Mendrisiotto

Case anziani, lascia il presidente e se ne va anche la vicedirettrice

Non c’è pace per ECAM: Daniele Caverzasio si è dimesso dal Consiglio, la presidenza è affidata a Tiziano Calderari – Anche la vicedirettrice Alessandra Pitozzi ha comunicato la sua partenza – Resta vacante pure la carica di direttore
© CdT / Chiara Zocchetti

È l’ennesimo – in questo caso «doppio» – colpo di scena all’interno di ECAM, l’Ente case anziani del Mendrisiotto. Nella giornata di ieri la Città di Mendrisio ha annunciato che il municipale Daniele Caverzasio – a capo del dicastero Socialità e pari opportunità (che si occupa anche della politica degli anziani) – ha inoltrato le dimissioni dal Consiglio dell’ente, che oltretutto presiedeva. Ma non è tutto: stando a nostre informazioni anche la vicedirettrice Alessandra Pitozzi ha rassegnato le dimissioni in vista di una nuova sfida professionale. ECAM, che gestisce 7 case per anziani, conta oltre 300 posti letto e più di 500 collaboratori, si trova così con un assetto dirigenziale da ridefinire. La carica di direttore, come noto, è tuttora vacante: l’ex direttore Fabio Maestrini ha lasciato a fine giugno e il bando di concorso indetto per trovare la nuova figura è stato sì pubblicato, ma poi ritirato. Ne sarà pubblicato un altro prossimamente. Oltre al ruolo di direttore e di vicedirettore bisognerà chinarsi anche sulla posizione di responsabile delle risorse umane.

Un sostituto al più presto

Daniele Caverzasio, s’è detto, ricopriva la carica di presidente. Nella seduta di ieri il Consiglio dell’ente ha affidato la presidenza a Tiziano Calderari, finora vicepresidente. La municipale Nora Jardini Croci-Torti è stata invece nominata vicepresidente. «L’obiettivo – si scrive nella nota stampa – è garantire continuità ed efficacia al lavoro già avviato e ai progetti in corso». All’interno del Consiglio di ECAM, però, dovrà essere effettuata una nuova nomina per completare gli effettivi: i membri devono infatti essere sette. La procedura per la sostituzione di Caverzasio, si rende noto, sarà avviata al più presto. Resta inoltre da comprendere se anche in Municipio vi sarà un rimpasto dei dicasteri. ECAM riveste infatti una grande importanza all’interno del dicastero Socialità e pari opportunità e non è quindi escluso che, prossimamente, l’Esecutivo possa entrare in materia su un possibile cambio di responsabile.

Impegno confermato

La Città di Mendrisio – nella nota stampa – ha confermato il proprio impegno per ECAM e per il suo sviluppo. «Un impegno – si evidenzia – che si traduce sia nell’esercizio attento delle proprie responsabilità istituzionali e di vigilanza, sia nel lavoro volto a consolidare ulteriormente l’organizzazione e la governance dell’ente, chiarendo ruoli e responsabilità e rafforzando il coordinamento all’interno della rete».

«La rete dev’essere consolidata»

«Ho deciso di dimettermi – spiega il presidente uscente di ECAM Daniele Caverzasio al Corriere del Ticino – perché le nuove responsabilità professionali che assumerò da gennaio richiedono già ora un maggiore impegno». Motivi professionali, dunque: «Un incarico come quello in ECAM esige tempo e piena disponibilità: riconoscere di non poter più assicurare quanto necessario e lasciare spazio a chi subentrerà è una scelta di responsabilità».

Nel lasciare la carica, stando a quanto abbiamo potuto appurare, Caverzasio ha pure prodotto uno scritto nel quale evidenzia – in estrema sintesi – cosa andrebbe migliorato all’interno dell’ente. Un ente che, negli ultimi mesi, è balzato più volte agli onori della cronaca, basti pensare alla stesura di due rapporti interni, alla necessità di applicare dei correttivi soprattutto a livello di governance e alla richiesta di attivare l’alta vigilanza sull’operato del Consiglio.

«Ho preparato il documento – conferma il presidente dimissionario – con l’intento di contribuire alla stabilizzazione dell’Ente. Le priorità sono assicurare continuità alla direzione, rafforzare le funzioni essenziali e chiarire responsabilità, deleghe e processi decisionali. Un’organizzazione solida deve poter funzionare senza dipendere dal sovraccarico di poche persone». Per il nostro interlocutore, inoltre, «occorre formalizzare il mandato di prestazione tra la Città ed ECAM e definire, insieme ai Comuni e agli enti proprietari, responsabilità e impegni per immobili e investimenti. Sono nodi che richiedono una risposta condivisa, nell’interesse degli ospiti e di chi si prende cura di loro. Questi aspetti avrebbero dovuto trovare una definizione più compiuta e un’attuazione concreta fin dalla costituzione di ECAM. A quasi dieci anni di distanza, completarli non può più essere rinviato: è necessario per consolidare una rete forte, credibile e capace di garantire nel tempo qualità e continuità delle cure».

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