Fortezza, il Noce lancia il referendum

Nemmeno il tempo di festeggiare il via libera al credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza di Bellinzona, che Il Noce lancia il referendum. Il movimento fondato dall’ex sindaco Brenno Martignoni Polti ha deciso, nella riunione andata in scena stasera, di raccogliere le firme (ne servono 3.000). Vuole che ad esprimersi sia la popolazione alle urne. Prima, però, bisogna raggranellare le sottoscrizioni. Non è (completamente) una sorpresa. E vi spieghiamo perché.
L'emendamento respinto
Lo stesso Martignoni Polti ed il collega Orlando Del Don avevano proposto un emendamento che chiedeva di tornare alla vecchia ed originaria denominazione (quella di castelli, per intenderci) e di continuare a garantire l’accesso libero alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata. Niente biglietto, insomma, come invece previsto nell’ambito del progetto di rilancio del sito UNESCO della capitale. La loro richiesta è stata tuttavia rispedita al mittente dal plenum, anche se ha ottenuto i voti di alcuni esponenti di altri schieramenti. Secondo il movimento il tema è molto sentito dai cittadini, affezionati ai tre manieri, alla loro storia ed identità. Onde per cui ci sono le premesse, stando al Noce, affinché il referendum possa avere successo.
Chi passa alla cassa
Del totale di 19,1 milioni, la quota a carico della Città sarà pari a 8 (è previsto l’utilizzo di 3,5 milioni di contributi aggregativi). Lo stesso importo lo metterà il Cantone, di cui la metà (quindi 4 milioni) coperta da Swisslos. La Confederazione dovrebbe partecipare con 2-4 milioni, mentre attraverso le fondazioni private si stima un contributo compreso fra i 400 mila franchi ed il milione. La futura governance avverrà attraverso la Fondazione di gestione (Città, Cantone, Organizzazione turistica ed UNESCO). Il Consiglio sarà composto da 5-7 membri e verrà inoltre affiancato da tre commissioni formate da specialisti e tecnici.




