Cure dentarie, «un passo concreto verso un sistema più equo»

«Un passo concreto verso un sistema sanitario più equo». Voluto per permettere a tutti di «curarsi senza indebitarsi». Così è stata definita dal comitato favorevole l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie», depositata nel lontano 2015 da un fronte composto da sinistra e sindacati. Un’iniziativa che, lo ricordiamo, mira a introdurre in Ticino un’assicurazione pubblica obbligatoria per le cure dentarie di base. Un principio da inserire nella Costituzione e sul quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi alle urne il 14 giugno.
Il lungo iter e le problematiche
E un’iniziativa, ha ricordato il primo firmatario Franco Cavalli, «presentata ormai quasi 11 anni fa». Già, perché l’iter parlamentare della proposta per svariati motivi è stato lunghissimo. Ma, al netto di ciò, ha ricordato ancora Cavalli tornando al momento della raccolta firme, «nella mia pluriennale esperienza, raramente mi è capitato di fare così poca fatica» a trovare persone disposte a sottoscrivere la proposta. Segno che, evidentemente, il tema è sentito fra la popolazione.
In tal senso, anche la municipale di Locarno Nancy Lunghi (che è pure medico dentista) ha affermato: «È un problema che personalmente sento molto, poiché come dentista ho la sfortuna di vedere le problematiche del sistema attuale». Cifre alla mano, Lunghi ha ricordato che la proporzione di chi rinuncia alle cure dentarie per motivi economici è di ormai quasi una persona su tre. E ciò succede, ha aggiunto, «perché la stragrande maggioranza dei costi (circa il 90%) è direttamente a carico delle persone». Proprio su questa cifra la municipale ha voluto rispondere all’argomento del comitato contrario, secondo cui a rinunciare alle cure sarebbe solamente il 5% della popolazione. Ma, ha fatto notare Lunghi, «in realtà questo dato misura solo chi rinuncia completamente a cure necessarie», mentre secondo un sondaggio del 2023 dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan) il 28,8% della popolazione rimanda o rinuncia a cure dentarie e controlli».
Il medico Pietro Majno-Hurst ha dal canto suo voluto sottolineare che le cure dentarie non riguardano unicamente la salute della bocca, ma sono strettamente legate alla nostra salute generale. Per citare un esempio molto concreto, ha spiegato che diversi studi hanno confermato il legame tra la salute orale delle persone e la presenza di alcuni tumori, come quello del pancreas. A «dimostrazione che l’iniziativa non tratta solo della salute della bocca, ma anche della speranza di vita di ciascuno di noi».
Un sistema solidale
A nome dell’Unione sindacale svizzera (USS) Ticino e Moesa, Nicole Rossi è entrata negli aspetti più prettamente politici della proposta. Evidenziando, ad esempio, che si tratta di «un passo concreto verso un sistema sanitario più equo e accessibile a tutti, in un ambito essenziale per la qualità di vita e la salute» dei cittadini. Si tratta, in sostanza, «di correggere una disparità» e di «una misura di giustizia sociale che rafforza la sicurezza economica delle fasce più esposte della popolazione». E su questo punto anche la segretaria politica dell’USS Ticino e Moesa ha voluto rispondere ai contrari, i quali hanno criticato in particolare il prelievo salariale che sarebbe necessario per finanziare la proposta e che, inevitabilmente, graverebbe pure sui lavoratori. «Ma adesso le cure dentarie sono già un costo totalmente sulle loro spalle: si tratterebbe dunque di passare da una spesa individuale a un sistema solidale e sostenibile, il cui costo sarebbe proporzionato al reddito». Dunque, concretamente, «per la stragrande maggioranza delle persone si tratterebbe di un alleggerimento e non di un aggravio».
Un aggravio che, ha poi aggiunto Sandra Killer, presidente dell’associazione Famiglie monoparentali, nel sistema attuale pesa parecchio sulle famiglie più fragili. Non a caso, ha spiegato, «le famiglie monoparentali hanno aderito all’iniziativa poiché sono quelle più a rischio di povertà». E, giusto per citare un altro dato, «rinunciano due volte tanto alle cure dentarie rispetto alle altre categorie». In molti casi, ha spiegato, «il genitore rinuncia alle spese per la propria prevenzione e salute, in particolare quella dentaria, per cercare di mantenere un equilibrio finanziario in famiglia». Ma non solo. Quando poi queste cure diventano urgenti e inevitabili, «diventano tra le principali cause di indebitamento».
Dal canto suo, il coordinatore del Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA), Ismael Camozzi, ha fatto notare che i più giovani perdono «la preziosa copertura del servizio dentario scolastico» dopo la scuola media, ossia «proprio quando le esigenze aumentano e molti non hanno ancora una base economica solida». E ciò, in concreto, sovente «si traduce in anni senza controlli e, in futuro, in problemi più complessi e più costosi».
Infine, sul rischio che un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie si porti dietro gli stessi problemi dell’attuale sistema LAMal (con un’esplosione dei costi nel settore), Lunghi ha evidenziato che si tratta di due cose molto diverse: «Noi proponiamo un’assicurazione pubblica e unica, molto diversa da un sistema privato come quello delle casse malati. Anche in Paesi con la copertura pubblica, i costi per le cure dentarie sono rimasti stabili».


