Dalla base una lettera aperta per sostenere Fabrizio Sirica

Un fronte di quasi 100 esponenti e simpatizzanti socialisti – tramite una lettera aperta indirizzata alla direzione del partito e che il Corriere del Ticino ha potuto visionare – ha voluto metterci la faccia (o meglio, la firma) per sostenere il co-presidente del partito Fabrizio Sirica.
Dopo la grave infrazione al codice della strada, Sirica è infatti stato criticato da più parti. Dall’esterno come dall’interno. Il movimento giovani leghisti, ad esempio, senza troppi giri di parole ha chiesto le sue dimissioni. Ma le critiche nei suoi confronti, come detto, non si sono fermate agli attori politici esterni al partito. Anche ex-esponenti di spicco del PS, come Anna Biscossa e Igor Righini, si sono esposti pubblicamente, invitando il diretto interessato a valutare un passo indietro dalla co-presidenza. «È come se io commettessi un illecito come sindaco – ha ad esempio affermato Righini interpellato da la Regione – e, anziché dimettermi da sindaco, dicessi che non mi candido per il Consiglio federale…». «Da parte sua sarei stata contenta di vedere un coraggioso passo indietro dalla copresidenza del partito, tenuto conto anche della campagna per le elezioni cantonali», ha invece detto Biscossa.
E ora, dopo giorni di rimproveri, un fronte interno al partito ha deciso di scendere in campo a difesa di Sirica.
Il tutto, va detto, è nato da un’iniziativa di Lucio Negri, membro della sezione del Mendrisiotto, che negli scorsi giorni ha preparato una lettera all’indirizzo della direzione del PS. Lettera che inizialmente, come ci racconta lo stesso Negri, «è stata pensata con un gruppo ristretto di amici e membri del partito», ma che in poco tempo ha assunto una dimensione inaspettata: «Ci siamo detti che questa vicenda, dal profilo umano, è stata cavalcata oltremodo. E volevamo far sentire dalla base un sostegno a Fabrizio. E anche un senso di gratitudine per quello che ha fatto in questi anni per il partito, pur riconoscendo il suo sbaglio». Ma, appunto, «non mi attendevo questa rispondenza: inizialmente ho fatto girare la lettera tra i miei conoscenti. Ma poi hanno iniziato a chiamarmi anche persone che non conosco, le quali, concordando con quanto scritto, volevano sottoscrivere la lettera». E, quindi, «da 20 a 50, siamo passati a quasi cento firme». «Un bel segnale dalla base», aggiunge Negri, «dopo attacchi un po’ gratuiti» arrivati da alcuni esponenti del partito. E un segnale «che non vuole né accusare la direzione, né spaccare il partito, bensì chiedere alla direzione di lavorare per un partito compatto». Perché «Fabrizio ha sbagliato, sì, non doveva commettere quell’errore, ma non ha certo smesso di essere quella persona che in questi anni ha lavorato bene per il partito».
Trasparenza e credibilità
Venendo alla missiva vera e propria, ne riassumiamo qui i principali contenuti. Nella lettera si parla in primis di un errore «da considerarsi grave per il codice stradale». Ma si evidenzia pure che la scelta di Sirica di rendere pubblica la vicenda rappresenta «un gesto che, di fronte a politici con ben altre responsabilità istituzionali, è stato un esempio di come un politico dovrebbe comportarsi». E si sottolinea pure che la decisione di rinunciare a candidarsi al Governo «è solo l’ultimo di una serie di gesti e interventi che Fabrizio Sirica, in qualità di co presidente del PS, ha effettuato per il bene del partito». Tra questi vengono poi citate l’iniziativa del 10% sui premi di cassa malati approvata dal popolo, oppure il compromesso trovato sul salario minimo. Un «lavoro che ha riportato il PS ad avere un ruolo attivo nello scacchiere politico ticinese», con «sei anni di lavoro, di dedizione e militanza attiva che ha dato risultati evidenti e davanti agli occhi di tutte/i». Questo, si legge nella lettera, era il quadro che si presentava al 31 luglio: «Il ritratto di un co-presidente attivo, credibile, influente, capace e preparato». E poi è arrivata l’ormai famosa comunicazione di Sirica. Ma, si chiede Negri nella missiva: «Il fatto di essere trasparente su un fatto concernente la sua vita privata rende un politico meno credibile? Meno preparato? Meno competente?». Per questo motivo, ha scritto Negri, «mi faccio portavoce di quella base del Partito, ma anche di persone simpatizzanti, di persone di area e moltissimi cittadini comuni che riconoscono a Fabrizio le stesse competenze e le stesse qualità che lo hanno caratterizzato in questi anni e si sorprendono nel leggere timidi comunicati stampa da parte della direzione in sua difesa e uscite poco eleganti provenienti da esponenti del PS sulla stampa in cui si mette in dubbio l’opportunità che Fabrizio Sirica mantenga il suo posto come co presidente e deputato». Una lettera con cui esprime, dunque, «a nome anche dei co-firmatari, la mia e la nostra solidarietà e il nostro sostegno a Fabrizio Sirica, affinché si metta un punto a questa faccenda e si continuino a valorizzare le competenze, e a sostenere le compagne e i compagni, anche quando sbagliano».



