«Bagno pubblico, vero cuore della Bellinzona sportiva»

«Il Bagno pubblico? Mi piace pensarlo come il cuore pulsante della Bellinzona sportiva». Andrea Laffranchini, direttore di Bellinzona Sport, non nasconde la soddisfazione di fronte al bilancio della stagione appena conclusa. Da sabato 9 maggio a domenica 13 settembre sono stati quasi 100 mila gli accessi registrati alle piscine cittadine (97.779, per la precisione): quasi 20 mila in più rispetto al 2025 e il «miglior risultato dell’ultimo decennio», secondo un comunicato diffuso dal Municipio. «Credo si possa tranquillamente andare oltre», aggiunge Laffranchini. «Si tratta delle cifre più significative degli ultimi venticinque anni, superati solo dai record del secolo scorso, quando le dinamiche estive erano diverse da quelle attuali». Tradotto: meno opzioni per passare l’estate, e più persone in piscina.
Una strategia vincente
Il record giornaliero domenica 21 giugno, con 2.648 entrate. E poi gli accessi nel solo mese di luglio, 31.999. I numeri parlano chiaro: si è trattato di un’estate importante, aiutata, certo, da un caldo fuori scala. Ben 15 giorni su 31 in luglio e 19 su 31 in agosto sono stati caratterizzati da temperature canicolari. Ma Laffranchini sottolinea anche il peso delle novità introdotte quest’anno sul bilancio positivo. Una nuova gestione per ristorante e lounge, con un salotto dedicato agli adulti e spazi più «giovani» con pizzeria, gelateria, creperia e tanto altro. «Abbiamo dedicato molta attenzione all’accoglienza, in linea con i nostri valori nella gestione dei rapporti con l’utenza e con le società sportive in generale». Centro - o meglio, «cuore» - di Belli+ Sport, progetto promosso dalla Città per valorizzare e connettere l’intero tessuto sportivo turrito, il Bagno pubblico è destinato a crescere ancora. L’obiettivo, spiega Laffranchini, «è organizzare già a partire dal 2027 una serie di eventi» all’interno del perimetro. «Abbiamo parecchie idee in cantiere». Eventi, questi, che si aggiungeranno all’offerta già presente, dai corsi di nuoto (alta l’affluenza nella stagione appena conclusa) agli appuntamenti agonistici come i Campionati svizzeri 5 KM, il Meeting internazionale del castello e «Nuotiamo milioni di metri».
Sicurezza e capacità
Tanti accessi, più persone nel medesimo spazio. Una stagione da quasi 100 mila ingressi pone, inevitabilmente, sotto la lente anche il tema della gestione dei grandi afflussi. Laffranchini non vede però particolari problemi sul fronte della sicurezza: «Come evidenziato in una risposta del Municipio a una recente interpellanza, il Bagno pubblico è in grado di ospitare in sicurezza - e nel rispetto delle norme riguardanti lo spazio per singolo utente - fino a 3.500 persone contemporaneamente. Non siamo quindi assolutamente preoccupati per eventuali, ulteriori crescite future». Non solo: «Abbiamo iniziato a collaborare con agenti di sicurezza che effettuano ronde regolari. I bagnini, così come gli ausiliari, sono ben formati e abbiamo procedure estremamente chiare. Siamo pronti, insomma, a sopportare carichi maggiori». E in effetti c’è chi, delle piscine turrite, non ne ha mai abbastanza. «Sappiamo che alcuni vorrebbero qualche settimana di apertura in più a settembre. Ma tenere aperto più a lungo il Bagno pubblico non è semplice. I costi sono elevati, e soprattutto mancherebbe il personale». E chi garantisce che le condizioni meteorologiche siano favorevoli? «Impossibile pianificare con mesi d’anticipo».
Buona educazione
Mesi fa (cfr. edizione del 27 giugno), a proposito di alcune criticità riscontrate nel comportamento di parte dell’utenza, Laffranchini aveva sottolineato la necessità di «riscoprire il valore del rispetto reciproco e della gentilezza». Un tema, questo, che rimane d’attualità. «Il 95% dell’utenza è felice e rispettosa degli spazi offerti dal Bagno pubblico, ma rimane un 5% indisciplinato». Quest’anno, ci spiega il direttore di Bellinzona Sport, una quarantina di feedback relativi a episodi negativi è stata raccolta e analizzata. Dati e informazioni, garantisce Laffranchini, che aiuteranno a migliorare l’approccio della gestione del Bagno pubblico, anche se di fronte a problematiche di questo tipo - «che si ripresentano di anno in anno e difficili da eliminare» - la sensibilizzazione al rispetto reciproco e alla condivisione degli spazi rimane l’arma migliore.
