Volo LX16: «I dispositivi elettronici possono causare situazioni pericolose»

Prima il fumo in cabina, poi l'atterraggio d'emergenza: la vicenda del volo Swiss LX16 diretto da da Zurigo a New York e costretto lunedì a una deviazione su Bangor nel Maine sta facendo ancora molto parlare di sé. Sì, perché sotto i riflettori è finito il motivo o, meglio, l'oggetto scatenante del problema: un caricatore per auricolari. «La custodia è scivolata tra due sedili rimanendo incastrata», aveva reso noto la compagnia aerea svizzera giovedì spiegando quanto accaduto. «Questo ha danneggiato il dispositivo, causandone il surriscaldamento, che a sua volta ha prodotto del fumo nella parte anteriore della Business Class». Un incidente che, fortunatamente, si è concluso senza nessun ferito e senza che nessuno si sia trovato in pericolo. Eppure, come riporta il Blick, la vicenda mette in luce diversi interrogativi legati ai dispositivi elettronici portati a bordo.
Non è un caso isolato
L'incidente, infatti, non rappresenta un caso isolato, spiega il quotidiano svizzero tedesco. Non solo custodie per cuffie, ma anche power bank (elementi di ricarica esterni), batterie varie, laptop e smartphone: tutti questi dispositivi, parte della nostra vita quotidiana, possono essere all'origine di «situazioni pericolose» a bordo degli aerei di linea. Il punto è sempre uno: la presenza al loro interno di batterie agli ioni o ai polimeri di litio. Un danneggiamento a questo tipo di batterie può portare a una «fuga termica», con una reazione a catena che in breve tempo può innescare un incendio nei dispositivi elettronici. E quasi nessuno, ormai, si imbarca senza avere con sé almeno uno di questi oggetti.
«Uno dei rischi maggiori»
Una tendenza che preoccupa e che, per l'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), rappresenta «uno dei rischi per la sicurezza in più rapida crescita nel settore dell'aviazione». A titolo di esempio viene citato quanto avvenuto nel gennaio 2025: un incendio è scoppiato a bordo di un aereo di linea della compagnia low-cost sudcoreana Air Busan, con 176 passeggeri a bordo, a causa proprio di un guasto a un gruppo elettrogeno, ancora prima che il velivolo potesse decollare. In quell'occasione, i passeggeri sono riusciti a fuggire in tempo attraverso gli scivoli di emergenza prima che l'aereo venisse completamente divorato dalle fiamme. «Un evento che dimostra come il rischio non vada sottovalutato».
Sempre sott'occhio
Anche Swiss si è mossa di fronte al potenziale pericolo rappresentato dai dispositivi tecnologici e lo ha fatto introducendo un giro di vite sulle sue regole riguardo agli elementi di ricarica. In primo luogo l'uso e la ricarica delle power bank a bordo degli aerei sono stati vietati e il loro numero è stato limitato a due per ogni passeggero. Le batterie devono poi essere tenute costantemente d'occhio in modo da poter intervenire tempestivamente nel caso qualcosa vada storto: «Devono essere tenute addosso, nella tasca del sedile o nel bagaglio a mano sotto il sedile», raccomanda Swiss. «È inoltre vietato trasportare power bank nel bagaglio da stiva o riporle nelle cappelliere».




