La proposta

Dopo vent'anni si conclude l'era dello «Sveglione» di Tenero

Ecco tutte le foto e i video dell'ultimo appuntamento dell'iniziativa goliardica per salutare il nuovo anno sfidando le acque gelide del Lago Maggiore
D'ora in poi, sarà molto più ridotta e soltanto in forma privata, garantisce l'organizzatore, Ivan Bertoncini © Agnieszka Di Girolamo
Jona Mantovan
Red. LocarnoeJona Mantovan
01.01.2026 19:10

Compie vent’anni l’iniziativa goliardica dello «Sveglione», partita per caso per brindare a Capodanno in modo diverso. «È l’ultima, d’ora in poi sarà solo in forma privata», dice il promotore Ivan Bertoncini al Corriere del Ticino. Una quarantina di temerari ha sfidato il gelido Verbano (acqua e aria a 6 gradi) nel primo giorno dell'anno alla spiaggia di Tenero. Attorno alle 12 si sono svolte le prime immersioni. L’evento, con l’adesione di un centinaio di persone, è proseguito nel pomeriggio.

Ivan Bertoncini racconta come tutto sia cominciato in maniera spontanea: «All’inizio eravamo solo io e un paio di amici. Poi, anno dopo anno, il gruppo è cresciuto: prima tre o quattro persone, poi sempre di più, fino a diventare una vera e propria manifestazione». Oggi, infatti, lo “Sveglione” raduna circa cinquanta partecipanti pronti a sfidare il gelo e a salutare il nuovo anno con energia e coraggio. In due decenni di storia, il tuffo di Capodanno ha regalato momenti indimenticabili. «Abbiamo trovato un po’ di neve, ma mai pioggia», ricorda Bertoncini. Non sono mancati gli ostacoli: «Due anni siamo stati bloccati e non abbiamo potuto organizzare tutto come volevamo, a causa della pandemia». Il bilancio finale è più che positivo: «Nessuno è mai annegato, tutti sono sempre usciti dall’acqua felici e in salute».

L’ultima edizione pubblica

Quella del 2026 è una data storica per lo “Sveglione”: segna la 20. edizione e, soprattutto, l’ultima organizzata in forma pubblica. «Ogni vent’anni bisognerebbe cambiare un po’ la propria vita», spiega Bertoncini. «Dopo questa edizione non organizzerò più l’evento in modo ufficiale. Tornerò alle origini, quando eravamo solo due, tre, al massimo dieci amici. Sarà qualcosa di più privato, magari anche in un altro luogo». Nonostante la chiusura della manifestazione pubblica, lo spirito dello “Sveglione” non si spegnerà. «Il primo dell’anno continuerò a fare il bagno, forse da qualche altra parte, non sempre al lago magari», confida Bertoncini. Un segnale che questa tradizione, pur cambiando forma, resterà nel cuore di chi l’ha vissuta. Più che un semplice tuffo, lo “Sveglione” è un gesto simbolico: affrontare il freddo, superare i propri limiti e iniziare l’anno con una scarica di adrenalina. Per molti, è un modo per dire addio al passato e accogliere il futuro con coraggio.

E così — il primo giorno dell’anno, mentre molti si godono il tepore delle coperte dopo i festeggiamenti — sulle rive del Lago Maggiore a Tenero si consuma un rito che sfida il freddo e celebra la vita: lo “Sveglione” di Capodanno. Un tuffo nelle acque gelide del lago, che quest’anno si aggirano attorno ai sei gradi, è il cuore di una manifestazione che da vent’anni richiama decine di temerari e curiosi.