La contestazione

Dentro lo stadio Lugano-Maccabi Tel Aviv, fuori il corteo di protesta

Circa 200 persone si sono date appuntamento davanti allo CSIA – Ingente il dispositivo di Polizia, che ha bloccato prima via Ciani poi via Trevano – Alle 21.45 la manifestazione si è sciolta
Red. Online
20.08.2026 19:56

Il pallone non è al centro della scena all'esterno della AIL Arena – dove dalle 20.30 è in corso la sfida tra FC Lugano e Maccabi Tel Aviv, gara d’andata dei playoff di Conference League – e nella zona circostante. L’attenzione è rivolta soprattutto a ciò che potrebbe accadere fuori dallo stadio. Alle 19.30 circa 200 persone si sono date appuntamento davanti allo CSIA di Lugano per una contestazione «netta, visibile e determinata» contro la presenza del Maccabi Tel Aviv in città. Il gruppo contesta, tra le altre cose, i legami denunciati fra il club, parte della sua tifoseria e l’esercito israeliano. Il corteo – munito di ombrelli, striscioni e bandiere palestinesi – è partito attorno alle 19.45 su via Ciani in direzione dello stadio.

Ma la Polizia ha sbarrato la strada, per non consentire ai manifestanti di raggiungere l'AIL Arena. C'era chi sventolava un cartellino rosso («Show Israel the Red Card» è lo slogan della manifestazione, non autorizzata), chi urlava «free free Palestine» e «from the river to the sea Palesine will be free».

Via Ciani.
Via Ciani.

Alle 20.15 il corteo ha fatto retromarcia e ha imboccato via Brentani, per poi spostarsi in via Trevano. Arrivati all'altezza dello Skate Park, i manifestanti hanno trovato tre camionette della Polizia, con gli agenti in tenuta antisommossa.

Bloccato anche il traffico, con alcune auto che hanno dovuto fare dietrofront.

Via Brentani.
Via Brentani.

In via Trevano sono spuntate, sulla stessa asta, la bandiera della Palestina e quella dell'FC Lugano. Attorno alle 21.00 sono stati esplosi alcuni petardi.

Lì, a pochi passi da quel che resta del vecchio Cornaredo, i manifestanti si sono avvicinati allo sbarramento di polizia e hanno fatto esplodere diversi petardi, ma non v’è mai stato alcun contatto (anche se, in direzione degli uomini in assetto anti sommossa, sono state lanciate alcune bottiglie di vetro). Forze dell’ordine che, in una sola occasione, hanno avvisato i manifestanti più attivi a non avvicinarsi ulteriormente. Pena, l’eventuale utilizzo di proiettili di gomma.

Dopo mezz’ora di cori – anche nei confronti della polizia – e proteste davanti al «blocco», i manifestanti si sono voltati e sono rientrati all’incrocio tra via Brentani e via Ciani, sempre occupando la carreggiata. Poco dopo le 21.30, nel punto dove era partito, il corteo, già ridotto in termini di partecipanti, si è definitivamente sciolto con l’invito «a prendersi cura gli uni degli altri».

Attenzione alta

L'attenzione, come detto, si è concentrata fuori dallo stadio. L’arrivo della formazione israeliana – ne sono consapevoli anche le autorità – rischiava infatti di riaccendere le tensioni legate alla lunga stagione di manifestazioni pro-Palestina andata in scena a Lugano negli ultimi mesi. Sullo sfondo c’è il conflitto nella Striscia di Gaza – «Stop al genocidio, solidarietà con la Palestina» sono tra gli slogan della manifestazione –, ma anche il precedente della partita disputata ad Amsterdam nel novembre 2024 tra Ajax e Maccabi Tel Aviv, durante la quale si verificarono violenze e provocazioni da entrambe le parti. In quell’occasione furono segnalati attacchi contro tifosi israeliani e comportamenti problematici da parte di una parte degli ultras del club israeliano.

La politica

L’MpS ha chiesto al Consiglio di Stato quali misure siano previste per prevenire disordini, razzismo, antisemitismo e violenze. Il PS di Lugano ha difeso il diritto di manifestare pacificamente, chiedendo però di prevenire ogni comportamento violento o discriminatorio. I Verdi del Ticino hanno invece invitato a disertare la partita, ritenendo rischiosa una protesta vicino allo stadio. La Curva Nord ha chiesto che l’AIL Arena resti uno spazio dedicato al Lugano, senza simboli o slogan politici estranei al club.

Intervistata da Ticinonews, Tessa Prati, co-presidente della sezione luganese del PS, ha detto che la Svizzera dovrebbe contribuire a una visione di pace e al riconoscimento dei diritti palestinesi, denunciando «gravissime violazioni del diritto internazionale» da parte del Governo israeliano. Secondo Prati, la presenza del Maccabi può avere conseguenze «sulla nostra società, sull’immagine della nostra società e anche sulla sicurezza».

Il dispositivo di sicurezza

All’interno della AIL Arena la sicurezza è di competenza dell’FC Lugano; all’esterno intervengono Polizia cantonale e Polizia comunale. Le autorità hanno predisposto un dispositivo basato sulla valutazione dei rischi e aggiornabile in base all’evoluzione della situazione.

Il club aveva fatto sapere di attendersi pochi tifosi israeliani, pur considerando la partita potenzialmente a rischio. Particolare attenzione è stata rivolta alla viabilità attorno allo stadio, soprattutto per il blocco di via Trevano, importante per i collegamenti con pompieri e Croce Verde.

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