Da Pregassona a Molino Nuovo: il MAT ha trovato una nuova casa

È stata un’assidua ricerca durata anni quella del centro artistico MAT, che ha scandagliato ogni centimetro di Lugano per trovare una nuova casa sapendo che la sua sede storica, quella di via alla Bozzoreda, sarebbe finita sotto il peso delle ruspe nell’ambito della riqualificazione del Cassarate. Il terreno su cui sorge il centro artistico, lo ricordiamo, è sottoposto a esproprio proprio per permettere la realizzazione della cosiddetta «piazza sul fiume». Un destino segnato, quindi. La ricerca del MAT, alla fine, si è fermata davanti a una palazzina di via Brentani a Molino Nuovo, che dall’anno prossimo accoglierà centinaia di allievi e una quarantina di insegnanti diventando di fatto la nuova sede del Movimento Artistico Ticinese dopo quasi 18 anni di permanenza a Pregassona. A comunicare modalità e dettagli del futuro trasloco il direttore, Mirko D’Urso, che oltre a evidenziare come la soluzione di via Brentani sia «un importante investimento economico per la scuola» e rassicurare che il nuovo anno scolastico – che partirà il prossimo 8 settembre – si svolgerà comunque nella sede storica, lancia anche una frecciatina a Città e Cantone.
Mano al portafogli
La ricerca di una nuova sede ha subìto un’accelerazione lo scorso giugno, quando il MAT ha ricevuto la disdetta definitiva dal proprietario dello stabile sito in via alla Bozzoreda.
«L’obiettivo era quello di trovare uno spazio nelle vicinanze dell’attuale sede storica a Pregassona in modo da non rischiare di perdere allievi a causa del cambiamento della sede», scrive D’Urso specificando che la sede di Molino Nuovo sarà «leggermente più piccola, ma molto più moderna rispetto a quella attuale. Oltre all’ufficio della scuola, è prevista la realizzazione di 4 sale grandi per i corsi di danza, teatro e musical e di 8 aule più piccole più una sala registrazione per la sezione Musica». La soluzione di via Brentani, però, porta con sé una problematica non di poco conto. Ed è quella economica: il costo della pigione mensile sarà infatti «il doppio» rispetto a quella di via alla Bozzoreda. Una spesa importante per il centro artistico, tant’è che è stata creata l’Associazione Amici del MAT (verrà ufficializzata nel corso del mese di settembre) per permettere al Movimento Artistico Ticinese di avere qualche risorsa in più che lo aiuti a pagare l’affitto.
Frecciatine a Città e Cantone
Un paio di anni fa scrivevamo su queste colonne che le ricerche per una nuova sede si erano concentrate su un edificio da ristrutturare al Maglio a Canobbio, sul Piano della Stampa. Si era tenuto anche un incontro tra il direttore del MAT, la Città di Lugano (proprietaria del terreno) e Canobbio (sul cui territorio si trova il sedime). I Municipi di entrambi i Comuni avevano accettato di entrare in materia. Una questione che ripercorre anche D’Urso nella nota stampa, lanciando però una frecciatina proprio alla Città. «Il Comune di Lugano aveva offerto al MAT la possibilità di potersi spostare presso il vecchio centro sociale del Maglio: una struttura in disuso, pericolante e che necessitava una totale ristrutturazione con tanto di demolizione e ricostruzione». Un progetto, spiega D’Urso, che sarebbe venuto a costare circa 4 milioni di franchi. «Decisamente una cifra inarrivabile per il MAT, calcolando tra l’altro che terreno ed edificio sarebbero in ogni caso rimasti di proprietà del Comune». Dopo questa proposta, «non è arrivata da parte della Città di Lugano o dal Cantone nessun’altra opzione da valutare». Senza contare che «in qualsiasi altro cantone della Svizzera, le realtà formativo-culturali come il MAT vengono sostenute economicamente e logisticamente sia a livello cantonale che comunale».
Da noi contattato, il municipale responsabile della Cultura, Roberto Badaracco, tiene a precisare che «anche la Città ha cercato degli spazi da mettere a disposizione, ma non è facile trovarne di così grandi per una realtà di 700 allievi. Al Maglio, ad esempio, avremmo concesso al MAT un diritto di superficie sostanzialmente gratuito oppure pro forma con un canone simbolico, ma non potevamo assumerci la realizzazione degli spazi. Il centro artistico è sempre stata una realtà importante per Lugano e per il Cantone e siamo contenti che abbia trovato una soluzione, ma non scordiamoci che è una realtà privata e commerciale non equiparabile ad un’associazione senza scopo di lucro».