Lugano

Edifici alti ed ex deposito ARL: le basi della nuova Viganello

Il Municipio ha approvato la variante di Piano regolatore per il comparto La Santa – Ci sono importanti novità sull’ex deposito: il terreno verrà ceduto alle Autolinee, che si occuperanno del restauro dell’edificio e dei contenuti pubblici
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
08.05.2026 19:18

Il Municipio di Lugano ha gettato le basi per il nuovo «centro» del quartiere di Viganello. Un quartiere che avrà come cuore pulsante il comparto di via La Santa, che il Piano direttore comunale (PDCom) qualifica come «centro civico» della Costellazione Piana, le cui attività commerciali disposte ai piani terreni, così come alcuni bar e ristoranti, rappresentano «un ruolo di centralità ancora inespresso». L’Esecutivo ha quindi approvato la variante di Piano regolatore che ha come obiettivi sia mettere ordine in una base pianificatoria vetusta e disordinata, sia rafforzare questa centralità incentivando lo sviluppo del comparto di via La Santa, confermando il divieto di contenuti residenziali al piano terreno e proponendo delle regole per la gestione delle superfici private tra la strada e gli edifici.

Sviluppo centripeto

Il primo grosso cambiamento, ne avevamo riferito nel dicembre del 2024, è l’abbandono del concetto di «boulevard» su cui si basa la pianificazione attuale (che prevede, in sintesi, filari di alberi e una serie di edifici di sette piani contigui, con le medesime distanze da strada e marciapiede). In trent’anni non è mai stato concretizzato (anche perché si trattava di demolire e ricostruire praticamente tutto l’esistente), dunque si è deciso di cambiare marcia e optare per il concetto di «sequenza di spazi urbani». In altre parole, riconoscere l’esistente e dare la possibilità di migliorarlo puntualmente. Ad esempio, la variante pianificatoria regolarizza la casa alta su via La Santa, «fuorilegge» ai sensi della pianificazione attuale. Particolare attenzione è riservata allo sviluppo centripeto: lo stesso PDCom si confronta con la possibilità di realizzare nuovi edifici alti delineando una logica di inserimento territoriale: se utili a perseguire un obiettivo di sviluppo centripeto di qualità, gli edifici alti potranno collocarsi nei luoghi centrali, dove si trova la migliore offerta del trasporto pubblico. Il Centro civico di via La Santa, ad eccezione della parte a diretto contatto con il fiume, «rientra quindi tra le aree in cui la presenza di edifici alti può essere presa in considerazione», rileva il Municipio. La variante di PR, oltre a regolarizzare la casa alta, propone di superare puntualmente l’altezza di riferimento R7 in due angoli lungo la via (agli incroci con via Taddei e via agli Orti). «Benché le altezze massime non dovrebbero superare i 28,50 metri (rispetto ai 40-60 metri che definiscono gli edifici alti), questa misura trova giustificazione in questo concetto e soprattutto nella conseguente realizzazione di spazi liberi, qualitativi e pubblicamente fruibili al suolo».

Un solo proprietario

La variante pianificatoria approvata dal Municipio sottopone al Consiglio comunale anche il «riordino» del comparto dell’ex deposito ARL, composto dall’ex deposito (fondo 29, di proprietà delle ARL) e dall’ex sotto-centrale (fondo 30, situata all’incrocio tra via La Santa e via agli Orti e di proprietà della Città). Come avevamo riferito lo scorso 11 agosto, Municipio e Autolinee regionali avevano trovato l’accordo su uno scambio di terreni che avrebbe consentito alla Città di entrare in possesso della storica rimessa. Ebbene, alla luce della «delicata situazione a livello di piano finanziario» – l’ente pubblico avrebbe dovuto assumersi l’onere della ristrutturazione dell’ex deposito e della realizzazione e manutenzione della futura piazza (ci sarebbe voluto almeno un decennio) – e considerato che al momento «non sono stati identificati contenuti pubblici per la rimessa», il Municipio ha deciso di abbandonare questa via e di scegliere il «Piano B». Ossia cedere gratuitamente il mappale 30 – il cui valore di mercato è stato stimato in 2 milioni di franchi – alle ARL, le quali possono quindi costruire in base alle nuove capacità edificatorie. In cambio, le Autolinee regionali – unico proprietario del comparto – si assumeranno i costi e le procedure relative alla demolizione di tutti gli edifici in contrasto con la tutela del deposito, alla ristrutturazione di quest’ultimo nel rispetto del vincolo della tutela (costi che in funzione del progetto possono variare indicativamente dagli 1,5 ai 4,5 milioni di franchi), alla realizzazione e al mantenimento della futura piazza a carattere pubblico e dei percorsi pedonali correlati.

In questo articolo:
Correlati
Ex deposito ARL: c'è l'accordo
Lo scambio di terreni che coinvolge le Autolinee regionali e la Città andrà in porto – Intanto si lavora sulla variante di Piano regolatore: andrà trovato un equilibrio tra le varie esigenze
Lugano vuole la tutela del deposito ARL
L'intenzione è formalizzata nella variante di Piano regolatore che riguarda tutta via la Santa - Lo stabile diverrà pubblico, il piazzale una piazza aperta e nei pressi potrà sorgere un nuovo edificio alto 33 metri