Dalla Giustizia.. alle AIL: ecco il futuro del comparto Sant'Anna

(Aggiornato il 14.05 alle 18:20) Ci sono novità per il comparto Sant’Anna in via Peri, di proprietà della banca EFG. Le Aziende industriali di Lugano (AIL) hanno firmato un diritto di compera per l’acquisizione di tre stabili con l’obiettivo di trasferire nel centro cittadino il proprio cuore amministrativo. Con questa operazione, AIL subentra dunque parzialmente nel diritto di compera sottoscritto nel dicembre 2024 da Lugano Next SA per cinque dei sei edifici che compongono il comparto. Tre di essi (quelli che passeranno ora nelle mani di AIL), erano stati offerti come sede per la Giustizia ticinese nell’ambito della «grida» indetta dal Cantone nell’autunno del 2024. Con il cambio del responsabile politico del Terzo potere dello Stato, la stessa era sostanzialmente stata cancellata e, come noto, il ministro Claudio Zali si è concentrato su Viganello e su Bioggio.
Tornando in centro a Lugano, il presidente della direzione di AIL, Angelo Bernasconi, spiega al Corriere del Ticino che il diritto di compera per i tre stabili è stato sottoscritto oggi (mercoledì, ndr) e andrà esercitato entro la fine del 2028. «La strategia elaborata dal Consiglio di amministrazione – prosegue – prevede di portare la parte amministrativa in centro città in modo da rafforzare la propria presenza nel centro urbano ed essere più vicini a clienti e ai portatori di interesse». Insomma, questo trasloco, parziale, aiuta a rafforzare le relazioni strategiche con gli interlocutori delle AIL, favorendo lo sviluppo di sinergie con il tessuto economico e sociale cittadino». Questo trasferimento avverrà nell’arco di 4-5 anni e interesserà circa 200 collaboratori, su un totale di oltre 460. «Gli stabili in centro andranno adattati alle nostre esigente e non dimentichiamo che nel comparto Sant’Anna è previsto l’arrivo del tram-treno», dice Bernasconi. «I lavori andranno allineati con quelli della nuova rete ferroviaria». Il progetto sarà dunque sviluppato in più tappe, «così da garantire una gestione graduale e una transizione sostenibile». In una prima fase prenderanno avvio gli interventi di rinnovo e ammodernamento degli stabili. Il trasferimento delle attività avverrà quindi al termine di questi interventi e dopo la conclusione dei cantieri nei legati alla Rete tram-treno del Luganese.
A Muzzano (dove si è arrivati al limite della capacità) rimarrà invece la sede operativa. Parallelamente, prosegue Bernasconi, «questi spazi verranno progressivamente ripensati al fine di valutare una loro possibile messa a disposizione per altre attività interessate a insediarsi nell’area».
Per quanto riguarda gli altri due stabili per i quali Lugano Next SA aveva sottoscritto il diritto di compera, la sua società partecipata Pro Next SA, società che fa capo al Comune di Lugano attiva nel settore immobiliare, ha esercitato il relativo diritto di compera. «L’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo della Città volta a consolidare Lugano quale polo di riferimento per attività economiche ad alto valore aggiunto, con particolare attenzione ai settori dell’innovazione digitale», viene spiegato in una nota stampa. «L’obiettivo è creare nel cuore della città nuovi spazi moderni e funzionali destinati ad aziende innovative e startup tecnologiche già presenti sul territorio o interessate a insediarsi a Lugano. Si intende così favorire lo sviluppo di un polo urbano dinamico, capace di generare nuove opportunità economiche e sinergie tra imprese, servizi e territorio». Il futuro arrivo della Rete tram-treno del Luganese – viene sottolineato – «contribuirà ulteriormente all’attrattività dell’area, favorendo collegamenti ancora più efficienti con la rete di trasporto pubblico regionale e nazionale». A seguito dell’acquisto, gli immobili saranno oggetto di interventi di rinnovo e adeguamento. Anche in questo caso, la pianificazione dei lavori sarà coordinata, per quanto possibile, con i cantieri della Rete Tram-Treno del Luganese. La messa a disposizione degli spazi è prevista indicativamente entro un orizzonte di quattro-cinque anni.
«Operazione anomala»
Chi non ha cambiato idea e posizione rispetto a un anno e mezzo fa, quando l’allora AIL Servizi SA (vedi box a lato) stava valutando l’acquisto di uno o più stabili della EFG in via Peri per poi affittare gli spazi al Cantone e inserirvi le autorità giudiziarie, è il gruppo Artisa. O meglio, Stefano Artioli, proprietario di uno dei sei blocchi del comparto Sant’Anna. Critiche erano giunte allora e critiche – neanche tanto velate (il gruppo sta valutando se prendere posizione in modo compiuto all’inizio della prossima settimana con un comunicato stampa) – sono puntualmente giunte adesso. Contattato dal Corriere del Ticino, Artioli considera la mossa delle AIL «l’ennesima operazione immobiliare anomala condotta tramite società riconducibili alla mano pubblica, con risorse e garanzie che in ultima analisi chiamano in causa i cittadini. Crediamo che le società comunali debbano occuparsi dei propri compiti essenziali, non trasformarsi in operatori immobiliari. Chi investe privatamente a Lugano paga ogni anno milioni di franchi di imposte, assume rischi e crea valore per il territorio. È legittimo chiedere che anche chi agisce tramite strutture pubbliche rispetti le stesse regole e la stessa trasparenza». Poi, l’affondo finale. «Ribadisco con fermezza che non accettiamo operazioni opache, né scorciatoie politiche o operazioni immobiliari mascherate da interesse pubblico».



