Docente arrestato a Giubiasco, le rassicurazioni di Carobbio

«Ci tengo a esprimere la mia vicinanza, quella del Dipartimento e quella del Governo alle vittime, alle loro famiglie e alla scuola tutta». Il riferimento di Marina Carobbio Guscetti è al caso dell’arresto del docente di scuola media avvenuto nelle scorse settimane nella sede di Giubiasco per «presunti abusi legati alla sfera intima di alcune minorenni». Nel rispondere questa sera in Parlamento a due interpellanze presentate da Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più donne), la direttrice del DECS ha illustrato quanto si sta facendo nell’ambito della prevenzione dagli abusi e ha sottolineato l’importanza di fornire strumenti adeguati ai bambini e ai ragazzi per riconoscere le situazioni di rischio. La scuola, ha spiegato ancora Carobbio, è lo spazio centrale di questo percorso di sviluppo della cultura del consenso e del rispetto, per una società sicura e giusta. Ma tutto questo si può ottenere solo con una responsabilità condivisa con famiglie, docenti e adulti di riferimento nell’identificare e segnalare situazioni sospette. Ecco perché, oltre alle misure messe in campo e che andranno rafforzate (come le procedure di segnalazione), verrà resa obbligatoria una formazione specifica per il corpo insegnante atta proprio a sensibilizzare sul tema e rafforzare le procedure di segnalazioni di eventuali abusi. La novità partirà già a maggio.
Quattro procedimenti in corso
Carobbio ha in seguito elencato il numero di segnalazioni fatte da giugno 2023 a marzo 2026, ovvero dopo l’introduzione di un protocollo di denuncia di comportamenti scorretti attivato in seguito al caso di Lugano (l’arresto del direttore di una scuola media della regione che ha ammesso di aver avuto una relazione con una sua allieva).
Ebbene, i casi segnalati e su cui si è intervenuti sono stati 28 e hanno portato a 12 richiami, 5 ammonimenti, 4 procedimenti in corso, 2 dimissioni, 2 multe. Tre, invece, i casi risolti senza richiamo. Si è trattato, ha spiegato, di comportamenti inappropriati, minacce, umiliazioni, discriminazioni, linguaggio inadeguato, comportamenti irrispettosi o irresponsabili avvenuti nelle scuole cantonali.
Per quanto riguarda il caso del docente di Giubiasco, la direttrice del DECS - tenendo conto che l’inchiesta è ancora in corso - ha spiegato che «subito dopo la comunicazione ufficiale, è stato attivato un dispositivo interno di accompagnamento rivolto a tutti gli allievi della sede, studenti che hanno anche avuto la possibilità di partecipare a dei momenti strutturati di confronto e di ascolto con docenti di classe e di sostegno pedagogico».
Dispositivo che «è stato programmato anche al rientro delle vacanze scolastiche di Pasqua, con l’obiettivo di sostenere la ripresa delle attività didattiche e garantire continuità agli spazi di parola già attivati», ha sottolineato ancora Carobbio.


