Rémy Wyssmann si candida al Consiglio federale: «Voglio ridare fiducia nelle istituzioni»

Rémy Wyssmann vuole succedere a Guy Parmelin in Consiglio federale. Il consigliere nazionale e presidente dell’UDC di Soletta ha presentato la propria candidatura, dopo essere stato designato all’unanimità dalla sezione cantonale il 15 ottobre.
La scelta dovrà ora passare dal gruppo parlamentare nazionale, mentre l’Assemblea federale eleggerà il successore il 9 dicembre.
«Voglio ridare alle cittadine e ai cittadini la fiducia nelle nostre istituzioni»: è questo, secondo Wyssmann, il senso della sua candidatura. Avvocato e notaio da trent’anni, 59 anni, ha legato il suo messaggio politico al costo della vita — premi di cassa malati, energia, imposte e affitti — e alla necessità che le istituzioni siano al servizio della popolazione. Nel suo intervento ha richiamato anche la pressione sui conti pubblici, la politica d’asilo e il rapporto con l’Unione europea, sostenendo che la Svizzera debba restare padrona del proprio diritto.
Wyssmann afferma di non rivendicare un dipartimento specifico e di essere pronto ad assumere quello che il collegio gli affiderebbe. Ritiene di poter contribuire soprattutto alla Giustizia e polizia, ambito in cui lavora da decenni, ma si dice disponibile anche per la Difesa. A sostegno della propria indipendenza, sottolinea di non avere mandati in consigli d’amministrazione o incarichi retribuiti per aziende e gruppi d’interesse.
La candidatura si confronta anche con il tema della rappresentanza romanda: Wyssmann riconosce che il seggio occupato da Parmelin è stato finora romando. Pur non definendosi romando, si è impegnato a svolgere il lavoro in Consiglio federale anche in francese, «non limitandosi a dire bonjour». Dice di poter svolgere due legislature complete e lascia al gruppo parlamentare UDC e all’Assemblea federale la decisione finale.
Il quadro della corsa
A livello nazionale, Céline Amaudruz è l’unica ad aver annunciato formalmente la propria candidatura per succedere a Guy Parmelin. Wyssmann è stato designato dalla sezione UDC di Soletta e dovrà affrontare la procedura interna del partito.
Tra gli altri nomi che restano sul tavolo, Thomas Matter e Franz Grüter stanno valutando; Thomas Aeschi non ha chiuso la porta e Mike Egger si è detto disponibile a pensarci se il partito glielo chiedesse. Jean-Pierre Gallati è stato indicato da Rickli, mentre tra i possibili profili sono stati evocati anche i consiglieri di Stato Pierre Alain Schnegg e Franz Ruppen.
Hanno invece rinunciato Natalie Rickli, André Rüegsegger, Esther Friedli, Christian Imark e Pascal Schmid; tra chi si era già sfilato figurano anche Marcel Dettling, Magdalena Martullo-Blocher e Yvan Pahud.
