Da Castagnola a Ruvigliana, il degrado arriva vicino alle scuole

La situazione di degrado già segnalata a Castagnola sembra essersi estesa anche a Ruvigliana, raggiungendo le immediate vicinanze di una scuola elementare e di una scuola dell'infanzia. A sollevare nuovamente la questione è il consigliere comunale Rubens Bertogliati (PLR/PVL), primo firmatario di un'interrogazione sottoscritta da rappresentanti di diversi partiti e indirizzata al Municipio di Lugano.
Stando alle segnalazioni raccolte tra residenti e genitori, nella zona si verificherebbero episodi ricorrenti di consumo di stupefacenti, abbandono di siringhe, schiamazzi e situazioni di alterazione. Sarebbero stati inoltre segnalati tentativi di furto e di scasso di automobili, oltre a ripetuti interventi della Polizia. Tra gli episodi «più preoccupanti» vi sarebbero anche accessi al giardino della scuola dell'infanzia per consumare sostanze.
Una situazione che, secondo quanto riferito dagli interroganti, avrebbe conseguenze anche sul lavoro quotidiano del personale scolastico. «Il personale scolastico deve controllare il giardino dell'asilo prima che vi accedano i bambini, e verifiche analoghe sono svolte dagli addetti alla nettezza urbana. Non è accettabile che spazi destinati all'infanzia debbano essere ispezionati per escludere la presenza di aghi e materiale pericoloso».
Una situazione già segnalata
Le criticità del comprensorio erano già finite al centro del dibattito cittadino. Lo scorso 13 maggio il Corriere del Ticino, con l'articolo «Degrado e droga a Castagnola, ora il quartiere è preoccupato», aveva dato conto delle segnalazioni della Commissione di quartiere al Municipio, riguardanti il consumo di stupefacenti, le siringhe abbandonate, i tentativi di apertura delle automobili e gli interventi di Polizia.
Il 23 luglio il Municipio aveva risposto a un'interrogazione, dichiarando di essere a conoscenza delle problematiche e annunciando controlli mirati, il coinvolgimento dei servizi competenti e un approfondimento delle possibili alternative di collocamento. Il giorno successivo, il CdT aveva ripreso la posizione dell'Esecutivo nell'articolo «Droga e degrado, parla il Municipio: “Opportuno approfondire altre possibilità di collocamento”».
Ora, secondo i firmatari della nuova interrogazione, le stesse dinamiche si manifesterebbero anche a Ruvigliana. Il timore è che il problema non sia stato risolto, «ma semplicemente trasferito in un'altra zona della città».
Le strutture alberghiere e l'impatto sul quartiere
Nel mirino dell'interrogazione vi è anche il ricorso a pensioni e strutture alberghiere per ospitare persone in situazione di disagio o con dipendenze. Secondo quanto riportato dai firmatari, diverse strutture della zona di Castagnola e Ruvigliana sarebbero oggi occupate in larga parte da persone che si trovano in condizioni di fragilità.
Una scelta che, a loro avviso, «rischia di produrre conseguenze sia per gli ospiti sia per il contesto circostante». Gli interroganti mettono in discussione l'efficacia di collocamenti in strutture che non dispongono necessariamente di personale specializzato e di un accompagnamento sociale adeguato. Sollevano inoltre interrogativi sulle condizioni degli alloggi, sulle tariffe e sui controlli effettuati sui gestori, considerando che in diversi casi i costi sarebbero sostenuti con denaro pubblico.
A sostegno delle proprie preoccupazioni, l'interrogazione richiama anche precedenti episodi della regione. Già il 21 dicembre 2019, avevamo infatti approfondito il caso della pensione La Santa di Viganello, parlando del rischio di ghettizzazione e delle differenze rispetto alle strutture dotate di accompagnamento sociale. Poi, il 10 giugno 2020, con l'articolo «Se gli aiuti sociali diventano una droga», avevamo anche affrontato il tema della carenza di strutture intermedie e dei limiti di un sostegno esclusivamente economico.
I firmatari sottolineano inoltre la particolare posizione di Ruvigliana, quartiere residenziale alle pendici del Monte Brè e meta turistica apprezzata per il panorama sul golfo di Lugano. Il timore è che il peggioramento della situazione possa ripercuotersi non soltanto sulla qualità di vita dei residenti, ma anche sull'immagine turistica della zona.
Undici domande al Municipio
L'interrogazione chiede innanzitutto all'Esecutivo se sia a conoscenza dell'estensione del fenomeno da Castagnola a Ruvigliana e quanti interventi di Polizia e segnalazioni siano stati registrati nella zona nel corso del 2026. I consiglieri comunali vogliono inoltre sapere quali misure annunciate nella risposta all'interrogazione del luglio scorso siano state effettivamente attuate e con quali risultati.
Tra le richieste figura anche un bilancio delle verifiche effettuate nel giardino della scuola dell'infanzia e lungo i percorsi casa-scuola, compreso il numero di siringhe e materiali pericolosi rinvenuti. Viene inoltre chiesto se il Municipio intenda organizzare un sopralluogo congiunto tra Polizia, servizi comunali e Direzione scolastica, prevedendo una presenza mirata degli agenti anche nelle ore serali.
Una parte consistente delle domande riguarda i collocamenti. I firmatari chiedono quanti ospiti siano attualmente alloggiati, con il sostegno o il finanziamento di enti pubblici, in pensioni e strutture alberghiere sul territorio cittadino, con particolare riferimento all'area Castagnola-Ruvigliana-Monte Brè. Vogliono conoscere i criteri di selezione delle strutture, i controlli sui gestori, i costi medi dei collocamenti e le forme di assistenza e vigilanza garantite agli ospiti.
Infine, si chiede a che punto sia l'approfondimento delle alternative annunciato dal Municipio a luglio e con quali tempi, in collaborazione con il Cantone e gli enti specializzati, si intenda creare o potenziare strutture intermedie dotate di accompagnamento sociale.
L'ultima richiesta riguarda l'organizzazione di un incontro con i residenti, la Commissione di quartiere Cassarate-Castagnola, la Direzione scolastica e i servizi competenti, oltre alla designazione di un referente unico e alla presentazione di un piano d'intervento con responsabilità, scadenze e verifica dei risultati.
«Le persone con dipendenze o gravi disagi hanno diritto a un'assistenza adeguata. Allo stesso tempo, la Città deve garantire la sicurezza di chi vive, studia, lavora e soggiorna nel quartiere», concludono i firmatari, secondo i quali le due esigenze non sono in contrasto e richiedono entrambe collocamenti accompagnati da un sostegno effettivo.
