Successione Parmelin, ecco chi si mette in gioco e chi invece rinuncia

Si moltiplicano le candidature e le rinunce in vista della successione di Guy Parmelin in Consiglio federale. A poche ore dalla scadenza del termine, l'UDC vallesana ha annunciato la candidatura del consigliere nazionale Michael Graber, mentre la sezione di Zugo ha designato Thomas Aeschi, che non ha ancora sciolto le riserve. Hanno invece rinunciato a correre i consiglieri nazionali Thomas Matter e Nicolas Kolly.
Ieri invece è stato Marco Chiesa a rompere gli induci. Il consigliere agli Stati ticinese ha infatti deciso di mettersi a disposizione per la successione di Parmelin. Poco prima era stato il presidente del Consiglio di Stato bernese Pierre Alain Schnegg a fare la sua mossa.
Mercoledì aveva invece presentato la propria candidatura il solettese Rémy Wyssmann. La consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz, la prima a lanciarsi nella corsa, è finora l'unica donna in lizza.
La rosa dei candidati resta dunque in evoluzione, in attesa della chiusura delle candidature fissata per oggi a mezzogiorno. Per il momento i candidati alla successione di Guy Parmelin sono quindi quattro.
Le chances di Chiesa
Tornando brevemente sul candidato ticinese viene da chiedersi quali siano le chances che venga effettivamente eletto in Governo. Per quanto inedita e poco probabile, una breve e temporanea doppia rappresentanza ticinese potrebbe anche essere «tollerata» dall’Assemblea federale. Male che vada sarà una buona occasione per la visibilità personale e della sezione cantonale dell’UDC in vista dei prossimi appuntamenti elettorali ticinesi e federali. Quanto alle chance concrete di elezione, davvero minime, l’esperienza consiglia di non azzardare pronostici. La situazione di partenza, al momento, è ancora fluida. A meno che non entri in gioco un vero peso massimo in grado di sbaragliare la concorrenza, è ancora prematuro trarre conclusioni.
Dal Vallese è Graber a mettersi in gioco
A poche ore dalla scadenza del termine, ossia oggi alle 12.00, anche il consigliere nazionale vallesano Michael Graber (UDC) ha deciso di presentare la propria candidatura alla successione di Guy Parmelin. Graber ha annunciato la sua candidatura al Tages Anzeiger. L'UDC vallesana terrà una conferenza stampa alle 10.
L'altovallesano Graber, 45 anni, è entrato a far parte dell'Unione democratica di centro (UDC) nel 2007. Sei anni dopo è stato eletto in Gran Consiglio, nel distretto di Briga. Rieletto nel 2017, è diventato capogruppo dell'UDC dell’'Alto Vallese (SVPO) nel Parlamento cantonale.
Da Zugo il nome sarebbe quello di Aeschi
E anche la sezione di Zugo ha presentato il capogruppo democentrista alle Camere, Thomas Aeschi, quale aspirante al Governo. Quest'ultimo, tuttavia, non ha ancora preso una decisione definitiva come comunicato dal partito cantonale.
Se Aeschi si lanciasse nella corsa, sarebbero sei i candidati democentristi per la successione di Parmelin. Ieri avevano sciolto le riserve sia il presidente del governo bernese Pierre Alain Schnegg che il consigliere agli Stati ticinese Marco Chiesa.
Da Zurigo Matter rinuncia alla corsa
Spostandoci a Zurigo, il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC) non intende invece candidarsi alla successione di Parmelin. Lo ha reso noto oggi la direzione del suo partito.
«Con rammarico» l'UDC ha preso atto della rinuncia di Matter, motivata dalla portata della decisione e dal breve termine per presentare la candidatura.
La direzione del partito sperava in una decisione diversa e in un comunicato sottolinea come da quattro anni il cantone più popoloso del Paese non sia più rappresentato in Governo. Pochi giorni fa la consigliera di Stato Natalie Rickli ha reso noto che non si candidava. L'ultimo consigliere federale zurighese è stato Ueli Maurer (UDC).
E anche da Friburgo arriva un «no»
Nemmeno il consigliere nazionale friburghese Nicolas Kolly (UDC) si candiderà al Consiglio federale. Il quarantenne di Friburgo ritiene che il suo profilo sarebbe stato interessante, come ha dichiarato in un'intervista a «La Liberté». Vuole però diventare senatore.
L'UDC della Svizzera romanda ha espresso l'auspicio che il seggio fosse riservato a un candidato dei cantoni latini. «Se il partito avesse condiviso questa visione, mi sarei candidato, magari per un ticket Amaudruz-Kolly che avrei considerato interessante, dati i nostri profili diversi. Poiché la corsa è aperta a tutti, non voglio frammentare le possibilità della Romandia», ha dichiarato Kolly a «La Liberté». Il friburghese siede dal 2023 alla Camera del Popolo.
Interrogato sulla presenza della Svizzera romanda nella lista, Kolly ha fra le altre cose ricordato che esiste un divario tra le regioni linguistiche sulla questione degli Accordi bilaterali III. «Se vogliamo vincere, non dobbiamo trascurare la Svizzera romanda, sempre più orientata a sinistra e filoeuropea».
