Bellinzona

Fortezza, il Cantone promette 8 milioni mentre il referendum avanza: «È quasi fatta»

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio per lo stanziamento del credito a favore della valorizzazione - Avanza, per contro, la raccolta firme del Noce: «Ne mancano un centinaio: portiamo avanti tematiche concrete e sentite»
©Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
24.04.2026 18:45

«Sì, la Fortezza val bene quei milioni». Avevamo titolato così a pochi giorni dallo scontato via libera, in Consiglio comunale, al progetto di valorizzazione del sito patrimonio UNESCO. Un progetto, appunto, milionario, che il Consiglio di Stato ha deciso di sostenere con l’approvazione del messaggio per lo stanziamento di 8 dei quasi 19 milioni necessari per la realizzazione della cosiddetta «Fase 1A» dei lavori. Facendo sua l’espressione già utilizzata in fase di presentazione del progetto dal Municipio - «fil rouge» - il Consiglio di Stato ha sostenuto la necessità di trattare i singoli elementi del sistema difensivo bellinonese - i tre castelli, murata, cinta muraria - come, appunto, parte di un «unico, imponente complesso fortificato». Fra gli obiettivi principali del progetto, dunque, la connessione di questi elementi attraverso una più chiara definizione degli spazi e una ripensata fruibilità che si traduca in itinerario guidato, un flusso «unitario e organico tra interni ed esterni» che metta in risalto i diversi aspetti dell’articolata storia del sito». Fil rouge, dicevamo.

Di che lavori si parla

In quest’ottica, la Fase 1A comprenderà l’allestimento di un percorso guidato con installazioni digitali (colonne o «personaggi parlanti»), cannocchiali e punti di osservazione. Il tutto sarà affiancato da un’applicazione multimediale sviluppata in collaborazione con l’USI, pensata per «promuovere un turismo sostenibile». Insieme alla posa di questi elementi sono previsti anche interventi infrastrutturali mirati: nella Murata sarà proposta un’esperienza immersiva con luci e suoni, mentre a Castelgrande sono previsti il restyling della hall, il rinnovo dell’esposizione permanente, nuovi percorsi esterni e la realizzazione temporanea di un servizio di ristorazione. A Sasso Corbaro verrà allestita una nuova mostra che spazierà dalla costruzione del castello alla sua funzione nel contesto storico e territoriale, in relazione agli importanti valichi alpini. Limitati, invece, gli interventi a Montebello, dove si segnala in particolare l’obiettivo di introdurre un’audioguida per la mostra permanente «Archeologia Montebello».

Obiettivi vicini

Procede di pari passo, tuttavia, il lavoro portato avanti da chi non è d’accordo con questo concetto di «Fortezza». Lanciato nel mese di marzo (subito dopo il via libero del Legislativo bellinzonese), il referendum del Noce chiede appunto di respingere l’utilizzo del termine in relazione ai tre castelli. «La loro identità va preservata», hanno argomentato in queste settimane i referendisti, sottolineando anche l’importanza di garantire un accesso gratuito per tutti alla murata e alla corte interna di Castelgrande, come dell’evitare l’affidamento della governance a una fondazione. Tematiche, queste, già portate in Consiglio comunale come proposte di emendamento, ma che avevano finito per non concretizzarsi.

A poco più di due settimane dalla scadenza per la raccolta firme, il consigliere comunale Orlando Del Don si dice soddisfatto della «gran bella adesione» riscontrata sin qui tra la popolazione. Una risposta che, in soldoni, vedrebbe vicino, vicinissimo l’obiettivo di 3 mila firme entro l’11 maggio. «Ce ne mancano un centinaio», ci spiega Del Don, «ma contiamo di proseguire lo sforzo per garantirci un margine di sicurezza di almeno trecento-quattrocento firme», nel caso alcune risultassero non valide. Il Noce, ci spiega il consigliere comunale, non vuole far affondare il progetto, ma ne contesta l’urgenza di fronte a problematiche che, portate avanti dal referendum sono «concrete e sentite». La popolazione, ci spiega, «è legata ai suoi castelli e alla gratuità dell’accesso. Sedersi e ripensare questi aspetti, insieme a quello della fondazione, non dev’essere un dramma, anche se ciò dovesse ritardare un po’ il progetto».