Giubiasco

Docente arrestato, dubbi al rientro

Domani un momento con gli allievi per «ascolto e dialogo» sul caso che ha scosso la scuola - Interrogazione presentata da Piccaluga (Lega) sul 37.enne: «Era privo di abilitazione all’insegnamento?»
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Bellinzona
12.04.2026 19:00

Sarà un giorno particolarmente delicato, quello di domani, per le scuole Medie di Giubiasco. Al rientro dalle vacanze pasquali, l’istituto affronta nuovamente con gli studenti un discorso iniziato giovedì 2 aprile: l’arresto di un docente accusato di atti sessuali con fanciulli. Come già riferito sabato, il Dipartimento dell’educazione, cultura e sport (DECS) ha avviato un percorso di accompagnamento per allievi e docenti, fornendo «spazi di ascolto e dialogo». Dopo il momento di incontro che avverrà domani, il sostegno a docenti e allievi, ha assicurato il DECS, «sarà garantito per tutto il tempo necessario», con «piena disponibilità ad attivare ulteriori interventi» in caso di necessità.

Un nuovo atto parlamentare

Multiple testimonianze arrivate in questi giorni in redazione, nel frattempo, affermano che il docente sospeso non sarebbe stato in possesso - il condizionale è d’obbligo - di un’abilitazione all’insegnamento, ma abbia operato tramite incarichi limitati, rinnovati di anno in anno per il lungo periodo da lui passato nell’istituto bellinzonese. Una condizione, va peraltro sottolineato, che accomuna un numero non indifferente di insegnanti attivi oggi nelle scuole Medie del Cantone. Da noi raggiunto, il DECS ha declinato l’invito a rispondere a domande sul tema, sottolineando l’impossibilità di entrare nel merito del caso specifico a procedure in corso. Un’interrogazione presentata dalla Lega (primo firmatario Daniele Piccaluga) ha tuttavia chiesto lumi sullo status del docente prima dell’arresto. Domandando al Consiglio di Stato il numero esatto di docenti attualmente attivi senza abilitazione, il testo definisce «inaccettabile» che tale situazione si protragga per anni, «tanto più quando emergono fatti di una gravità inaudita». L’interrogazione va oltre, chiedendo se «esiste una relazione tra la precarietà» dello statuto del 37.enne «e un eventuale minor livello di controllo o supervisione», e se il DECS possa «escludere che vi siano altri casi analoghi». Domande puntuali anche sulla necessità di rafforzare i controlli, limitare il ricorso a personale non abilitato e garantire una «tutela effettiva» degli allievi: il protocollo «ha funzionato oppure interviene solo quando il danno è già avvenuto?».

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