Svizzera

Pianificava un attentato in nome dell'Isis: promossa l'accusa contro un 18enne

Il piano del giovane si sarebbe concretizzato in un progetto di attacco con coltello contro vittime selezionate casualmente
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Red. Online
12.03.2026 10:16

«Pianificava un attentato terroristico con coltello in nome dell'ISIS». Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha promosso, il 10 marzo, l’accusa contro un giovane svizzero-tedesco per sostegno a un'organizzazione terroristica, atti preparatori punibili in vista di un assassinio e produzione, conservazione e possesso di rappresentazione di atti di cruda violenza. Il diciottenne, residente nel Canton Argovia, avrebbe pianificato di compiere un attentato con coltello in nome dell'organizzazione terroristica «Stato Islamico» (ISIS), vietata in Svizzera. A tal fine, avrebbe effettuato i preparativi necessari.

Voleva accoltellare i passanti

Nel giugno 2025, l'Ufficio federale di polizia fedpol ha presentato all'MPC una denuncia penale nei confronti dell'imputato, ritenendo, sulla base di indizi, che stesse pianificando un attentato terroristico. Su ordine dell'MPC, l'imputato è stato immediatamente arrestato da fedpol con il sostegno della polizia cantonale d’Argovia.

L'MPC accusa l'imputato di avere pianificato, a partire dall'inizio del 2025 circa, un attentato terroristico in nome dell’ISIS. Successivamente, il piano si sarebbe concretizzato in un progetto di attacco con coltello contro vittime selezionate casualmente. Secondo l'atto d'accusa, l'imputato avrebbe preso le misure necessarie per attuare questo piano: in particolare, si sarebbe procurato le istruzioni necessarie, avrebbe stabilito contatti mirati con persone che condividevano le sue idee, si sarebbe informato sulla giustificazione religiosa di un simile attentato e avrebbe ordinato su Internet un coltello adatto allo scopo. Inoltre, secondo l'accusa, l'imputato avrebbe sostenuto l'ISIS diffondendo video di propaganda sui social media ed effettuando diverse transazioni finanziarie.

L'imputato è stato rilasciato dalla carcerazione preventiva all'inizio di dicembre 2025. Il rilascio è avvenuto poiché «non sussistevano più i motivi di carcerazione».

«Quando c’è un minimo rischio, io sono sempre a favore di un intervento rapido»

Il procuratore generale della Confederazione, Stefan Blättler, aveva parlato del caso già lo scorso ottobre. «La scorsa primavera siamo riusciti a intervenire in modo molto concreto e tempestivo e a prevenire un sospetto attacco terroristico – aveva detto –. Un diciottenne si è radicalizzato. Ha fatto ricerche online su come realizzare un attacco. Ha anche cercato temi religiosi e ha consultato terze parti su come farlo. Siamo stati informati tempestivamente e abbiamo arrestato questa persona nella Svizzera tedesca». In un'intervista rilasciata al Corriere del Ticino alla fine di novembre, Blättler aveva parlato di «oltre 140 procedimenti penali aperti» legati al terrorismo, che «è una realtà» anche nel nostro Paese. «In quel caso (del 18.enne del Canton Argovia, ndr.) abbiamo dimostrato di poter intervenire rapidamente. È importante avere le risorse e la preparazione per poterlo fare, insieme ai nostri partner. Il problema di questo genere di intervento è proprio questo. Le autorità devono intervenire al più presto ed evitare rischi. Abbiamo una responsabilità, ma dobbiamo anche fornire le prove che il sospetto ha concretamente preparato un attacco che rientra nella definizione dell’atto preparatorio. Dobbiamo provarlo in tribunale. Ma quando c’è un minimo rischio, io sono sempre a favore di un intervento rapido».

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