Nessun procuratore straordinario per indagare sulla tragedia di Crans-Montana

Non verrà nominato alcun procuratore straordinario per indagare sulla tragedia di Crans-Montana. Lo ha annunciato questa mattina il Ministero pubblico vallesano, che sta proseguendo le sue indagini sull'incendio di Capodanno al bar Le Constellation, il quale ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di oltre 100. La Procura vallesana ha stabilito che «non vi è alcun motivo, né oggettivo né giuridico, che giustifichi la nomina di un procuratore straordinario», si legge in un comunicato stampa firmato dalla procuratrice generale Beatrice Pilloud.
«L'Ufficio del Ministero pubblico competente si è riunito il 19 gennaio per valutare la richiesta di una delle parti per un procuratore straordinario, ma ha stabilito che non sussiste alcuna ragione né obiettiva, né giuridica per accogliere questa richiesta». L'Ufficio centrale del Ministero pubblico vallesano è l'autorità competente «per le questioni di particolare importanza, in particolare per i reati connessi a grandi eventi o eventi straordinari con una notevole risonanza mediatica».
Tuttavia, prosegue la nota, la squadra investigativa verrà rafforzata. È, infatti, «in corso l'assunzione di personale aggiuntivo, sulla base dell'assistenza finanziaria fornita dal Consiglio di Stato» vallesano.
La squadra che sta lavorando al caso è composta da procuratrici, cancellieri e segretari e, si sottolinea, sta lavorando assieme, tanto sugli aspetti tecnici quanto sulle diverse decisioni giuridiche.
Interrogatori di oltre dieci ore
I coniugi Moretti, gerenti del bar Le Constellation, nonché - ad oggi - unici imputati, sono stati interrogati due volte per oltre dieci ore in merito alla loro situazione personale, sulle circostanze della tragedia, sulle misure di sicurezza, sulle informazioni fornite e sui lavori realizzati nel locale andato in fiamme.
La Procura ha quindi spiegato di riservarsi la facoltà di estendere l'inchiesta a qualunque altra persona, la cui responsabilità penale dovesse essere messa in discussione.
Al momento sono una trentina le parti civili costituite, rappresentate da una cinquantina di avvocati, alcuni dei quali già intervenuti nel corso dei primi interrogatori ai Moretti.
La Procura in questi giorni ha ordinato perquisizioni, obblighi di deposito, perizie e sequestri, nel tentativo di fare chiarezza sulle origini della tragedia, determinare le responsabilità penali e mettere al sicuro le prove.
Perché un procuratore straordinario?
La richiesta di un procuratore straordinario era stata avanzata negli scorsi giorni in seguito alle critiche, anche pesanti, rivolte dai media svizzeri e internazionali alla gestione delle indagini sulla tragedia. Ad esempio, Alain Macaluso, direttore del Centro universitario di diritto penale di Losanna nonché avvocato, aveva spiegato alla NZZ che, vista la situazione, sarebbe stata necessaria l'indagine da parte di autorità competenti provenienti da un altro cantone.
Macaluso aveva descritto le indagini svolte come piene di «errori incredibili», sottolineando come la «pressione dei media, della politica e della società sia stata troppo forte». L'esperto, di fatto, ha affermato che la Procura vallesana «avrebbe dovuto procedere immediatamente alle perquisizioni, sia presso l'abitazione e i locali commerciali dei gestori del bar, sia presso l'amministrazione comunale». Secondo lui, a mancare probabilmente è stata l'esperienza su un caso così importante.
Macaluso, come noto, non è stato l'unico ad aver avanzato l'ipotesi di un procuratore straordinario. Negli scorsi giorni ha fatto discutere la presa di posizione della ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey, la quale ha espresso non pochi dubbi sul presunto nepotismo vallesano.
Indagini internazionali
Francia, Italia e Belgio hanno già avviato le proprie indagini. Nel comunicato diffuso oggi dalla Procura vallesana, viene inoltre spiegato che sono state, e saranno ulteriormente, richieste delle commissioni rogatorie internazionali presso le autorità francesi e italiane, che a loro volta hanno sollecitato la collaborazione del Ministero pubblico vallesano. Lo scopo è di «collaborare tra i diversi Paesi i cui cittadini sono coinvolti nella tragedia, in modo da facilitare l'accesso alla giustizia nei rispettivi Stati».
