Ticino

Ecco i «gettoni» dei CdA cantonali, ben lontani dalle cifre delle AIL

Le remunerazioni dei vertici di EOC, AET, BancaStato, IPCT e ACR sono abbastanza facilmente reperibili su documenti ufficiali – Si va da una media di meno di 20 mila franchi all’anno a poco più di 40 mila – Si distingue l’istituto bancario che arriva a circa 100 mila franchi
© CdT / Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
02.10.2026 06:00

Lo spinoso tema delle retribuzioni nei CdA di società partecipate sta infiammando la politica luganese. E questo, in particolare, alla luce dei «generosi» emolumenti concessi ai membri del CdA delle AIL che, come riferito negli scorsi giorni, ammontano (per i soli primi sei mesi dell’anno) tra gli 80 e i 90 mila franchi per il presidente, tra 70 e 80 per il vice e tra 20 e 45 per gli altri membri. Ma non solo. A far discutere, in questo caso, è stata anche la mancanza di trasparenza attorno a queste cifre «segrete». Trasparenza che però, come abbiamo potuto verificare, è ben più presente per quanto concerne gli Enti partecipati del Cantone. Delle cinque società prese in considerazione (EOC, BancaStato, AET, IPCT e ACR), in tutti i casi – seppur con un piccolo sforzo di ricerca – ci è stato possibile reperire informazioni pubbliche riguardanti la remunerazione dei membri del CdA. Ricerca da cui è pure emerso che, perlomeno nel confronto con le realtà cantonali, AIL appare effettivamente fuori scala.

Molta più trasparenza

Partiamo, ad esempio, dall’Ente ospedaliero, che nel suo rapporto annuale dedica un intero capitolo ai «costi complessivi di funzionamento del CdA EOC». Capitolo in cui viene innanzitutto ricordato che è competenza del Governo decidere la remunerazione dei membri. E capitolo in cui viene spiegato che «al presidente del CdA è riconosciuta una remunerazione di CHF 24.000 annui, mentre ai membri di CHF 14.400, a cui si aggiungono le indennità di seduta di CHF 400 e le spese di trasferta rimborsate nella misura di CHF 0.60 al km o del prezzo del biglietto ferroviario di 1.a classe per le spese di viaggio fuori Cantone». Nel rapporto viene pure rilevato che «l’ammontare di queste remunerazioni e indennità è invariato perlomeno dal 2012». Venendo alle cifre complessive viene infine spiegato che le retribuzioni complessive per il 2025, «comprensive anche delle remunerazioni (…) non direttamente legate al funzionamento dell’organo aziendale, risultano di CHF 171.162». Dunque, facendo i calcoli della serva (tenendo conto che il CdA conta sette membri, ma il consigliere di Stato non percepisce alcun compenso e un membro, Eolo Alberti, è oggi sospeso), parliamo di una media aritmetica di circa 34 mila franchi a testa.

Altrettanto trasparente, poi, è BancaStato. Nel rapporto annuale dell’istituto viene spiegato che le remunerazioni «sono stabilite in base a una risoluzione del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2016, entrata in vigore a partire dal 1. gennaio 2017» e che «la retribuzione totale 2025 comprensiva dell’indennità di base annua, delle indennità di seduta, dei rimborsi spese e di trasferta accordata al Consiglio di amministrazione ammonta a CHF 602.716». Ossia, in media, circa 100 mila franchi a testa. Si badi bene, si tratta, appunto, di una media: alcuni potrebbero percepire cifre ben inferiori, altri ben superiori. D’altronde, nello stesso rapporto viene specificato che «la retribuzione maggiore ammonta a CHF 146.402». Cifre, queste, raddoppiate rispetto a qualche anno fa. Spulciando tra gli atti parlamentari, ne emerge infatti uno risalente al 2011 nel quale il Governo – rispondendo alle domande del deputato Giancarlo Seitz (Lega) – spiegava che «nel 2010, ai membri del Consiglio di amministrazione è stata versata una remunerazione complessiva (…) di 311.684 franchi (…), mentre la remunerazione più alta (…) è stata pari a 68.528 franchi». Si tratta – nettamente – delle cifre più alte tra le cinque società prese in considerazione. Ma che, essendo quelle di AIL riferite unicamente ai primi sei mesi dell’anno, si può stimare non raggiungono comunque quelle della società luganese. Senza dimenticare che, in questo caso, parliamo di un istituto bancario con una cifra di bilancio di quasi 20 miliardi di franchi.

Veniamo ora all’Istituto di previdenza del Canton Ticino (IPCT, la cassa pensioni dello Stato). Che prevede remunerazioni ben più basse per i membri del suo CdA. Da una recente risposta del Governo (datata 15 gennaio 2025) a un’interrogazione del deputato Alain Bühler (UDC) emerge infatti che «al presidente del Consiglio di amministrazione è riconosciuta una remunerazione di 19.200 franchi annui, mentre ai membri di 14.400 franchi annui, a cui si aggiungono le indennità di seduta». E viene pure precisato che il CdA «si riunisce in seduta ordinaria mediamente una decina di volte all’anno».

A rendere pubbliche le proprie cifre, poi, è anche l’Azienda elettrica ticinese (AET). Nella «Relazione sulla gestione» pubblicata sul sito della società, a pagina 44 e al capitolo «Costi del personale», viene brevemente specificato che per i sette membri del CdA la retribuzione complessiva (al lordo delle deduzioni di legge) nel 2025 ammontava a 300 mila franchi. Ossia, facendo nuovamente una semplice media, circa 42.800 franchi a testa.

Infine, anche l’Azienda cantonale dei rifiuti (ACR), nel suo «Rapporto di Sostenibilità Integrato 2025», alla voce «Spese per il personale - Onorari ed indennità», riferisce il costo complessivo del CdA, pari a 91.200 franchi per il 2025, ossia circa 18.240 franchi a testa.

Correlati