Aviazione

Swiss, il volo LX9 e l'odore rimasto senza spiegazione

Cabina, servizi igienici, sistema di intrattenimento, stiva, climatizzazione: i tecnici hanno setacciato tutto a Lajes – «Ispezioni e test con esito negativo»
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Marcello Pelizzari
28.08.2026 17:30

Riavvolgiamo il nastro: lo scorso 25 agosto, l'equipaggio del volo LX9 di Swiss aveva lanciato una chiamata d'emergenza durante il servizio fra Chicago e Zurigo, optando per un atterraggio in mezzo all'Atlantico all'aeroporto di Lajes, isola di Terceira, nelle Azzorre. La compagnia, in un secondo momento, aveva parlato di un «odore chimico» e «pungente» nella zona della classe economy. «Cinque passeggeri» e un membro dell'equipaggio, aveva aggiunto Swiss, erano stati sottoposti a visite mediche preventive dopo l'atterraggio, avendo manifestato, per un breve periodo, sintomi come irritazione degli occhi, nausea e mal di testa. A bordo del Boeing 777-300ER, in totale, c'erano 238 persone. 

Il vettore si era subito attivato per organizzare il recupero dei passeggeri, con un altro aeromobile, e per spedire una squadra tecnica a Terceira al fine di esaminare il velivolo, immatricolato HB-JNF. Velivolo rientrato a Zurigo già il 26 agosto, come riferisce aeroTELEGRAPH, e tornato in servizio il 27 su Los Angeles (volo LX40). La causa di quell'odore, dunque? La procedura di ricerca guasti condotta a Lajes, scrive sempre il portale specializzato, è stata meticolosa. I tecnici, ha riferito la compagnia, hanno setacciato la cabina, i servizi igienici adiacenti, il sistema di intrattenimento di bordo, l'area delle porte, la stiva e l'impianto di climatizzazione. Al termine delle verifiche, e dopo che nulla di strano è emerso, l'HB-JNF è stato riammesso al volo.

A fine luglio, un Airbus A330-300 di Swiss partito da Zurigo e diretto a New York aveva effettuato un atterraggio non programmato a Bangor, nel Maine, per la presenza di fumo nella parte anteriore della business class. La causa, in quel caso, era emersa praticamente subito: una custodia di ricarica per cuffiette scivolata dentro un sedile e rimasta incastrata. Poche settimane più tardi, invece, un altro A330-300 di Swiss decollato da Zurigo con destinazione Boston aveva deviato su Dublino per, di nuovo, presenza di fumo a bordo. Fumo provocato, nello specifico, da un power bank. L'ispezione effettuata alle Azzorre, per contro, non ha fatto emergere alcun colpevole: «Tutte le ispezioni e i test hanno dato esito negativo» ha fatto sapere la compagnia. 

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