Val Colla

Frana del Lavinone: oltre 1.400 firme sul tavolo del Cantone

Le sottoscrizioni (per la precisione 1.444) recapitate al Consiglio di Stato e ai Municipi di Lugano e Capriasca tramite una petizione per chiedere soluzioni urgenti per il tratto di strada chiuso tra Corticiasca e Scareglia
© CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
10.09.2025 18:20

Millequattrocentoquarantaquattro. Tante sono le firme raccolte dalla petizione «Sicurezza a rischio: chiusura della strada cantonale a tempo indeterminato fra Corticiasca e Scareglia, a partire dal bivio per Insone» promossa dal Patriziato di Scareglia. Sottoscrizioni che sono state consegnate ieri al Consiglio di Stato e ai Municipi di Lugano e Capriasca «in quanto le problematiche evidenziate nella petizione concernono sia le strade e, più in generale, il territorio del Cantone e quelli di Lugano e Capriasca».

Il 14 maggio, lo ricordiamo, il Dipartimento del territorio ha deciso di chiudere a tempo indeterminato la strada cantonale Tesserete-Bogno-Cagiallo, tra l’incrocio per Insone e Scareglia, per via della storica frana del Lavinone. Frana che era tornata a muoversi dopo le forti e frequenti precipitazioni. Già la sera della chiusura del tratto, un gruppo di cittadini aveva protestato chiedendo degli interventi urgenti per evitare che la zona e di conseguenza i residenti rimanessero isolati. Il Cantone (ne avevamo riferito sull’edizione dello scorso 25 luglio, ndr) ha così incaricato uno studio di ingegneria specializzato di valutare due scenari.

Il primo: verificare lo stato del ponte per capire se fosse possibile salvarlo. Il secondo: individuare, a livello di progetto preliminare, delle possibili alternative. Dare cioè delle indicazioni che possano essere fondamentali in merito al futuro della viabilità tra le due frazioni della Val Colla. L’idea iniziale, subito dopo la chiusura della carreggiata, era sì quella di mettere mano a quella zona, ma l’entità del costo avrebbe fatto balzare sulla sedia Capriasca e Lugano. Il nodo della questione è appunto capire se è possibile trovare una via di mezzo tra questo intervento e un’alternativa praticabile. E sostenibile finanziariamente. Il rapporto finale del progettista, che probabilmente scioglierà il nodo, è atteso per questo mese.

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