Caso Zali, alta vigilanza: gli accertamenti non si fermano

Nonostante le dimissioni di Claudio Zali, che lascerà il Consiglio di Stato a fine settembre, gli accertamenti avviati dalle Sottocommissioni Vigilanza e Finanze del Gran Consiglio proseguiranno. E questo al di là del fatto che Zali, tra due mesi, non farà più parte del Governo. L’alta vigilanza, lo ricordiamo, era stata attivata per far luce sulla riunione indetta dallo stesso direttore del DT sul caso del 14.enne, figlio di una sua conoscente, detenuto alla Farera. Una riunione, organizzata parrebbe via WhatsApp, finita anche al centro di un incarto penale coordinato dal procuratore generale Andrea Pagani e dalla sostituta pg Chiara Borelli. Le ipotesi di reato a carico del ministro, nei cui confronti vale la presunzione di innocenza, sono abuso di autorità e tentata coazione.
Negli scorsi giorni, le due Sottocommissioni hanno terminato le rispettive audizioni. La Vigilanza ha sentito il Consiglio della Magistratura e la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa. Quella della Gestione e Finanze ha condotto quattro audizioni proprie, tra cui quella dello stesso Zali. Ora, si tratta di incrociare le informazioni raccolte. Un lavoro che i segretari delle commissioni svolgeranno sotto la supervisione dei rispettivi coordinatori, in vista di una seduta prevista dopo la metà di agosto. L’esito potrebbe essere un rapporto congiunto, da presentare al Gran Consiglio, ma solo se ci saranno elementi degni di segnalazione. In ogni caso, le due Sottocommissioni vogliono verificare che cosa, eventualmente, non ha funzionato e se il sistema ha gli anticorpi per evitare casi simili possano ripetersi.



