Castagnola

Droga e degrado, parla il Municipio: «Opportuno approfondire altre possibilità di collocamento»

Nel rispondere a un'interrogazione dell'UDC, l'Esecutivo di Lugano conferma di essere al corrente, insieme alla Polizia comunale, delle problematiche segnalate nel quartiere
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Lugano
24.07.2026 16:20

Janine Bianchetti, presidente della Commissione di quartiere di Cassarate-Castagnola (e Ruvigliana) non aveva usato mezzi termini, dalle colonne del Corriere del Ticino scorso, per descrivere una situazione diventata a suo dire ormai quasi ingestibile a causa della presenza di persone con fragilità e tossicodipendenze alloggiate in un hotel e in alcune stanze del paese. «Da qualche anno - spiega Bianchetti - queste persone chiedono soldi, domandano di telefonare, cercano di aprire le auto». Ma non è tutto. La presidente della Commissione di quartiere aveva parlato anche di episodi di spaccio, consumo a cielo aperto e risse.

Sul tema era stata presentata anche un’interrogazione di Stefano Gambazzi (UDC), alla quale il Municipio di Lugano ha recentemente risposto affermando di essere a conoscenza delle problematiche, al pari della Polizia comunale. Polizia che, si legge nella risposta, «ha coinvolto i servizi sociali» e che mantiene «una presenza dissuasiva con controlli intensificati e mirati». Recentemente è stato anche eseguito un approfondito controllo della struttura e incontrato il gerente. Quest’ultimo «è stato ulteriormente sensibilizzato sulla necessità di monitorare in modo accurato la situazione».

Il Municipio, in collaborazione con la Polizia comunale e la Divisione socialità, «continua ad adoperarsi allo scopo di tenere sotto controllo la situazione ed evitare episodi incresciosi». È inoltre opportuno – rileva l’Esecutivo luganese nella sua risposta – approfondire «con tutti gli enti coinvolti altre possibilità di collocamento».

Collocamenti provvisori

Per quanto riguarda l’hotel in questione, lo ricordiamo, è presente un unico caso seguito da una curatrice dellaCittà, mentre né l’Ufficio intervento sociale, né l’Ufficio del sostegno sociale di Bellinzona utilizzano l’hotel per collocamenti provvisori.

Eventuali altre presenze di ospiti, aveva indicato il Municipio rispondendo a una lettera della Commissione di quartiere, «sono riconducibili a iniziative puntuali di curatori della Città di Lugano, limitate a singole situazioni specifiche».

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