Rösti: «Si sta manifestando il cambiamento climatico, ma non bisogna neanche esagerare»

L'ondata di calore che ha colpito la Svizzera in giugno è stata senza precedenti. Per il consigliere federale Albert Rösti, a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), si tratta di un sintomo del cambiamento climatico. Tuttavia, il «ministro» dell'ambiente mette in guardia contro le esagerazioni: «Se dovessimo avere qualche giorno con temperature di 34 o 35 gradi, non dovremmo reagire in modo eccessivo e dipingere subito un quadro catastrofico. Il mio intento non è quello di spaventare costantemente la gente». Alla trasmissione Tagesgespräch della SRF, Rösti non ha voluto evocare scenari catastrofici, ma ha riconosciuto la necessità di misure di pianificazione territoriale volte alla protezione dal caldo e una decarbonizzazione coerente.
«Stiamo chiaramente assistendo alla manifestazione dei cambiamenti climatici», ha spiegato il consigliere federale. «Sono particolarmente preoccupato per le persone vulnerabili, come gli anziani». La tendenza a lungo termine all'aumento delle temperature in Svizzera «è innegabile. Una conseguenza di ciò è che ondate di calore come questa stanno diventando più frequenti. Tuttavia, distinguo questo fenomeno dai singoli eventi di maltempo (bufera, temporale, ndr.). Eventi simili si sono sempre verificati, ed è per questo che sono contrario ad attribuirli immediatamente ed esclusivamente al cambiamento climatico».
Per il «ministro» dell'ambiente, non bisogna appellarsi alla crisi climatica a ogni temporale, ma l'ultima canicola è un chiaro segno di tale crisi. Senza fare «allarmismi, il rischio per le persone e l'ambiente è da considerare grande». Rösti sottolinea la necessità di aumentare gli spazi verdi nelle città ma, per quanto riguarda le misure preventive e di tutela, spetta in primo luogo ai Cantoni e alle città assumersi la responsabilità: la Confederazione può fornire consulenza e, se necessario, un contributo finanziario. Sul piano nazionale, è necessario continuare il percorso di abbandono dall'energia fossile.
Il consigliere federale si è inoltre dichiarato un grande sostenitore delle energie rinnovabili come il solare, l'eolico e l'idroelettrico, senza però voler escludere completamente il nucleare. «In qualità di "ministro" dell'energia, ho la responsabilità di garantire l'approvvigionamento energetico». E questo «deve poter essere garantito anche a prescindere dal rallentamento dell'espansione delle energie rinnovabili, causato dai numerosi ricorsi».

