L'avviso

Crisi idrica in Ticino: «La popolazione utilizzi solo l'acqua essenziale»

L'Associazione Acquedotti Ticinesi richiama «con la massima attenzione» i ticinesi sulla gravità dell'attuale situazione dell'approvvigionamento idrico - I fiumi e i laghi svizzeri soffrono
©CdT
Michele Montanari
03.08.2026 11:24

La situazione idrica in Ticino è critica, tanto da aver spinto l'Associazione Acquedotti Ticinesi (AAT) a lanciare l'allarme. In numerosi Comuni del Cantone le «riserve d'acqua hanno raggiunto livelli storicamente minimi. Nelle località in cui la disponibilità d'acqua risulta ancora sufficiente, le infrastrutture di distribuzione operano comunque al limite della propria capacità a causa di consumi eccezionalmente elevati», rileva l'AAT.

Va in questo senso l'avviso emanato quest'oggi, con il quale si «richiama con la massima attenzione la popolazione sulla gravità dell'attuale situazione dell'approvvigionamento idrico cantonale e sulla necessità di adottare immediatamente comportamenti responsabili nell'utilizzo dell'acqua potabile».

L'allarme era nell'aria. La siccità sta infatti mettendo in difficoltà gran parte dell’Europa, Svizzera compresa, da diverse settimane ormai. Negli scorsi giorni MeteoSvizzera ha parlato di una situazione «eccezionale» dovuta al perdurare delle condizioni climatiche secche. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha spiegato al CdT che i livelli idrici e le portate di molti corsi d’acqua in tutto il Paese si attestano su valori «molto bassi per la stagione». Particolarmente colpiti sono i corsi d’acqua di piccole e medie dimensioni nel Giura e nell’Altopiano, dove si registrano addirittura «deficit estremi». Anche nei grandi fiumi come il Reno, l’Aare, la Limmat e la Reuss i valori delle portate sono nettamente inferiori alla media stagionale. Per quanto riguarda i laghi, invece, sono quello di Costanza, il Walensee e il Maggiore i più colpiti dalla siccità, presentando livelli dell’acqua estremamente bassi per la stagione estiva. Il Verbano, in particolare, è arrivato a soli 10 cm dal record di carenza idrica di luglio (registrato il 30 luglio del 1976).

In Ticino si rileva un importante deficit di precipitazioni che perdura ormai dall'ottobre 2025. Il sistema acquedottistico - spiega l'AAT - «non è progettato per compensare periodi prolungati di assenza di precipitazioni: gli acquedotti distribuiscono l'acqua disponibile, ma non la generano. Analogamente, un singolo evento temporalesco, per quanto intenso, non è sufficiente a colmare un deficit accumulato nel corso di molti mesi e, in determinate circostanze, può persino aggravare la situazione compromettendo temporaneamente la qualità e la potabilità di alcune fonti captate».

In diverse regioni del Cantone sono già state introdotte limitazioni all'impiego di acqua potabile e lanciati appelli a un utilizzo parsimonioso della risorsa. Sebbene una parte della popolazione abbia accolto tali richieste dimostrando senso di responsabilità, «i dati di consumo indicano che, nel loro complesso, gli utenti non hanno ancora ridotto in misura significativa l'utilizzo dell'acqua» critica l'AAT, affermando che i «consumi giornalieri continuano a registrare valori ampiamente superiori alla norma, con medie che raggiungono i 500 litri per abitante al giorno. Questa situazione si protrae dall'inizio dell'estate e sottopone l'intero sistema di approvvigionamento a uno stress costante e senza precedenti».

L'Associazione sottolinea quindi che «nessuna infrastruttura può operare indefinitamente al limite della propria capacità, come un motore mantenuto per lungo tempo a regimi eccessivi, anche le reti di distribuzione sono esposte a maggiori rischi di guasti, sovraccarichi e cedimenti. Qualora tali criticità dovessero verificarsi, non potrebbe più essere garantita l'erogazione dell'acqua nemmeno per gli usi essenziali. Se una situazione di questa portata si fosse verificata solo alcuni anni fa, il sistema di distribuzione non sarebbe stato in grado di assicurare la continuità del servizio. La tenuta dell'approvvigionamento è oggi possibile grazie agli importanti investimenti realizzati negli ultimi anni dalle Aziende comunali, tra cui l'interconnessione delle reti, la realizzazione di nuove captazioni e il potenziamento degli impianti di produzione e distribuzione. Tuttavia, tali interventi non possono compensare indefinitamente l'attuale combinazione di scarsità della risorsa e consumi straordinariamente elevati».

Tutta la popolazione ticinese è dunque invitata «ad attenersi scupolosamente alle indicazioni fornite dalle proprie Aziende comunali di riferimento e più in generale a ridurre immediatamente e in modo sostanziale i consumi di acqua potabile, limitando in particolare gli impieghi non essenziali. A titolo esemplificativo, si raccomanda di evitare il lavaggio di veicoli e piazzali, di ridurre al minimo l'irrigazione di prati e giardini e di rinviare ogni utilizzo non indispensabile».

Gli esperti precisano inoltre che «l'acqua potabile rappresenta una risorsa preziosa e limitata, destinata prioritariamente al consumo umano, alla preparazione degli alimenti e all'igiene personale. In una situazione di forte pressione sul sistema di approvvigionamento, il suo impiego per finalità non essenziali deve essere ridotto al minimo indispensabile. Una riduzione concreta, immediata e diffusa dei consumi costituisce oggi, in mancanza di precipitazioni di rilievo, la misura più efficace per preservare la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, evitare l'introduzione di ulteriori restrizioni obbligatorie e scongiurare il rischio di gravi criticità nella distribuzione dell'acqua potabile».

L’UFAM negli scorsi giorni ha pure evidenziato come le alte temperature dei corsi d'acqua stiano mettendo in difficoltà la vita dei pesci. Durante i periodi di caldo, i bassi livelli idrici determinano infatti un aumento della temperatura dell’acqua con una conseguente diminuzione del contenuto di ossigeno: ciò mette a dura prova la sopravvivenza  degli organismi acquatici. Allo stesso tempo, durante i periodi di siccità, aumenta il fabbisogno idrico, in particolare per l’irrigazione, il che può aumentare ulteriormente la pressione sulle risorse idriche disponibili. Secondo le stime dell’UFAM, sarebbero necessarie quantità di precipitazioni significativamente maggiori rispetto a quelle previste per uscire dalla situazione critica su vasta scala, si parla di almeno 50–100 mm, distribuite su più giorni.