Il progetto

Terreni alla stazione di Gordola, dopo trent’anni via libera al piano

Il comparto di Santa Maria del Comune locarnese confinante con la Città si prepara ad accogliere un quartiere moderno e verde
Come potrebbe diventare © MAD
Jona Mantovan
11.03.2026 06:00

Il comparto di Santa Maria a Gordola, un’area di 50 mila metri quadrati a nord della stazione ferroviaria, era finito in un limbo burocratico. Una zona ad altissimo potenziale poco sfruttata, definita finanche «fatiscente» e che porta ancora le conseguenze di un gigantesco incendio del 2011, nel quale un capannone con varie attività era andato distrutto.

Soddisfatto il sindaco, Damiano Vignuta, e il municipale titolare del Dicastero territorio, Fabio Badasci

Ma ora, dopo trent’anni, il consiglio comunale ha dato il via libera - nella seduta di lunedì sera - a due oggetti (il Piano particolareggiato, con 19 favorevoli, 9 contrari e zero astenuti più l’assetto urbanistico, accettato da 20 membri contro 8) che permetteranno di edificare «un quartiere moderno e di qualità, con ampi spazi verdi, zone pedonali e ciclo-pedonali», com’è stato definito nel progetto. In tutto, un nuovo isolato che potrebbe accogliere fino a 900 abitanti, con edifici che vanno da un’altezza di otto piani a calare, man mano che ci si avvicina ai binari e seguendo la morfologia del territorio, a quattro. Soddisfazione da parte del sindaco, Damiano Vignuta: «Un bell’esercizio democratico, abbiamo ascoltato tutte le opinioni, che hanno arricchito il dibattito. Oggi è un punto di partenza, un capitolo di una storia che ancora va scritta», ha dichiarato al Corriere del Ticino al termine dei lavori. Il timoniere dell’Esecutivo ha ricordato però come degli «inciampi» siano ancora all’orizzonte.

Così appariva in un'idea di cinque anni fa
Così appariva in un'idea di cinque anni fa

Dieci anni per lo sviluppo

«La decisione è potenzialmente soggetta a ricorso e referendum. Scaduti i termini, c’è poi l’approvazione cantonale». Ma resta fiducioso e fissa un orizzonte temporale di dieci anni per veder concretizzarsi la visione, «tenuto conto di tutte le procedure pianificatorie, edilizie e anche di approvazione di crediti da parte del Legislativo per la parte pubblica». Gli ha fatto eco il municipale Fabio Badasci, titolare del Dicastero del territorio: «C’è stato un dibattito approfondito su tutte le questioni. Pensavamo di essere più “tirati” con la votazione, invece è stato un buon risultato».

(Dal documento del Piano particolareggiato)
(Dal documento del Piano particolareggiato)
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