Il caso

Sì, la Fortezza val bene quei milioni

Bellinzona: investimento per la valorizzazione e visitatori paragonati ad alcuni dei principali castelli e musei presenti in Svizzera - A Grandson, nel canton Vaud, si è speso più del doppio sull’arco di tre lustri - Interventi simili per i manieri di Bulle e Wil
© Ti-Press/Alessandro Crinari
Alan Del Don
06.03.2026 06:00

Ci siamo. Lunedì prossimo, 9 marzo, il Consiglio comunale di Bellinzona approverà la valorizzazione da oltre 19 milioni di franchi della Fortezza. O, se preferite, dei tre castelli e della Murata, considerando che gli esponenti del Noce hanno presentato un emendamento affinché si torni alla «vecchia» e storica denominazione. In questo caso le possibilità di successo sembrano essere poche, ma nella capitale non si sa mai, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Come è prassi fare in economia, i preposti uffici del Cantone (proprietario dei fortilizi) e della Città (che li gestisce) hanno svolto un’analisi comparativa degli investimenti e dei visitatori in alcuni dei principali manieri svizzeri. Il cosiddetto «benchmark», per utilizzare il termine tecnico. Dai dati emerge che l’impegno finanziario è adeguato, considerando che l’obiettivo è quello di aumentare i visitatori paganti dagli attuali 40 mila (o poco più) a 100 mila, dapprima, e poi entro il 2030 possibilmente a 130.000-200.000.

Quei fortilizi ad uso misto

I primi siti con i quali è stata confrontata la Fortezza (o, meglio, il suo rilancio attraverso due distinte fasi) sono tre castelli per i quali si prevede la ristrutturazione nei prossimi anni. Il primo è quello di Bulle, nella Gruyère, nel canton Friburgo. Si preconizza un investimento di 25 milioni di franchi. Il progetto vincitore («Les Visiteurs» dello studio Aeby Aumann Emery Architectes) è stato scelto nel 2022. I contenuti saranno misti. Da una parte spazi culturali, la prefettura, lo Stato civile, il Registro fondiario ed altri uffici cantonali; dall’altra sarà aperto al pubblico o a disposizione per eventi culturali.

Di poco superiore (30 milioni) quanto si stima per il restyling dell’Hof zu Wil nell’omonima città sangallese. Anche in questo caso si andrà verso un uso misto di uno dei beni culturali più importanti del nostro Paese: museo, B&B, coworking, ristorazione ed eventi. L’altro sito preso in considerazione, a titolo comparativo, è quello di Grandson nel canton Vaud, che ospita un museo automobilistico ed uno storico. Nella fattispecie, grazie alla ristrutturazione da 52 milioni sull’arco di tre lustri, si mira ad incrementare i visitatori da 30.000 circa ad 80.000. L’inaugurazione si è svolta negli scorsi giorni. La Città di Bellinzona ha infine messo sotto la lente l’edificazione di due infrastrutture: il museo di storia naturale di Friburgo (65,5 milioni) e, soprattutto, quello di Locarno per 36 milioni.

A caccia di Gruyères e Chillon

Nella Turrita per la tappa A, suddivisa in due «tronconi», si ipotizzano tempi di realizzazione di quattro anni; ci si concentrerà su Castelgrande e Murata. Nella tranche B - con tempistica da definire - il focus sarà invece posto sul Sasso Corbaro. Senza voler ricordare i dettagli che vi abbiamo svelato sull’edizione del 21 novembre scorso, basti sottolineare che la «perla» UNESCO verrà impreziosita da un percorso guidato caratterizzato da supporti digitali e cannocchiali a realtà aumentata e da mostre permanenti. L’obiettivo di quintuplicare i visitatori paganti, raggiungendo i 200 mila, è realistico? In questo caso la Città a mo’ di paragone cita - i dati sono del 2024 - il castello di Gruyères (186 mila), quello di Chillon (sfiora i 399 mila) ed il Museum Aargau (302 mila), con però più sedi sul territorio. La speranza, in definitiva, è concreta.

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