Aggredì la madre, fu tentato omicidio

Tre anni e sei mesi di reclusione. È questa la condanna inflitta al 49.enne che alla fine dello scorso anno aggredì la madre colpendola con pugni e gettandola a terra sbattendole alcune volte la testa contro il pavimento. La pena detentiva è però stata sospesa affinché l’uomo segua un trattamento stazionario in una clinica specializzata per curare le turbe psichiche di cui soffre. I fatti contenuti nell’atto d’accusa firmato dal procuratore pubblico Luca Losa sono stati pienamente confermati dalla Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Curzio Guscetti.
Fatti che risalgono al 29 dicembre 2025, quando l’uomo andò su tutte le furie alla richiesta della madre di raccogliere l’aspirapolvere nella loro abitazione a Solduno. A quella richiesta il 49.enne rispose scagliandosi contro l’anziana donna colpendola come detto ripetutamente al corpo e al capo. Si fermò solo quando la 75.enne si finse morta. Convinto di averla uccisa, chiamò la Polizia per costituirsi. Secondo la Corte, l’agire dell’uomo ha configurato il reato di tentato omicidio intenzionale per dolo eventuale. Da qui, come detto, la condanna a tre anni e sei mesi di carcere, sei mesi in meno di quanto aveva chiesto in requisitoria il procuratore pubblico Luca Losa. Dal canto suo, il difensore dell’imputato, avvocato Stefano Stillitano, si era battuto per una pena massima di due anni e sei mesi.



