Capriasca

Chi ce l'ha con l'altalena panoramica? È stata segata un'altra volta

La struttura in legno installata al Crocione ha di nuovo le gambe mozzate, mentre l’impianto di videosorveglianza è stato coperto con un panno e spaccato – Scattata la seconda denuncia contro ignoti
È successo nella notte tra mercoledì e giovedì di due settimane fa. © Facebook/Michele Spoerri

«L’avete rimessa in piedi? E io ve la trancio di netto un’altra volta». Immaginiamo sia stato questo il pensiero dei soliti ignoti che due settimane fa hanno (ri)preso in mano gli attrezzi del mestiere, verosimilmente una motosega, e hanno deciso di segare per la seconda volta l’altalena panoramica al Crocione, in zona Salette. E l’impianto di videosorveglianza installato ad agosto dal Municipio di Capriasca per scoraggiare atti simili? Niente da fare anche in questo caso. È stato prima coperto, forse con un guanto oppure un passamontagna, e poi spaccato. Nessuna traccia, quindi. Nessuna immagine vagamente riconducibile ai responsabili. L’unica cosa che rimane, oltre alle quattro gambe mozzate dell’altalena panoramica, è la seconda denuncia contro ignoti sul tavolo del Ministero pubblico.

«I tagli sono precisi, netti»

La struttura in legno era stata installata lo scorso maggio sul terreno di proprietà del patriziato di Cagiallo per celebrare i vent’anni dalla prima aggregazione che portò alla nascita del Comune di Capriasca. La velocità con cui è stata costruita è identica a quella con cui è stata segata in due (insieme alla cornice di legno realizzata dal Consorzio Valle del Cassarate). Scattata la denuncia contro ignoti il Municipio, memore di quanto successo, aveva deciso di installare un impianto di videosorveglianza per scoraggiare eventuali malintenzionati. Lo stesso impianto che è stato oscurato e spaccato qualche settimana fa prima di segare ancora una volta in due l’altalena. Insomma, a qualcuno (o più di uno) questa struttura non piace proprio. «È successo nella notte tra mercoledì e giovedì di un paio di settimane fa – ci spiega il responsabile dell’Arena sportiva (ovvero il settore operativo del Dicastero sport del Comune), Andrea Pellandini –. Sicuramente è stata una persona che sa esattamente cosa sta facendo, perché i tagli sono precisi, netti, ed è stata tagliata in quattro punti senza sbavature. Abbiamo chiamato subito la Polizia cantonale, sporto denuncia e attualmente sono in corso le indagini. Ma c’è sconforto: va bene una volta, ma due...». Anche in questo caso, nessuno ha sentito niente. Il tema è stato comunque discusso durante l’ultima seduta di Municipio, e si attendono sviluppi da parte delle autorità per capire esattamente cosa fare in futuro. Lasciare stare oppure sposare il proverbio «non c’è due senza tre» e correre il rischio?

Di turismo e devoti

Al netto di tutto, Pellandini conferma che «l’altalena panoramica era molto apprezzata sia dalle famiglie che dagli escursionisti, soprattutto in estate quando vengono registrati anche trecento passaggi». Ecco, il turismo. Potrebbe essere questo il pomo della discordia? Oppure che il responsabile sia un devoto che non tollera la vicinanza della struttura di legno alla croce di vetta? Opzioni, queste, che non devono essere escluse a priori, visto che durante l’assemblea del patriziato di Cagiallo, alcuni membri si sono detti contrari all’installazione perché c’era già abbastanza turismo. Inoltre, il patto era di costruirla distante dalla croce. Questa versione ci viene confermata direttamente dal presidente del patriziato, Mauro Scalmanini: «Non fare niente è come se i responsabili avessero vinto su mezza comunità della Capriasca».

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