parti d'Europa», ha dichiarato Jean-François Ramelet, pastore della chiesa riformata di Saint-François, oggi poco prima dell'inizio della cerimonia. «La cattedrale ci è sembrata il luogo più adatto per la ritrasmissione. Sebbene sia riformata, tutti, indipendentemente dalla propria religione, possono sentirsi accolti», ha precisato.

Il canton Vaud è stato duramente colpito dalla tragedia. Non meno di 19 giovani di età compresa tra i 14 e i 21 anni vi hanno perso la vita, ha dichiarato oggi la presidente del Consiglio di Stato Christelle Luisier in un'intervista al quotidiano «24 heures». Si tratta di sei ragazze e tredici ragazzi. Dodici delle vittime erano minorenni, ha precisato Luisier, aggiungendo che il cantone conta anche una trentina di feriti.

Oltre che dalla cattedrale di Losanna, la cerimonia è stata trasmessa in diretta anche dalla chiesa di Vevey (VD), da quella di Renens (VD) e di Mont-sur-Lausanne (VD), tra le altre. In tutto il cantone erano previsti numerosi momenti di raccoglimento, preghiera e solidarietà.

16:47
16:47
Le parole di Ignazio Cassis

«In questo giorno di lutto nazionale, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze alle vittime della tragedia di Crans-Montana, alle loro famiglie e ai loro cari, nonché a tutte le persone che soffrono le conseguenze di questo dramma, sia in Svizzera che all'estero». Ha esordito così, Ignazio Cassis, consigliere federale nonché responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), nella conferenza stampa a seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana.

16:41
16:41
Le parole di Stéphane Ganzer

A prendere la parola a Martigny nella conferenza stampa a seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana è stato quindi il consigliere di Stato del Canton Vallese Stéphane Ganzer.

«Oggi alle 14.00 hanno risuonato le campane proprio come la triste notte di Capodanno hanno risuonato le sirene dei mezzi di primo intervento. Il sangue freddo di cui hanno fatto prova le persone intervenute al Constellation merita di essere iscritta nella memoria collettiva del nostro Paese. Erano dei giovani che aiutavano altri giovani. La catena d'intervento si è subito messa in azione. Il tempo dell'intervento ha poi lasciato posto a quello dell'attesa, insopportabile per le famiglie delle persone che si trovavano all'interno del bar. È stato il momento dell'identificazione delle vittime, svolta nella maniera più celere possibile tenendo in considerazione i limiti che il rigore impone. Questo lavoro ha permesso di identificare tutti nel giro di tre giorni. IN questi momenti l'accompagnamento alle famiglie è stato essenziale e per questo ringrazio la Polizia. Adesso arriva il tempo della giustizia. È chiaro che si possa dire che avremmo potuto evitare questo dramma. Avremmo dovuto evitarlo. È normale di essere scioccati e arrabbiati. Ed è normale che qualcuno cerchi un colpevole ancora prima che la giustizia faccia il suo lavoro. Dobbiamo però lasciare lavorare la giustizia. Essa lo farà in maniera rigorosa e indipendente. Anche il tempo delle azioni concrete non deve aspettare. In un cantone con le norme antincendio più stringenti della Svizzera si è verificato il peggio. Dobbiamo agire senza ritardi, questa non è un'opzione, ma un dovere. Abbiamo chiesto a tutti i Comuni di verificare le procedure e i dispositivi di sicurezza degli edifici pubblici».

16:27
16:27
Le parole di Mathias Reynard alla conferenza stampa di Martigny

A seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana, si è tenuta una conferenza stampa a Martigny. Presenti quali relatori il «ministro» degli esteri Ignazio Cassis, il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard e il direttore della Sicurezza vallesana Stéphane Ganzer.

Il primo a prendere la parola è stato Reynard: «Questo dramma ci ha sconvolti tutti profondamente», ha affermato Reynard. «Comprendiamo il vostro dolore, la vostra rabbia e le vostre domande», ha dichiarato, rivolgendosi ai familiari delle vittime. «È un momento di emozione, raccoglimento e condivisione. È il momento dell'empatia per le famiglie colpite dalla tragedia e per i loro amici. Quanto avvenuto la notte di Capodanno ci ha gettati in uno stato di dolore. Ci sarà un prima e un dopo questo tragico evento. Il "dopo" sarà doloroso per le persone colpite. Non dimenticheremo mai i giovani la cui vita è stata interrotta in maniera brutale. Sarà un "dopo" lungo per le persone rimaste ferite, alcune delle quali in modo grave. Gli ospedali vallesani, svizzeri e europei che li hanno presi a carico stanno facendo di tutto per curare queste persone e apportare a loro e alle loro famiglie un sostegno psicologico adeguato. Ringraziamo per il loro impegno anche tutti gli enti di primo intervento».

Reynard ha poi parlato del sostegno che il Governo cantonale vallesano fornirà alle vittime e alle famiglie. «Saranno forniti loro aiuto finanziario e nelle pratiche amministrative in collaborazione con la Confederazione. Il Governo fornirà anche sostegno psicologico a coloro che ne avranno bisogno, in particolare nelle scuole e a favore di chi è intervenuto a prestare soccorso durante l'incendio». 

16:13
16:13
Mattarella: «Giustizia per quanto accaduto»

«La cerimonia di oggi per l'immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto». Lo ha scritto il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel libro delle condoglianze, al termine della cerimonia di commemorazione delle vittime del Constellation, svoltasi oggi a Martigny (VS).

16:03
16:03
Ospedale Niguarda, bollettini solo per informazioni significative

Non ci saranno più bollettini medici dell'ospedale Niguarda di Milano sulle condizioni dei feriti nel rogo di Crans-Montana a meno che non ci siano «informazioni significative da condividere di interesse pubblico».

Lo hanno spiegato i responsabili del nosocomio milanese aggiungendo che ritengono anche «necessario sospendere le interviste con i professionisti dell'Ospedale» che erano state fornite in una prima fase per garantire il diritto all'informazione.

«Ora è necessario che gli esperti coinvolti tornino a dedicare tutte le loro energie alla cura dei pazienti e delle loro famiglie», viene precisato.

15:10
15:10
Il gruppo Axa fa sapere di essere l'assicuratore RC

Il gruppo assicurativo Axa, che fa sapere di essere l'assicuratore di responsabilità civile (RC) del comune di Crans-Montana (VS) e dell'impresa legata al bar Le Constellation, teatro nella notte fra il 31 dicembre e il primo gennaio di un incendio che ha provocato 40 morti e 116 feriti in gran parte gravi, riferisce che chi deve rispondere del danno causato «può essere stabilito solo al termine dell'indagine (penale) in corso». Lo si apprende da un comunicato dell'azienda.

Axa fa sapere che sarà «naturalmente in grado di far fronte ai propri obblighi in qualità di assicurazione di responsabilità civile», sottolineando come sia «evidente che, in caso di responsabilità accertata, le somme assicurate del comune e del bar» siano «di gran lunga insufficienti per far fronte a tutti i danni finanziari subiti dalle vittime superstiti e dai loro familiari».

«Il rispetto del principio della parità di trattamento nei confronti delle persone lese sarà in ogni caso garantito», afferma la società, proponendo inoltre «la creazione di un tavolo nell'ambito del quale, idealmente sotto la guida della Confederazione, tutte le parti coinvolte» definiscano «soluzioni immediate e sostenibili a lungo termine per fare fronte ai danni finanziari sostenuti dalle vittime superstiti e dai loro familiari».

14:59
14:59
Jacques Moretti è stato arrestato: «Potenziale rischio di fuga»

Al termine dell'interrogatorio della coppia di gestori del Constellation, la procuratrice incaricata del caso Catherine Seppey ha ordinato l'arresto di Jacques Moretti. La notizia, anticipata da Léman Bleu e 24heures, è stata confermata al CdT dalle autorità vallesane. Oggi, per la prima volta i due sono stati ascoltati alla presenza degli avvocati delle vittime. Jessica Moretti, fa sapere il portale romando, rimane in libertà.

Secondo il 24heures, la Procura vallesana ha chiesto la carcerazione preventiva di Jacques Moretti ritenendo sussistente un potenziale rischio di fuga. Le ragioni di questo cambio di orientamento non sono, al momento, note.

Parlando al termine dell'interrogatorio, Jessica Moretti si è scusata: «Una tragedia inimmaginabile».

14:46
14:46
Parla il presidente Parmelin: «Il nostro Paese è sconvolto»

«L'intera Svizzera è diventata un'unica grande famiglia in lutto». Con queste parole il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha esordito durante la cerimonia commemorativa, parlando di un Paese «sconvolto».

Davanti alle famiglie, ai parenti e alle autorità riuniti oggi a Martigny, Parmelin ha evocato con toni commossi la tragedia che ha segnato il primo giorno del 2026. «L'inizio dell'anno avrebbe dovuto essere accompagnato dai consueti buoni propositi, quelli che si possono formulare davanti a pagine ancora bianche», ha detto il presidente della Confederazione, ricordando come per molti giovani quei sogni «si sono prematuramente infranti nella cenere di una notte di orrore».

Parmelin ha poi citato Sant'Agostino per collocare la cerimonia «al crocevia tra ieri e domani, tra la memoria e la speranza». Ha quindi sottolineato l'unità di una nazione nel dolore: «Oggi abbiamo la rara occasione di essere uniti nel condividere il peso di questo fardello. La nostra unione non lo renderà più leggero, ma se potrà contribuire anche solo in minima parte ad alleviare la nostra infinita tristezza, avrà già raggiunto il suo scopo».

Parmelin ha ricordato le 156 vittime - tra morti e feriti -, molte delle quali provenienti dall'estero - Australia, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Repubblica Democratica del Congo, Finlandia, Francia, Grecia, Israele, Italia, Lussemburgo, Filippine, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Serbia, Repubblica Ceca e Turchia - che stavano trascorrendo momenti di svago in Svizzera. «Il nostro Paese è e continuerà a essere vicino a tutte le famiglie, in Svizzera e all'estero, la cui vita è stata stravolta in modo così brutale e irreversibile», ha assicurato.

Il presidente della Confederazione ha espresso «la più viva gratitudine» per le testimonianze di solidarietà internazionale e per l'assistenza sanitaria ricevuta, ricordando che diversi feriti, tra cui cittadini svizzeri, sono attualmente in terapia intensiva in Francia, Belgio, Germania e Italia. «Questa solidarietà nazionale e internazionale ci commuove e ci rende riconoscenti. Grazie ad essa, sappiamo di non essere soli nell'avversità», ha aggiunto.

Parmelin ha poi ringraziato soccorritori, medici, polizia e tutti coloro che hanno contribuito a salvare vite e a far emergere la verità, definendo questo «un presupposto indispensabile del patto di fiducia» tra istituzioni e società.

Guardando al futuro, il consigliere federale ha parlato di una speranza «dai contorni sfocati», che trova sostegno nella resilienza e nella capacità della giustizia di accertare eventuali inadempienze «senza ritardi né indulgenze. Stabilire le responsabilità è un nostro dovere morale». Ha poi definito il 9 gennaio 2026 un «giorno di commemorazione e soprattutto di amore» per le vittime, i feriti e i loro cari, ma anche «un giorno di responsabilità» per autorità e legislatore, chiamati a trarre insegnamenti per garantire «il massimo livello di sicurezza negli edifici aperti al pubblico».

In chiusura, Parmelin ha definito la tragedia «inimmaginabile, indescrivibile, invisibile»: inimmaginabile perché un Paese fondato su rigore e affidabilità deve saper prevedere i rischi; indescrivibile perché nessun aggettivo può quantificare il dolore; invisibile perché molte vittime non ci sono più, «ci hanno lasciato nel bar che portava il nome di un gruppo di stelle» e «continueranno a brillare nei nostri ricordi».

14:38
14:38
Le scuse di Mathias Reynard

Prendendo la parola, il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard ha sottolineato: «Non dimenticheremo mai quel giorno. A Crans-Montana sono state stravolte 156 vite».  Senza nascondere la commozione, Reynard ha espresso vicinanza alle famiglie, agli amici, ai compagni delle vittime e dei feriti. «La giustizia deve essere fatta, con rigore e indipendenza». Al di là della procedura, «il minimo che possiamo fare è presentare le nostre scuse», a nome di tutta la comunità, alle giovani vittime.

Rivolgendosi ai giovani, il consigliere di Stato ha sottolineato: «Piangere è legittimo, ma avete anche il diritto di ridere. È insieme e uniti che ci rialzeremo e andremo avanti».

14:21
14:21
«Perché tu, perché lei, perché lui»

«Pensiamo a chi sta soffrendo, a chi lotta tra la vita e la morte, a chi deve trovare fiducia nel proprio corpo e nel futuro». In un testo di Rita Famos, presidente del Consiglio svizzero delle religioni, letto dall'attrice vallesana Olivia Seigne, la domanda è pesante: «Perché tu, perché lei, perché lui». Sono domande che rimangono e che necessitano di un momento di condivisione. «Pensiamo anche a tutti coloro che vegliano al loro fianco, che sperano, che tremano d’angoscia. Ringraziamo tutti coloro che curano queste persone, le guariscono, le consolano. Ci ricordiamo i nomi, i volti, le storie di quello che è stato, di quello che rimane dentro di noi. Quello che manca e quelli che mancano fa male e queste domande restano. Perché? Perché tu? Perché proprio tu? Siamo qui per esserci gli uni accanto agli altri, gli uni vicino agli altri, insieme. Insieme nel lutto senza risposte. Questo ricordo che lascia senza parole ci unisce al di là delle nostre differenze, nella fede e nel dubbio». 

14:18
14:18
Silenzio assordante a Bellinzona

In Piazza Collegiata, a Bellinzona, tutti si sono fermati al suono delle campane. In città è calato un silenzio assordante.

14:17
14:17
Le campane di Crans-Montana

Le campane di Crans-Montana hanno suonato, insieme a quelle di tutta la Svizzera, alle 14.

14:07
14:07
Un minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana

Alle 14 la Svizzera si è fermata per un minuto di silenzio dedicato alle vittime del drammatico incendio di Crans-Montana (VS). Il momento di raccoglimento si è svolto nel quadro della giornata di lutto nazionale.

Il minuto di silenzio è stato accompagnato dalle campane che hanno risuonato in tutto il Paese. Il Consiglio federale ha voluto in questo modo rivolgere un pensiero alle vittime, ai feriti, ai loro cari ma anche ai soccorritori.

Pure a livello locale si sono svolte manifestazioni di solidarietà. A Berna i trasporti pubblici alle 14:00 si sono fermati per 20 secondi, attivando i lampeggiatori d'emergenza in segno di commemorazione. In diverse scuole in Svizzera verrà poi trattato l'argomento della tragedia.

Anche le FFS hanno partecipato alla commemorazione, con bandiere a mezz'asta nelle stazioni e annunci che hanno invitato al minuto di silenzio, sempre alle 14:00.

Skyguide, responsabile del controllo dello spazio aereo svizzero, alla stessa ora non ha permesso alcun decollo dagli aeroporti di Ginevra, Zurigo e Payerne (VD), ha reso noto una portavoce a Keystone-ATS.

A Berna gli edifici dell'Amministrazione federale hanno le bandiere a mezz'asta, così come avviene in molte altre parti della Svizzera.

14:05
14:05
Anche Berna si ferma in omaggio alle vittime

Centinaia di persone hanno commemorato oggi pomeriggio nel centro di Berna le vittime del tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS). Per alcuni istanti la città si è fermata quasi completamente.

Poco prima delle 14.00 dalla stazione si sono levati i fischi delle locomotive, seguiti dalle campane di tutte le chiese. Non lontano da lì, davanti a quella dello Spirito Santo, si è radunata un po' di gente e anche sotto i portici gran parte delle persone si è fermata.

Un folto gruppo di persone si è invece riunito davanti a Palazzo federale, mentre il personale dell'ufficio tecnico cittadino si è schierato a lato della piazza davanti ai veicoli comunali. Tutti i dipendenti indossavano le loro tute da lavoro arancioni.

Altri si tenevano per mano. Le bandiere sugli edifici ufficiali hanno sventolato tutte a mezz'asta, nel forte vento che oggi ha soffiato sulla città.

13:54
13:54
Le parole di Benoît Aymon

«Come trovare le parole giuste per dire l’indicibile, per cercare di dare sollievo all’insostenibile, per sopportare l’onda dello shock dopo quanto successo?». Con queste parole, il giornalista Benoît Aymon ha aperto la cerimonia ufficiale a Martigny. «L’unica parola è solidarietà. Solidarietà per le vittime, le loro famiglie, i soccorritori e tutte le persone che eroicamente hanno tentato di prestare soccorso alle vittime. Solidarietà per il personale degli ospedali, per gli esperti che hanno cercato di rispondere all’angoscia delle famiglie e dare un nome alle vittime. Solidarietà agli abitanti di Crans-Montana. Solidarietà di un Cantone e di un Paese intero che ha decretato questa giornata di lutto nazionale. Ma anche solidarietà dall’estero». E ancora: «Questo periodo di shock ha attraversato i confini ed è giunto il momento di affrontare questo lutto in maniera trasversale».

13:46
13:46
Inizia la cerimonia per le vittime di Crans-Montana

È iniziata a Martigny (VS) la cerimonia di commemorazione per le vittime dell'incendio di Crans-Montana (VS). All'evento partecipano numerose personalità internazionali, fra le quali il presidente francese Emmanuel Macron e quello italiano Sergio Mattarella.

Durante la commemorazione prenderanno la parola il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il presidente del governo vallesano Mathias Reynard. Non sono previsti interventi di altri politici.

Vi sarà poi un omaggio ai giovani e due testi diversi verranno letti dall'attrice e registra vallesana Olivia Seigne. Il tutto verrà accompagnato da intermezzi musicale. La cerimonia si concluderà attorno alle 15:00 con una parata di rose bianche.

Circa 1000 persone assisteranno alla commemorazione, inclusi rappresentanti di 32 Paesi diversi e dell'Unione europea. La cerimonia - trasmessa in diretta - si svolge a Martigny e non a Crans-Montana a causa delle avverse condizioni meteorologiche.

13:15
13:15
Crans-Montana, oltre 15mila messaggi nel libro di condoglianze online

Sono già stati inviati oltre 15'000 messaggi da tutto il mondo al libro di condoglianze online per rendere omaggio alle vittime di Crans-Montana. Lo riporta la RTS ricordando che la Confederazione ha aperto sabato scorso un libro di condoglianze elettronico per chi desidera esprimere la sua tristezza e cordoglio alle vittime della tragedia di Capodanno.

13:10
13:10
«Crans-Montana? Non è disgrazia, ma irresponsabilità»

«Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili, responsabilità devono essere individuate e perseguite». Si è espressa così oggi la premier italiana Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, in corso a Roma, in merito alla tragedia di Capodanno.

«Leggo che esisterebbero dei video della responsabile del locale ripresa mentre scappava con la cassa e se questo è vero penso che si debba essere implacabili», ha detto Meloni.

«Quando sono usciti i primi video sono rimasta molto colpita» dal fatto che «alcuni di questi ragazzi rimanessero» dentro il locale «quando c'erano già le fiamme e non capivo perché. La cosa più intelligente l'ha detta una delle mamme, la musica continuava ad andare e avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo più bassa della nostra non ha aiutato: perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto ai ragazzi di uscire? Perché il sindaco non faceva controlli...? Ci sono troppi perché che hanno prodotto» la tragedia di capodanno in Svizzera, ha affermato la presidente del Consiglio italiana.

«Credo sia stato devastante per tutti», ha poi chiosato Meloni, rispondendo ad una domanda sulla tragedia del «Le Constellation» posta durante la conferenza a Roma. «Mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte», ha affermato.

«Dopo quello che è accaduto a Crans-Montana ho chiesto una relazione per capire se sarebbe stato possibile in Italia», ha sostenuto Meloni. «Le nostre norme sono più rigide di quelle che ci sono nel Cantone (Vallese ndr) però io penso che quando accadono queste cose ci si debba sempre chiedere cosa si può imparare», ha detto la premier.

«Dovremmo ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso l'uso di scintillii sulle bottiglie che è un elemento che può essere pericoloso. Avendo imprenditori abilissimi io penso che possano trovare altri 1'000 modi di festeggiare senza rischiare che un locale vada a fuoco», ha affermato Meloni.

Sempre in relazione alla tragedia di Capodanno, la premier italiana ha ribadito che «l'avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo».

«Siamo pronti - ha detto Meloni - a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole.

12:57
12:57
Anche TILO e FFS si uniscono alla commemorazione, nastri neri sui bus TPL

Anche TILO e FFS partecipano alla commemorazione. Oggi, si legge in un comunicato, informeranno i viaggiatori sul minuto di silenzio «con varie misure, tra cui annunci sui treni, comunicazioni sui monitor nelle stazioni e con l'azionamento del fischio dei veicoli prima del minuto di silenzio». Una richiesta in tal senso è stata diffusa a macchiniste e macchinisti perché alle 13.58 sia azionati il fischio per alcuni secondi.

Nel frattempo anche TPL si è unita al lutto nazionale: sul tetto, davanti, i bus della Città portano una bandiera svizzera, una ticinese e due nastri neri.

12:49
12:49
Crans-Montana, il cordoglio delle persone tra lacrime, abbracci e canti

La popolazione di Crans-Montana e dintorni è immersa nel ricordo delle 40 vittime e nella vicinanza ai 116 feriti del rogo di Capodanno. Come riporta un inviato sul posto di Keystone-ATS, sono molti i fiori, le candele e i biglietti di condoglianze che si stanno accumulando.

Già sulla funicolare che sale da Sierre verso Crans-Montana vengono intonati canti religiosi, ma si vedono anche sciatori.

Nella località toccata dalla tragedia, la piazza di fronte al bar "Le Constellation" ha iniziato a riempirsi già attorno a mezzogiorno, di persone di tutte le età che si abbracciano, piangono e depongono i loro pensieri di fronte al libro di condoglianze, posto in un igloo che lo protegge dalla nevicata in corso.

Una ventina di poliziotti monitora la zona, mentre giornalisti, fotografi e troupe televisive di tutte le nazioni sciamano alla ricerca del punto ideale in cui scattare una foto o raccogliere una dichiarazione.

12:43
12:43
Le emozioni di Martigny, poco prima della cerimonia

Il nostro inviato Mattia Sacchi racconta le emozioni che sta vivendo Martigny, poco prima della cerimonia ufficiale di commemorazione delle quaranta vittime dell'incendio di Crans-Montana. 

«Qui al CERM di Martigny stanno arrivando giornalisti da tutta Europa, da tutto il mondo. Stanno arrivando anche le famiglie delle vittime e le autorità, tra cui il presidente della Confederazione Parmelin, ma anche il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e quello francese Emmanuel Macron». 

11:20
11:20
Parla l'ASF: «Nell'incendio morti nove giovani calciatori»

L'Associazione svizzera di football (ASF) ha informato tramite X della morte di nove giovani calciatori nel drammatico incendio di Crans-Montana (VS). Giocavano in tre diverse società della Svizzera occidentale. Altri sono rimasti feriti.

«I nostri pensieri sono rivolti alle famiglie, ai loro cari, ai compagni di squadra, agli allenatori e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa incredibile perdita», si legge nel messaggio dell'ASF.

«L'Associazione Svizzera di Football è addolorata e solidale con tutte le vittime di questa catastrofe, nonché con le loro famiglie e i loro cari. I nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti, oggi e dopo questa giornata», si legge ancora.

11:10
11:10
Più collaborazione fra Confederazione e Cantoni per assistere in modo efficace le vittime

La Confederazione e i consultori cantonali di assistenza alle vittime stanno intensificando gli sforzi per garantire un aiuto rapido e privo di ostacoli burocratici alle persone colpite dalla tragedia di Crans-Montana (VS) e ai loro familiari. Lo indica oggi il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in una nota.

I servizi di Beat Jans stanno valutando se siano necessarie misure supplementari per fornire un sostegno adeguato. In base alla Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV), le vittime e i loro congiunti hanno diritto a un supporto immediato e a lungo termine.

I consultori cantonali sono competenti per l'erogazione delle prestazioni urgenti, che includono cure mediche, assistenza psicologica, spese di viaggio e alloggio per i familiari, nonché consulenza legale iniziale gratuita e informazioni sui diritti.

Per far fronte alle gravi conseguenze del dramma, il DFGP e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) hanno rafforzato la collaborazione. Da lunedì si tengono incontri di coordinamento settimanali, guidati dalla CDOS e con la partecipazione dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), per assicurare risorse sufficienti ai consultori cantonali e armonizzare le prestazioni su tutto il territorio nazionale. I consultori stanno inoltre contattando le persone e le famiglie coinvolte, anche all'estero.

A medio e lungo termine, la LAV prevede una rete di sicurezza per coprire spese mediche elevate, perdite di guadagno e questioni complesse legate ad esempio a prestazioni di assicurazioni. Le autorità cantonali competenti possono erogare acconti per funerali o per perdite di guadagno, mentre la Confederazione può intervenire con aiuti finanziari ai Cantoni in caso di eventi straordinari, previa approvazione parlamentare.

Il DFGP sta verificando eventuali lacune nell'offerta attuale per garantire che nessuno resti escluso dal sostegno previsto.

Ieri la CDOS aveva già fatto sapere, tramite la segretaria generale Gaby Szöllösy in un'intervista alla SRF, che ospedali e servizi di soccorso sono stati invitati a non inviare fatture direttamente alle vittime e alle loro famiglie.

Dal canto suo Axa Svizzera, assicuratore di responsabilità civile del comune di Crans-Montana e del bar «Le Constellation», aveva sempre ieri confermato che i costi delle cure per i residenti in Svizzera saranno anticipati dalle assicurazioni sociali, con possibilità di rivalsa sui responsabili. La compagnia d'assicurazione aveva sottolineato che le coperture standard sottoscritte sono limitate e non basteranno a coprire tutti i danni, ribadendo l'impegno a garantire parità di trattamento per tutte le persone lese di concerto con le autorità e gli organismi competenti.

10:57
10:57
«Rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza in Ticino»: la mozione

Una mozione per l'istituzione di giornate cantonali di sensibilizzazione e prevenzione sui pericoli naturali e antropici è stata indirizzata al Governo da Stefano Tonini (Deputato e primo firmatario, Lega dei Ticinesi) e da una lunga lista di firmatari appartenenti a tutto lo spettro politico. 

Di seguito il testo:

Il Cantone Ticino è confrontato in misura crescente con una pluralità di pericoli che incidono sulla sicurezza delle persone, sull’ambiente e sul territorio. Incendi boschivi e domestici, eventi naturali estremi quali alluvioni, frane e tempeste, nonché situazioni di rischio legate a comportamenti imprudenti o all’uso improprio di tecnologie e fonti energetiche, rappresentano una realtà con cui la popolazione è chiamata a confrontarsi sempre più spesso. In questo contesto, la prevenzione e la sensibilizzazione assumono un ruolo fondamentale e strategico. La costruzione di una solida cultura della prevenzione non può tuttavia limitarsi all’età adulta o a interventi puntuali in seguito a eventi critici, bensì deve iniziare sin dalla giovane età. I bambini e i giovani rappresentano infatti non solo una fascia particolarmente vulnerabile, ma anche un veicolo essenziale di trasmissione di comportamenti responsabili all’interno delle famiglie e della società. Sensibilizzare precocemente significa investire a lungo termine nella sicurezza collettiva.

Alla luce di ciò, appare opportuno introdurre in modo strutturato delle giornate di sensibilizzazione e prevenzione all’interno delle scuole pubbliche dell’obbligo, a partire dalla scuola elementare e fino al termine della scolarità obbligatoria. Tali giornate dovrebbero essere integrate nelle attività scolastiche ordinarie e, laddove opportuno, organizzate sotto forma di uscite scolastiche  tematiche, permettendo così di affrontare i temi della prevenzione in un contesto pratico e concreto, senza compromettere il piano di studio e gli obiettivi formativi. Le uscite scolastiche o le attività equivalenti potrebbero svolgersi presso strutture e luoghi pertinenti quali centri di formazione di enti di pronto intervento, installazioni legate alla gestione del territorio o spazi dedicati alla protezione della popolazione, offrendo agli allievi un apprendimento esperienziale e adeguato all’età. In questo modo, la sensibilizzazione ai pericoli diventerebbe parte integrante del percorso educativo, valorizzando metodologie didattiche già riconosciute e utilizzate nel sistema scolastico.

Affinché questo percorso formativo abbia un impatto educativo e duraturo è auspicabile che le giornate di sensibilizzazione siano riproposte con cadenza regolare, ad esempio ogni due anni, accompagnando così gli allievi lungo l’intero percorso scolastico, ossia fino al completamento della scuola dell’obbligo. Una ripetizione periodica consentirebbe di consolidare le conoscenze e di adattare i contenuti all’evoluzione dell’età e rafforzare progressivamente la consapevolezza dei rischi e delle responsabilità individuali.

L’organizzazione di tali giornate o uscite tematiche dovrebbe avvenire in collaborazione con i servizi Cantonali e Comunali competenti, gli enti attivi nella protezione della popolazione, valorizzando le competenze esistenti e garantendo un approccio coordinato e coerente a livello cantonale. In questo modo, le scuole diventerebbero un punto centrale di diffusione della cultura della prevenzione, contribuendo in maniera concreta alla riduzione dei rischi e al rafforzamento della resilienza del Cantone.

Con la presente mozione si invita pertanto il Consiglio di Stato a valutare l’introduzione di un concetto cantonale di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole d’obbligo, integrato nelle attività scolastiche e realizzato anche attraverso uscite scolastiche tematiche, strutturato in modo periodico e adattato alle diverse fasce d’età, quale investimento lungimirante nella sicurezza, nella formazione e nella protezione delle future generazioni.

Stefano Tonini (Deputato e primo firmatario, Lega dei Ticinesi) Andrea Sanvido, (Deputato Lega dei Ticinesi), Alessandro Mazzoleni, (Deputato Lega dei Ticinesi), Daniele Piccaluga (Deputato Lega dei Ticinesi), Roberto Ostinelli (Deputato Indipendente), Yannick Demaria (Deputato Partito Socialista), Claudio Isabella (Deputato Il Centro), Giovanni Capoferri (Deputato Il Centro), Alessio Ghisla (Deputato Il Centro), Giulia Petralli (Deputata Verdi del Ticino), Sara Beretta-Piccoli (Deputata Verdi Liberali), Simona Genini (Partito Liberale Radicale), Giovanni Albertini (Deputato Avanti con Ticino & Lavoro), Tiziano Galeazzi (UDC), Tuto Rossi (UDC), Tamara Merlo (Deputata Più Donne), Maura Mossi-Nembrini (Deputata Più Donne), Gianluca Padlina (Deputato Il Centro), Arnaldo Caccia (Deputato Il Centro), Massimo Mobiglia (Deputato Verdi Liberali), Aline Prada (Deputata UDC), Matteo Buzzi (Deputato Verdi del Ticino), Andrea Giudici (Deputato UDC), Giuseppe Cotti (Deputato Il Centro), Josef Savary (Deputato Partito Socialista), Lisa Boscolo (Deputata Partito Socialista).

10:28
10:28
Il Cantone non aveva rapporti sul bar Constellation

In assenza di rapporti da parte del Comune, il Canton Vallese «parte dal principio» che i controlli antincendio siano stati effettuati, ha spiegato il capo dell'Ufficio vallesano della difesa contro gli incendi Philipp Hildbrand, confermando che non è stato ricevuto alcun rapporto sul bar «Le Constellation» di Crans-Montana (VS). A parte le procedure per la costruzione della veranda, «non abbiamo ricevuto alcun altro rapporto d'ispezione sul locale», ha detto in interviste a Walliser Bote e SRF. Sono i Comuni a essere responsabili dei controlli sul loro territorio, ha ricordato. Hildbrand ha riconosciuto che l'Ufficio della difesa contro gli incendi dovrebbe ricevere «un gran numero di rapporti ogni anno», ma che in realtà questi sono «molto poco numerosi». Bisogna concludere che i Comuni non adempiono ai loro obblighi? «È una domanda che bisognerà porsi. Sembra che non tutti i Comuni siano in grado di rispettare le esigenze legali», ha ammesso. Come noto, nel caso del bar «Le Constellation», le autorità comunali avevano svolto l'ultimo controllo nel 2019, con la legislazione vallesana che impone verifiche annuali. Hildbrand ha sottolineato che in altri cantoni i controlli vengono effettuati ogni cinque o dieci anni. Era tra l'altro prevista un'uniformazione in Svizzera, che avrebbe portato a un ritmo decennale delle verifiche dal 2027.

Con il dramma di Crans-Montana, le consultazioni sulle nuove prescrizioni nazionali in materia antincendio sono state sospese. «A livello cantonale, stiamo già discutendo di misure immediate», ha detto Hildbrand. A breve termine, «si può ad esempio pensare di vietare oggetti pirotecnici al chiuso», come annunciato ieri dal Canton Vaud per bar, discoteche e ristoranti. Bisognerà poi valutare la possibilità di «reclutare temporaneamente personale supplementare per meglio sostenere i Comuni».

10:06
10:06
I gestori del Constellation sono arrivati all'udienza

I coniugi Moretti, gestori del bar Constellation, sono arrivati venerdì mattina all'udienza a Sion. Saranno ascoltati per la prima volta dalla giustizia vallesana in qualità di imputati per l'incendio di Capodanno.

08:24
08:24
Crans-Montana, Parmelin si rivolge alla popolazione con una lettera aperta

In occasione della giornata di lutto nazionale, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha assicurato in una lettera indirizzata a diversi media che verranno tratte le debite conseguenze dal drammatico incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS).

In questo giorno, la Svizzera è unita nel lutto e nel cuore, ha dichiarato il consigliere federale.

«Dobbiamo alle persone colpite, alle famiglie e ai parenti rispetto, ricordo e l'impegno a fare tutto il possibile affinché una simile catastrofe non si ripeta», ha scritto nella lettera.

La giustizia sta attualmente indagando in che misura siano state violate le prescrizioni di sicurezza e verranno tratte le debite conseguenze. «Lo dobbiamo alle vittime e ai loro cari». Parmelin ha espresso loro le sue sincere condoglianze. Ha inoltre rivolto un pensiero a tutti coloro «che hanno avuto la fortuna di sopravvivere al disastroso incendio, ma che ora sono solo all'inizio di un lungo percorso di guarigione».

Infine, il presidente della Confederazione ha reso omaggio a tutte le persone «che hanno offerto il loro aiuto in vari modi». A suo avviso, nessun Paese può affrontare da solo una situazione così eccezionale.

06:57
06:57
Giornata di lutto nazionale, ecco l'omaggio del Ticino

Così come a livello nazionale, anche in Ticino sono previsti numerosi momenti di raccoglimento in memoria di chi ha perso la propria vita nel rogo scoppiato a Crans-Montana la notte di Capodanno, all’interno del locale “La Constellation”. Oltre alle campane che risuoneranno alle 14, dalle 18 a Bellinzona è previsto un corteo silenzioso. A Lugano, invece, alla stessa ora ci sarà una veglia presieduta dall’amministratore apostolico mons. Alain de Raemy.

Per l’occasione anche TeleTicino e Radio3i adegueranno la propria programmazione, con l’emittente di Melide che dalle 13:30 trasmetterà in diretta da Martigny la commemorazione ufficiale organizzata dalla Confederazione. La diretta sarà condotta da Sacha Dalcol. In studio sarà presente anche il direttore del Corriere del Ticino, Paride Pelli. Per quanto riguarda la radio, invece, alle 14, su indicazione dell’associazione delle radio private svizzere, verrà trasmesso il brano Angel di Sarah McLachlan, scelto come momento musicale condiviso di raccoglimento

06:44
06:44
Oggi la giornata di lutto nazionale e la cerimonia ufficiale di commemorazione a Martigny

Oggi, venerdì 9 gennaio, in Svizzera verrà osservata una giornata di lutto nazionale per onorare le vittime della tragedia del bar Constellation, a Crans-Montana. L'incendio, lo ricordiamo, ha provocato 40 morti e 116 feriti, la maggior parte dei quali in gravi condizioni. Alle 14, in tutta la Svizzera suoneranno le campane delle chiese: prima ci sarà il rintocco dell’ora, seguito dal suono delle campane per cinque minuti quale segno di raccoglimento comune e di solidarietà nazionale. Il Consiglio federale e le chiese hanno invitato la popolazione a dedicare questo momento al ricordo dei defunti, alla solidarietà con i feriti e i loro familiari e al ringraziamento verso le persone impegnate nella gestione della crisi, in particolare il personale di soccorso, il personale medico, psicologico e di assistenza spirituale, nonché le autorità politiche responsabili a tutti i livelli.

Inizialmente prevista a Crans-Montana, invece, la cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime è stata spostata a Martigny per via delle precipitazioni nevose e per motivi di sicurezza. L'evento, al quale presenzieranno delegazioni elvetiche e straniere, si svolgerà al centro esposizioni di Martigny, con inizio alle 13.45. 

Fra i partecipanti vi sarà una rappresentanza delle autorità vallesane e una di quelle federali. Quest'ultima, ha specificato a Keystone-ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), sarà formata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, dai consiglieri federali Ignazio Cassis e Beat Jans, nonché dal cancelliere della Confederazione Viktor Rossi. Presente pure una delegazione francese, guidata dal presidente Emmanuel Macron accompagnato dal ministro delegato per l'Europa Benjamin Haddad, e il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Qui tutte le informazioni sulla giornata.

06:34
06:34
Il punto alle 6.30

La Procura di Roma, nell'ambito dell'indagine aperta per omicidio colposo plurimo e incendio sulla strage di Crans-Montana, ha disposto le autopsie sulle vittime italiane, esami che non sono stati fatti in Svizzera. Da quanto si è saputo gli inquirenti della Capitale hanno delegato alla procura di Milano il compito di svolgere gli accertamenti autoptici sui corpi dei due giovani milanesi rimasti uccisi nell'incendio. Analoga delega dovrebbe essere stata data anche alle Procure di Bologna e di Genova per altre due vittime. Il quinto ragazzo morto nel rogo invece era romano, mentre la sesta vittima - Sofia Prosperi - era residente in Ticino.