Sentenza

Abusi, «terapeuta» condannato: «Ha un problema di pedofilia»

Il sedicente maestro di yoga del Luganese è stato riconosciuto colpevole di abusi su sei ragazzine tra i 6 e i 15 anni durante quelli che lui definiva «massaggi armonici» – Durissimo il giudizio della Corte: «Dargli del bugiardo è un eufemismo»
© Shutterstock
Nico Nonella
27.07.2023 16:57

Di terapeutico non c'è stato assolutamente nulla: non erano massaggi ma veri e propri toccamenti. La Corte delle assise criminali ha riconosciuto il 68.enne sedicente terapeuta alternativo del Luganese colpevole di ripetuta coazione sessuale, ripetuti atti sessuali con fanciulli e pornografia. E, dal momento in cui non disponeva neppure di autorizzazioni per qualificarsi come maestro di yoga, l'uomo è stato riconosciuto colpevole anche di falsità in certificati e ripetuto, tentato e consumato esercizio abusivo di attività sanitaria.

I fatti imputatigli, lo ricordiamo, erano avvenuti da inizio ottobre 2019 al 16 luglio 2022 tra le mura di un centro che propone attività ricreative legate al benessere e alla musica. Le vittime, sei ragazzine di età compresa tra i 6 e i 15 anni. L'uomo impartiva lezioni di musica e, parallelamente, offriva corsi musicoterapia, danza e yoga oltre che massaggi con oli essenziali alle allieve che secondo lui avevano problemi, per esempio di iperattività, dolori o difficoltà a concentrarsi. Massaggi «armonici», così erano definiti, che avvenivano con le bambine completamente nude e, stando a quanto dichiarato dalle bambine stesse, con toccamenti nelle parti intime con le dita o con oggetti. E alcuni degli atti sessuali erano stati filmati, di qui appunto l'accusa di pornografia (seppur per un numero di file illegali inferiore ai 94 ipotizzati dall'accusa). Addebiti che l'imputato ha sempre respinto: a suo dire, i massaggi si concentravano solo su punti sensibili, i chakra, ed erano esclusivamente terapeutici.

La Corte – ha motivato Pagnamenta – ha ritenuto credibili le dichiarazioni delle vittime, «le quali hanno reso dichiarazioni lineari e coerenti, compatibili con il vissuto di ragazzine che si sono trovate a vivere una situazione più grande di loro». È pure «inverosimile che sei famiglie si siano accordate per fornire dichiarazioni false». L'inchiesta era partita la scorsa estate con la denuncia dei genitori di una ragazzina di 6 anni, la quale aveva loro riferito di essere stata massaggiata senza vestiti e toccata nelle parti intime.

A non essere credibile è invece l'imputato: «Raramente è capitato di confrontarsi con una persona capace di dichiarare tutto e il contrario di tutto, dimostrando un incredibile sprezzo del ridicolo. Le ritrattazioni e le menzogne sono talmente numerose che dargli del bugiardo è un eufemismo. I massaggi erano la scusa, il pretesto per trarre piacere sessuale. L'unico barlume di sincerità, è stata un'ammissione subito ritrattata. La verità è che ha un problema di pedofilia». L'imputato – ha aggiunto Pagnamenta – «era un insegnante, più vecchio delle vittime e ha usato la sua superiorità culturale e cognitiva. Nessun genitore sapeva che avrebbe toccato le parti intime delle ragazze».

Dal momento che la perizia, ieri, era stata rigettata in quanto ritenuta «parziale» dalla Corte, ora ne verrà disposta una nuova che servirà alla commisurazione della pena. Pena che verrà decisa nel corso di un altro dibattimento.

Correlati