La piscina di Porrentruy rimarrà «senza stranieri»

I francesi? Non sono i benvenuti. Quantomeno, nella piscina comunale di Porrentruy. Ricordate la vicenda? Bene, o male a seconda dei punti di vista: sollecitato da Keystone-ATS, il sindaco del Comune giurassiano Philippe Eggertswyler ha stilato un bilancio positivo dell'interdizione, che inizialmente avrebbe dovuto rimanere in vigore fino al 31 agosto. Usiamo il condizionale poiché, come confermato alla stessa agenzia di stampa, il divieto verrà prolungato di alcune settimane, fino al termine della stagione estiva. «La misura – ha spiegato il sindaco – ha permesso di ritrovare una certa serenità in piscina. Non si sono più verificati episodi gravi di inciviltà». Di più, secondo il sindaco è stato pure registrato un aumento a livello di abbonamenti: «Le persone si sono riappropriate della piscina».
Circa due mesi fa, ricordiamo, il Comune di Porrentruy aveva deciso di vietare l'accesso alla piscina comunale ai non residenti in Svizzera per, citiamo, «motivi di sicurezza». Una decisione, questa, presa dopo che alcuni clienti francesi erano stati protagonisti di comportamenti tutto fuorché ortodossi.
La mossa aveva provocato non poche polemiche e, soprattutto, la reazione della politica. La Commissione federale contro il razzismo (CFR) ad esempio aveva criticato e non poco quanto deciso dal Comune: «Un divieto generalizzato di balneazione per gli stranieri è problematico e irritante» la dichiarazione della CFR al SonntagsBlick. «L'autorità locale deve verificare se il divieto generalizzato sia davvero proporzionato e se non vi siano misure meno radicali, come ad esempio divieti individuali di balneazione per le persone che ripetutamente non rispettano le regole».
Anche il Canton Giura aveva criticato quanto deciso da Porrentruy. Così un portavoce del governo cantonale: «A breve avremo dei colloqui con il Comune di Porrentruy». Il Cantone, in particolare, confidava che l'autorità locale avrebbe sospeso il divieto di balneazione per i non residenti «il prima possibile e non appena la situazione lo permetterà, e non solo il 31 agosto». Allo stesso modo, il divieto di balneazione per i cittadini francesi agli occhi del Cantone non andrebbe inserito in modo permanente nel regolamento comunale: sarebbe «intollerabile». Il Cantone, all'inizio della vicenda, aveva offerto il suo aiuto per trovare «una soluzione a medio termine a questa situazione eccezionale». Il governo cantonale aveva pure parlato di un «attacco all'immagine del marchio» ma, allo stesso tempo, aveva difeso il Comune dalle critiche: «Non vediamo alternative a breve termine senza il rischio di discriminazioni, che tengano conto della realtà sul campo e delle risorse disponibili. Speriamo che la situazione migliori presto, grazie soprattutto alla fine dell'ondata di caldo».
La deputata socialista del Giura, Mathilde Crevoisier, aveva infine dichiarato di auspicare che il Comune di Porrentruy si dimostrasse presto conciliante: «Il divieto è sproporzionato. Ci sono certamente dei problemi, ma i divieti generalizzati non sono una soluzione. Viviamo nel cuore dell'Europa e non vogliamo discriminazioni».
L'eco della decisione, in estate, aveva raggiunto anche il Ticino. Al punto che, tramite una mozione, la Lega dei Ticinesi aveva chiesto di adottare il cosiddetto «modello Porrentruy» per la piscina di Mendrisio.