Léman Bleu: «Béatrice Pilloud non sta conducendo personalmente le indagini»

La tragedia di Crans-Montana ha scosso la Svizzera e il mondo intero. I nomi e i volti delle 40, giovani vittime dell'incendio consumatosi al Constellation, d'altro canto, hanno superato i confini nazionali, coinvolgendo molti Paesi. Francia e Italia in primis. Le indagini, intanto, proseguono. Ma, come ha appreso Léman Bleu, le vittime e le loro famiglie, così come i rispettivi avvocati, sono stati esclusi sin qui dalle udienze condotte dalla Polizia cantonale vallesana per conto della Procura. Si tratta, scrive proprio Léman Bleu, citando l'avvocato ginevrino Romain Jordan, incaricato di rappresentare diverse famiglie, di un'evidente contraddizione rispetto alla legge e al codice penale.
«La prima cosa che il Cantone ha fatto, giustamente, è stata quella di attivare il meccanismo relativo alla situazione straordinaria che ha dovuto affrontare» ha detto Jordan. La Procura, per contro, ha negato ai denuncianti «il diritto di partecipare alle udienze in corso, a differenza degli imputati e dei loro avvocati». Un aspetto, questo, particolarmente «scioccante e duro per le famiglie». E ancora. «Voglio credere che la Procura riconsidererà la sua posizione alla luce delle prove legali. Il rispetto che si deve alle vittime non può essere espresso solo attraverso le dichiarazioni sulla stampa, ma deve riflettersi anche nei procedimenti, all'interno dei quali deve essere dato loro almeno il posto che spetta secondo la legge».
La procuratrice generale, Béatrice Pilloud, ha insistito sul suo impegno nell'andare a fondo di questa tragedia: «È chiaro che qualcosa è andato storto» ha dichiarato domenica alla RTS. «Non si possono avere così tante persone morte e ferite e dire che tutto ha funzionato». Léman Bleu, tuttavia, ha appreso che nonostante l'estrema gravità del caso Pilloud non sta conducendo personalmente l'indagine penale. Contrariamente a quanto lascerebbe intendere la sua presenza mediatica, Pilloud ha infatti affidato l'indagine a Marie Gretillat, una giovane procuratrice del Vallese.
Secondo le testimonianze raccolte da Léman Bleu, questa decisione starebbe suscitando scalpore anche tra i ranghi della Procura vallesana. «La giustizia è fatta anche di simboli» ha spiegato dal canto suo l'avvocato vallesano Nicolas Rivard. «Posso capire che Beatrice Pilloud abbia inizialmente delegato le sue funzioni per concentrarsi sulla comunicazione, ma credo che sarebbe normale che il procuratore generale se ne occupasse abbastanza rapidamente, data l'estrema gravità del caso». Nonostante le nostre numerose richieste, la Procura vallesana non ha preso posizione rispetto a quanto pubblicato da Léman Bleu.
Al momento, i due proprietari del bar sono gli unici imputati nell'inchiesta penale, ma la responsabilità del comune di Crans-Montana per le carenze che hanno portato alla tragedia del Constellation, come emerso nella conferenza stampa odierna, solleva non pochi interrogativi. L'autorità locale ha pure assunto una società di consulenza specializzata nella gestione delle crisi, Dynamics Group. Secondo Jordan, si è trattato dell'«ennesimo errore»: «Prima di assumere una costosa società di comunicazione, l'autorità locale avrebbe potuto offrire sostegno alle famiglie delle vittime che devono attraversare l'Europa per vedere i loro parenti gravemente ustionati».
