Governo

MarcheSì: il presidente UDC ha già accettato, ecco i prossimi passi

Il primo subentrante sulla lista Lega-UDC ha subito comunicato la sua disponibilità alla carica – La procedura ufficiale partirà a settembre – Il presidente democentrista dovrà lasciare il Municipio di Tresa, Comune di cui è sindaco, e il seggio al Consiglio nazionale, che passerà a Roberta Soldati
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
29.07.2026 19:45

Da Claudio Zali a Piero Marchesi. Con le dimissioni, annunciate per fine settembre 2026, del consigliere di Stato Claudio Zali, l’UDC entra infine in Governo con il suo presidente cantonale e consigliere nazionale, primo subentrante della lista Lega-UDC del 2023. Giocando d’anticipo (la procedura sarà avviata a settembre con la richiesta di accettazione), Marchesi ha reso noto in un comunicato stampa di accettare l’incarico «con umiltà, senso di responsabilità e spirito di servizio». Il tempo a disposizione, riconosce, «è limitato», ma la fase verrà affrontata «con concretezza, impegno e piena disponibilità al lavoro».

Nella nota, Marchesi illustra come intende stare in Governo. Da un lato l’impegno a collaborare «con la collega e i colleghi di Governo nell’interesse del Cantone, nel rispetto delle Istituzioni e della collegialità». Dall’altro, subito dopo, l’annuncio che porterà nell’Esecutivo, «con coerenza e determinazione, le priorità e la sensibilità politica dell’area che ha sostenuto la lista comune Lega-UDC». Un’alleanza che non dovrebbe confermarsi alle prossime Cantonali, ma il presidente democentrista assicura: «Il mio mandato nasce da quella lista e intendo quindi rappresentare gli elettori dell’UDC e della Lega, ma anche tutti i cittadini e le imprese che si riconoscono nei principi della libertà, della responsabilità individuale, del lavoro e dell’iniziativa privata». L’impostazione operativa annunciata «è quella che l’UDC porta in campagna da anni: maggiore sicurezza, meno burocrazia, migliori condizioni quadro per le piccole e medie imprese». Poi rendere il Ticino «più attrattivo per imprese, investimenti e nuovi contribuenti», un richiamo alla proposta democentrista di attrarre contribuenti facoltosi residenti all’estero, che Marchesi difendeva in primavera. Infine, favorire i ticinesi nel mercato del lavoro e valorizzare regioni periferiche, valli e settore primario.

Per ora, Marchesi si limita a un elenco di priorità politiche, non di dossier. Nel comunicato non indica infatti quale Dipartimento riceverà. D’altronde, non può farlo: l’attribuzione dei Dipartimenti è di esclusiva competenza del Consiglio di Stato. Per ora, ci si può limitare ad avanzare alcune ipotesi (vedi articolo a lato). Comprese quelle sul destino dell’«arrocchino» dipartimentale tra Zali e Gobbi di dodici mesi fa. Ma questa è musica del futuro. «Rimango a disposizione delle istanze preposte per organizzare il mio subingresso, affinché avvenga nel modo più efficace ed efficiente possibile», conclude Marchesi.

Dal Malcantone a Berna

Come indicato in conferenza stampa dal direttore del DI Norman Gobbi, la procedura di subingresso sarà avviata già a settembre, quando a Marchesi verrà proposta ufficialmente la carica di consigliere di Stato. In caso di accettazione, verranno avviate le procedure per risolvere eventuali incompatibilità. Marchesi dovrà infatti lasciare sia la carica di sindaco di Tresa (il primo subentrante nell’Esecutivo malcantonese è Mauro Zoccatelli), sia quella di consigliere nazionale (la prima subentrante è la granconsigliera Roberta Soldati, che al CdT conferma di voler accettare la carica). Lo prevede l’articolo 1a della Legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi Dipartimenti («I Consiglieri di Stato non possono rivestire altra carica pubblica comunale, cantonale e federale»). Sempre in base alla stessa legge, dovrà anche lasciare il suo lavoro. Fatto questo, Marchesi potrà dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi ed entrare ufficialmente in carica, a poco più di sei mesi dalle elezioni del 2027.

Uno sguardo alle Federali

Come riferito nell’edizione di mercoledì, da parte democentrista si va verso un «no» definitivo alla lista unica Lega-UDC per il Consiglio di Stato, mentre rimane aperta la possibilità di una congiunzione alle prossime Federali e di un sostegno reciproco a Lugano in ottica elezioni comunali. La commissione cerca è al lavoro per comporre la lista per il Governo. E qui si aggiunge un altro tema: Marco Chiesa, come indicato da alcuni rumorsarà della partita? «Se dovessi partecipare alle elezioni del Consiglio di Stato, dovrei fare una scelta importante, ossia quella di lasciare Berna», aveva detto il diretto interessato a Teleticino. Ma anche queste è musica del futuro.

In questo articolo:
Correlati
Dimissioni di Zali: e quei cantieri della Giustizia ancora aperti?
Dopo aver rinunciato temporaneamente alla conduzione di Polizia cantonale e Magistratura, il direttore del DT lascerà anche il Governo – A rimetterci potrebbe essere anche il Terzo potere dello Stato, da anni in attesa di una riorganizzazione logistica e del nuovo sistema di nomina dei procuratori