Giudiziaria

Caso Bernardi, la difesa chiede l'assoluzione

Respinte le accuse di tentato omicidio e di incendio intenzionali e chiesto un congruo risarcimento per l'ingiusta carcerazione - La testimone oculare: "Se la persona più robusta avesse voluto uccidere la persona magrolina, avrebbe avuto tutto il tempo per farlo"
©Rescue Media
Federico Storni
17.09.2026 19:59

Se la pubblica accusa chiede nove anni di carcere per l'ex municipale di Bissone Vladimiro Bernardi per tentato omicidio intenzionale e incendio intenzionale (vedi suggeriti), l'avvocata difensore Sandra Xavier si è battuta per l'assoluzione del suo assistito. La sentenza è attesa per venerdì nel tardo pomeriggio.

Bernardi contesta recisamente le accuse. L’ex municipale ha detto di essersi trovato a Melano per altri motivi, di aver incrociato per caso in lavanderia l’inquilino che l’avrebbe ignorato. Bernardi gli avrebbe quindi ricordato di dover ridare le chiavi, e l’inquilino avrebbe dato in escandescenza «rifilandomi un calcione». Dopodiché «l’ho contenuto bloccando le sue azioni perché era esagitato. Ho risposto a un’aggressione ingiusta nel metodo meno invasivo e violento possibile. Ero sbigottito». Parimenti, l’ex municipale ha negato di aver appiccato l’incendio, confermando sì di essere stato nella palazzina di Melano quella stessa mattina, ma di aver appreso del tutto solo una volta rientrato a casa, allertato da una telefonata.

A circostanziare ulteriormente le sue dichiarazioni - che la Corte ha sottolineato essere state mutevoli nel tempo - ci ha poi pensato l’avvocata Xavier. La legale ha sottolineato come la presunta vittima non sia stata lineare nelle sue dichiarazioni e pure come avrebbe una tendenza a esagerare quanto accadutogli. Non vi sarebbe dunque motivo per non credere a Bernardi quando invoca la legittima difesa. Ma anche se così non fosse, ciò non significa ancora che si sia trattato di un tentato omicidio, anzi. Per esempio, la testimone oculare ha affermato che «se la persona più robusta (ovvero Bernardi, ndr) avesse voluto uccidere la persona magrolina, avrebbe avuto tutto il tempo per farlo». E ancora: «Perché chiedere insistentemente la restituzione delle chiavi durante la colluttazione, se voleva ucciderlo?». Quanto all’incendio, ha sottolineato la legale, il rapporto della Scientifica «non conclude alcunché». Per via violenza del rogo, non è infatti stato possibile stabilirne la causa, da dove si sia sprigionato, o l’origine intenzionale o fortuita. Si sa solo che Bernardi, su cui non sono state trovate tracce d’accelerante, era nei paraggi, che la porta del garage era socchiusa e che lo spazio non era collegato alla rete elettrica. Per Xavier ciò non basta però per un giudizio di colpevolezza: «L’inquilino aveva frequentazioni non rassicuranti, e c’erano altre persone arrabbiate con lui».

Fra le accuse vi è poi quella di aver diffamato nel 2024 il sindaco di Bissone Andreino Incerti, presente in aula in mattinata e difeso dall’avvocato Mauro Ermani. Presunta diffamazione contenuta in uno scritto di Bernardi pubblicato nel 2024 sul Mattino della Domenica in un periodo di forti tensioni politiche in paese e considerato lesivo della buona reputazione del sindaco. Bernardi ha invece sostenuto che, in base alle informazioni che circolavano allora, vi era interesse pubblico affinché si facesse chiarezza sulla questione. «Quelle informazioni, per fatti mai avvenuti, le aveva diffuse lei», gli ha però rinfacciato l’avvocato Ermani.

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