Addio temporaneo, ma doloroso: «La biglietteria va mantenuta»

Un addio temporaneo, e limitato ai festivi. Ma pur sempre un addio. A partire da Capodanno - e fino al periodo pasquale -, la biglietteria della stazione FFS di Bellinzona chiuderà nei giorni festivi. La notizia è stata resa nota dal Sindacato del personale dei trasporti (SEV), che in un comunicato ha chiesto alle Ferrovie di ripensarci: «L’introduzione di orari di apertura e di chiusura inaspettati e irregolari disincentiva la clientela a recarsi agli sportelli, mettendo a rischio l’avvenire di questo servizio, che le stesse FFS ritengono essere uno dei tre canali fondamentali messi a disposizione della propria utenza».
Spiegazioni e cifre
A inizio ottobre, le Ferrovie avevano fatto sapere che 13 biglietterie di «modeste dimensioni», fra Svizzera interna e romanda, avrebbero chiuso definitivamente i battenti. Ma nessun riferimento era stato fatto a chiusure - anche solo parziali - in Ticino. In linea generale, ci spiega il portavoce dell’ex regia federale Patrick Walser, misure di queste genere hanno a che fare con il comportamento dei clienti. «Verifichiamo regolarmente dove e in che misura viene utilizzata la consulenza di persona», e i risultati mostrano che «solo il 3% di tutti i biglietti viene acquistato nei centri viaggiatori, rispetto a poco meno del 10% nel 2019». La consulenza di persona, sottolinea Walser, «rimane importante per determinate esigenze», ma laddove la domanda è «molto bassa», un adeguamento mirato è da prevedere. Per quanto riguarda il caso specifico di Bellinzona, spiega il portavoce delle FFS, «la domanda dei clienti - così come in altre località turistiche del Ticino - è fortemente stagionale. Nei mesi interessati (da novembre a marzo) del semestre invernale registriamo fino al 50% in meno di clienti rispetto alle domeniche della stagione estiva a Bellinzona. In tempo per la Pasqua 2027, che fungerà da motore della domanda, il centro viaggiatori riaprirà anche la domenica».
Un volto umano
Nella sua presa di posizione, il SEV sottolinea che in Ticino «le stazioni con sportelli FFS ancora aperti alla clientela si possono contare sulle dita di una mano e si trovano solo nei centri maggiori». La prospettata chiusura, per quanto limitata ai festivi e temporanea, rappresenterebbe un ulteriore colpo a un trasporto pubblico, argomenta il sindacato, che deve «continuare ad avere un volto umano». Importante, insomma, «poter offrire l’intera paletta di servizi così come consulenze personalizzate alla clientela», anche a chi ha meno dimestichezza con gli strumenti tecnologici. Senza dimenticare il servizio di informazione che il personale può offrire sul posto ai viaggiatori in caso di ritardi o irregolarità nell’esercizio ferroviario, e il senso di sicurezza che «un presidio in stazione» porta all’utenza.
Nessun avviso
La Città, secondo nostre informazioni, non era tuttavia stata avvisata preventivamente della misura. Da noi contattato, il Municipio - per bocca del sindaco Mario Branda - «deplora» la decisione dell’ex regia federale, sottolineando che il tema sarà discusso, a breve, nel corso di un incontro di carattere generale con le stesse FFS. Certo è che la politica non è rimasta a guardare. In un’interpellanza firmata dalla presidente del PS Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra) e immediatamente rivolta all’attenzione dell’Esecutivo, si rileva che la presenza di uno sportello con personale costituisce un servizio importante per la popolazione e per chi visita la città. Un servizio «particolarmente prezioso per chi ha difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali e per chi necessita di assistenza nell’organizzazione del proprio viaggio». Chiedendo al Municipio se sia stato debitamente informato e consultato dalle FFS sulla decisione di chiudere la biglietteria nei giorni festivi, dal 1. gennaio al periodo pasquale, Malacrida Nembrini esige una valutazione di questa riduzione del servizio, e delle sue conseguenze per la popolazione e i visitatori di Bellinzona. Si domanda inoltre se siano già state intraprese misure per evitare questa chiusura e se il Municipio turrito sia disposto a coinvolgere le autorità cantonali per sostenere il mantenimento del servizio.
