Cassis risponde a Parmelin (e a Trump) con un cappellino ticinese

Dopo Guy Parmelin, ecco Ignazio Cassis. Della serie: la comunicazione politica non passa (solo) da discorsi e comunicati stampa. Ma anche, anzi soprattutto di questi tempi, da un cappellino. Il consigliere federale, in occasione del brunch del Primo Agosto a Düdingen, dove ha ricordato che «la Svizzera va coltivata con pazienza», si è presentato con un berretto rosso a visiera, occhiali da sole a goccia, t-shirt con scudo svizzero e due suonatori di corno delle Alpi. Braccia conserte, sorriso largo, nessuna cravatta. Un «ministro» della porta accanto, insomma.
Il richiamo ai presidenti
Il look, particolare, è un richiamo – evidente – a Guy Parmelin. Il presidente della Confederazione, a inizio luglio, aveva indossato un berretto rosso con la scritta «Switzerland – Great Since 1291». Prendendosi gioco, con ironia, di Donald Trump e del suo «Make America Great Again» e scatenando una vera e propria corsa all'acquisto in Svizzera. L'episodio aveva dato vita altresì a un piccolo giallo: né il Dipartimento dell'economia dello stesso Parmelin né quello degli Affari esteri di Cassis erano riusciti a ristabilire, con certezza, l'origine dello slogan. Era stato l'ex ambasciatore in Nuova Zelanda, David Vogelsanger, a rivendicare la paternità di quella scritta: fra il 2017 e il 2018, infatti, il DFAE aveva distribuito alle rappresentanze migliaia di cappellini rossi con la sola croce svizzera. Vogelsanger, giudicandoli tropo anonimi, ne aveva fatti ricamare due-trecento con la scritta. Uno di questi cappellini era poi stato regalato a Parmelin.
Il dettaglio ticinese
Cassis, dunque, ha risposto allo stesso Parmelin e ripreso la moda del cappellino. Aggiungendo un dettaglio importante, per noi ticinesi. La scritta, in corsivo bianco sotto lo scudo, recita infatti: «Switzerland – even greater since 1803». «Ancora più grande dal 1803». Citiamo dai libri di storia: il 1291 è la data del Patto federale, i tre cantoni primitivi, il mito fondativo del Grütli. Il 1803, per contro, è l'Atto di Mediazione imposto da Napoleone, che pose fine alla Repubblica elvetica e trasformò in cantoni a pieno titolo sei territori fino ad allora subordinati o alleati, e cioè Vaud, Argovia, San Gallo, Turgovia, Grigioni e appunto Ticino.
Tradotto: in un periodo di tensioni fra Berna e Ticino, complice fra le altre cose la questione dei ristorni dei frontalieri, Cassis gioca a sua volta la carta dell'ironia ricordando al resto del Paese che la Svizzera è ancora più grande da quando il Ticino ne fa parte. Non a caso, il «ministro» ha scelto un brunch in una fattoria e, soprattutto, un cantone bilingue per ricordare l'importanza della parte italofona.
Stile Top Gun
Quanto al resto, gli occhiali richiamano tanto Emmanuel Macron e il suo look al WEF di Davos quanto Tom Cruise in Top Gun. L'effetto, per farla breve, è quello di una locandina anni Ottanta in versione confederata, con i corni delle Alpi al posto degli F-14. Questo Primo Agosto, d'altro canto, è particolarmente attento al guardaroba: ieri sera, a Renens, dove lo stesso Parmelin ha aperto le celebrazioni parlando di una Svizzera «viva, popolare, multiculturale e urbana», fra la folla spuntavano tanti, tantissimi cappellini rossi con la scritta «Switzerland – Great Since 1291».
