«Siamo pronti a dare ascolto e dialogo»

È passata più di una settimana, ormai, dalla notizia dell’arresto di un docente delle scuole Medie di Giubiasco, accusato di atti sessuali con fanciulli ai danni di almeno due allieve. L’annuncio è arrivato poche ore prima della chiusura degli istituti ticinesi per le vacanze pasquali: circostanza, questa, che ha reso ancora più delicata una situazione, ovviamente, già di per sé complessa. Trascorse le ferie, lunedì il tema sarà dunque nuovamente affrontato con i giovani. Già nel pomeriggio di quel giovedì, ricorda la caposezione dell’insegnamento medio Tiziana Zaninelli, da noi contattata, «dopo l’informazione al plenum dei docenti, alle allieve e agli allievi è stata offerta la possibilità di un momento di confronto e di ascolto con i docenti di classe, i docenti di sostegno e le capogruppo del sostegno», i quali «dispongono di una formazione in ambito psicologico e sono specializzati nel lavoro negli istituti scolastici, sia a livello individuale sia con le classi». Ad allieve e allievi, insomma, è stato garantito uno spazio «di ascolto, sostegno e dialogo in un momento difficile». Al rientro, dunque, il discorso riprenderà da dove si era lasciato. «Un momento analogo sarà previsto lunedì mattina, con l’obiettivo di accompagnare la ripresa delle attività scolastiche, offrendo spazi di parola e di ascolto adeguati e senza nascondere le difficoltà che la sede sta affrontando», garantisce Zaninelli.
Sostegno prolungato
Aperto a tutti, il sostegno di docenti e direzione, va da sé, è rivolto in particolare a chi era allievo del 37.enne finito in manette lo scorso 17 marzo. Il corpo docente, ci viene spiegato, resterà a disposizione «per accogliere eventuali domande o bisogni che dovessero emergere, nel rispetto delle informazioni attualmente disponibili, già comunicate attraverso il comunicato stampa della Magistratura». Un quadro completato dall’accompagnamento, per i docenti stessi, del servizio di sostegno pedagogico, svolto con la consulenza del SeAM: servizio del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) per sospetti di abuso sessuale o maltrattamento su minori. «La situazione», afferma Zaninelli, «è seguita con grande attenzione e vi è piena disponibilità ad attivare ulteriori interventi qualora se ne ravvisi la necessità o vengano sollecitati da chi ne ha bisogno». Un sostegno, assicura il DECS, «garantito per tutto il tempo necessario».
Intanto, si pensa a come rafforzare il servizio psicologico. All’interno della scuola sono già presenti figure con formazione specifica, ma a livello più generale il DECS sta valutando «una collaborazione con enti esterni, specializzati in questo ambito», ci spiega la caposezione dell’insegnamento medio. «Come in ogni situazione di crisi, è fondamentale garantire una presenza di adulti di riferimento in grado di accogliere emozioni come rabbia, tristezza e smarrimento, che necessitano di tempo per essere elaborate. L’esperienza mostra che il protocollo seguito per eventi critici nella scuola offre la necessaria flessibilità e adeguati spazi di ascolto e di parola». Di qui l’invito agli allievi che ne sentono il bisogno a rivolgersi alle figure di riferimento presenti: «Sono preparate e disponibili ad accoglierli e accompagnarli».
Migliorare la sensibilizzazione
Ma c’è chi si chiede se le scuole ticinesi non abbiano bisogno di una formazione obbligatoria - per allievi e docenti - che dia gli strumenti necessari per riconoscere, prima che sia tardi, comportamenti manipolari e predatori. Un tema, questo, portato avanti da Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più Donne) con un’interpellanza al Consiglio di Stato (cfr. CdT del 9 aprile). Come affronta il DECS la tematica? «Stiamo rafforzando la formazione», sia quella di base, sia quella continua. «Negli ultimi tre anni l’attenzione al tema della promozione del rispetto e della prevenzione è cresciuta costantemente e si intende proseguirne il potenziamento». Il DECS, ammette, è «consapevole che ci siano ancora margini di sviluppo», ma per colmarli «è necessario disporre di mezzi, anche finanziari, adeguati». Zaninelli fa un esempio dei potenziamenti in corso d’opera. «A maggio prenderà avvio la formazione della Commissione per l’educazione affettiva e sessuale nella scuola». Rivolto a tutti i docenti, «il percorso comprende momenti di sensibilizzazione dedicati all’educazione affettiva e sessuale», pensati per accompagnare le scuole nella creazione di «spazi di ascolto, accoglienza e dialogo». Un modo per offrire a bambini e ragazzi «strumenti concreti per conoscersi, rispettarsi e vivere relazioni sane». Ma il tema, afferma Zaninelli, sarà ulteriormente approfondito nella risposta alla citata interpellanza.






