Zurigo-Bengaluru, il nuovo volo Swiss fa subito il pieno

Fuori, Bengaluru non concede tregua. Sia per le temperature e l’umidità sia, soprattutto per i cosiddetti tuktuk – o rickshaw – che sciamano per la città, infilandosi ovunque nel traffico a colpi, incessanti, di clacson. Dentro, invece, il frastuono si attenua fino (quasi) a scomparire. Lasciandoci in un’oasi di pace fra alberi tropicali e canti degli uccelli. Ed è proprio in quest’oasi riparata, nel cuore della metropoli, che Svizzera e India hanno fatto un altro, importante passo l’una verso l’altra. Un passo preceduto dal primo collegamento diretto per Bengaluru operato da Swiss.
L’oasi, per intenderci, è il Taj West End, albergo che richiama l’epoca coloniale non lontano dall’ippodromo e da Cubbon Park, nel distretto degli affari. Negli ultimi decenni, Bengaluru è diventata altro. Tanto, tantissimo altro. Distinguendosi come principale polo tecnologico del Paese. Di qui, evidentemente, l’interesse di Swiss e del Gruppo Lufthansa, ma anche di Svizzera Turismo per una città che, volendo citare Jens Fehlinger, amministratore delegato della nostra compagnia di bandiera, come la Confederazione è un centro «di innovazione, di tecnologia, di ricerca e di imprenditorialità». Ed è proprio questo, ha ribadito il dirigente, «che rende il nuovo collegamento così speciale per noi».
Cinque posti liberi
I numeri, nel frattempo, danno conforto o, meglio, forza alle parole di Fehlinger. Decollato alle 13.34 da Zurigo, martedì 27 ottobre, il volo LX140 è atterrato all’aeroporto Kempwgowda a notte fonda, le 2.55, dopo nove ore di volo. L’Airbus A330, di fatto, era al completo: appena cinque i posti liberi. Il collegamento sarà operato cinque volte a settimana: il martedì, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica. Dopo Delhi e Mumbai, Bengaluru è la terza destinazione di Swiss in India.
«Ma per Swiss – ha ricordato Fehlinger – Bengaluru è molto più di una singola destinazione. È un investimento a lungo termine nella nostra partnership». Anche perché, ora, il sud dell’India è e sarà collegato all’hub di Zurigo, da cui i viaggiatori potranno raggiungere oltre cento destinazioni nel mondo senza contare i partner del Gruppo Lufthansa. Lo stesso amministratore delegato ha tratteggiato un ritratto del passeggero tipo: un giovane ingegnere informatico di Bengaluru che vola a Zurigo per una riunione d'affari, prosegue per una conferenza a New York o va a trovare amici e parenti a Boston. Affari e piacere. Svizzera e mondo.
Più forte di una videochiamata
L’aviazione, d’altro canto, è solo un aspetto dell’intera storia. Svizzera e India, da decenni, hanno rapporti e legami stretti. Molte aziende della Confederazione, anche ticinesi, hanno investito nel Paese asiatico e, citiamo sempre Fehlinger, il loro numero «cresce ogni giorno». Rapporti e legami che vanno coltivati, nello specifico, di persona: «Molte collaborazioni, oggi, iniziano magari con una videochiamata, e magari crescono a colpi di videochiamate. Ma, alla fine, tutto si riduce al contatto fisico, alle persone che si incontrano e lavorano insieme ai progetti. Noi costruiamo i ponti che mettono in contatto queste aziende e queste persone».
Il volo, questo volo, arriva in un momento storico preciso. E importante. Il 1. ottobre 2025, infatti, è entrato in vigore l’accordo di libero scambio fra i cosiddetti Stati dell’AELS, ovvero Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, e l’India. Riassumendo al massimo, Nuova Delhi elimina o riduce i dazi sul 94,7% delle esportazioni svizzere, oro escluso, ma con gradualità. Dall’altra parte, gli Stati dell'AELS si impegnano a favorire 100 miliardi di dollari di investimenti diretti in India entro quindici anni, con un milione di posti di lavoro. Stando a un sondaggio della Camera di commercio Svizzera-India, fra investimenti realizzati, annunciati e previsti entro il 2030, siamo già a quota 29 miliardi di dollari, circa 24 miliardi di franchi. Se è vero che il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, nella sua recente visita a Nuova Delhi ha ammesso che «non tutto è perfetto», pensiamo alla tassazione dei dividenti e alla proprietà intellettuale, per tacere della burocrazia, è altrettanto vero che l’accordo è stato citato, proprio da Fehlinger, durante l’incontro con i giornalisti.
Un mercato in espansione
Kevin Markette, responsabile delle vendite del Gruppo Lufthansa per l’Asia meridionale, ha allargato lo sguardo. Spiegando che l’India è uno dei mercati aeronautici più straordinari al mondo, banalmente perché cresce più in fretta rispetto alla maggior parte degli altri Paesi. Trasformazione economica, leadership digitale e una classe media in espansione, da tempo, spingono i viaggi d'affari, di studio e – ultimamente – di piacere: sempre più indiani «hanno il gusto per i viaggi internazionali». «Per noi l'India non è solo un mercato che serviamo» ha ribadito Markette. «È un mercato in cui vediamo una crescita strategica a lungo termine».
Il Gruppo Lufthansa, non a caso, è oggi il più grande gruppo aereo europeo presente in India, con 80 voli settimanali da Zurigo, Monaco e Francoforte verso cinque scali del Paese. Swiss serve Delhi, Mumbai e ora Bengaluru, Lufthansa anche Hyderabad e Chennai. Quanto a Swiss, Markette ha chiarito che l’obiettivo per Bengaluru è fare di questa rotta un modello scalabile affinché in futuro questo volo diventi giornaliero.
In poche ore dall’India sulle piste da sci
La Svizzera, va da sé, agli indiani piace già. E pure parecchio, al netto di un recente calo legato a doppio filo all’instabilità geopolitica nel Golfo. Nel 2025, come ha ricordato Simon Bosshart, responsabile dei mercati asiatici per Svizzera Turismo, i turisti indiani hanno generato oltre 600 mila pernottamenti nella Confederazione. Non finisce qui: il Karnataka, lo Stato di Bengaluru, era già il terzo mercato indiano più importante a livello turistico dopo il Maharashtra di Mumbai e la regione di Delhi, con una quota del 14%. Della serie: pensate quanto potrà crescere questa quota con il nuovo collegamento diretto.
Bosshart, in particolare, ha insistito sulla vicinanza. Con il volo in partenza alle 4.50 del mattino di Bengaluru, ha spiegato, è possibile trovarsi sulla cima del Titlis nel primo pomeriggio dello stesso giorno, jet lag permettendo. Il Titlis e la sua nuova torre non sono stati citati per vezzo sciovinistico, ma perché sono una delle attrazioni più richieste dagli ospiti indiani.
E il Ticino?
Anche il nostro cantone, uscendo dalla componente turistica e tornando agli affari, può giocare un ruolo importante. Non fosse altro perché, a Bengaluru, è di casa. La Delvitech di Rancate, che sviluppa sistemi di ispezione ottica 3D per l'elettronica, sta costruendo una struttura produttiva e tecnologica di circa 6 mila metri quadrati, mentre la Mikron di Agno, pur senza delocalizzare, ha costituito quest'anno un’entità legale in India per avvicinarsi ai suoi clienti.
«Colleghiamo persone, colleghiamo aziende, colleghiamo idee» ha riassunto Fehlinger. Fuori, i clacson dei tuktuk non si fermano. Dentro, Svizzera e India, lontano dal caos viario, si sono strette in un abbraccio.
