Sotto la lente

Giubiasco, sicurezza in stazione al centro delle preoccupazioni

Un dialogo a tutto campo quello andato in scena nell'incontro fra Municipio e quartiere al Mercato coperto – Situazioni di disagio allo scalo ferroviario segnalate da alcuni cittadini – Chieste soluzioni anche riguardo al traffico parassitario
KEYSTONE/Michael Buholzer
Giacomo Butti
29.05.2026 19:34

Curiosità, dubbi, segnalazioni, qualche critica, ma anche gratitudine per il lavoro che, ogni giorno, svolge il Comune di Bellinzona. Un dialogo a tutto campo quello andato in scena giovedì, al Mercato coperto di Giubiasco, fra gli abitanti e il Municipio nell’ultimo appuntamento primaverile del «tour» dei quartieri. Al gran completo, l’Esecutivo turrito si è confrontato con una novantina di presenti sui temi, in particolare, della sicurezza alla stazione e del sempre presente - nonostante i passi avanti dettati dall’apertura del semisvincolo - traffico parassitario.

Di notte, ma non solo

«Vivo qui da 60 anni, ed è la prima volta che non mi sento sicura quando passo dalla stazione». Frasi di questo tipo si sono susseguite, nel corso dell’incontro, in riferimento allo stop ferroviario di Giubiasco. Di notte, ma anche al mattino presto e la sera non troppo tardi - hanno segnalato numerosi presenti - individui in evidente stato di alterazione importunano gli utenti della stazione. Urla, intimidazioni, fino alle «mani addosso». Criticità sono state evidenziate anche nelle vie adiacenti l

alla stazione, come via Moderna. Il sindaco Mario Branda, insieme al capodicastero Sicurezza Mauro Minotti e al comandante della Polizia comunale Fabrizio Martinella, presente in sala, ha fatto sapere che la situazione «è nota» e che, oltre all’apertura di inchieste sui casi portati ad esempio, approfondimenti sono in corso per capire l’entità del problema. Potenziate le ronde, altre misure sono in fase di studio. E c’è chi, tra i presenti, ha suggerito una stretta videosorveglianza degli spazi della stazione. Un elemento che potrebbe, in futuro, essere discusso (con le FFS e la Polizia ferroviaria, o in autonomia), ha concesso Branda. Ma sempre tenendo a mente che nemmeno le telecamere possono garantire «sicurezza al 100%», a fronte di costi di installazione e gestione non indifferenti. «L’invito alla popolazione è quello di segnalare ogni caso, così da aiutarci a capire e ad affrontare meglio il problema».

Questione di viabilità

Altro tema importante, la viabilità. A poco più di un anno dall’apertura, è emerso nel corso della serata, non tutti sono soddisfatti dai cambiamenti portati dal semisvincolo. Se dati portati dal Dipartimento del territorio mostrano una diminuzione del 30% delle auto di passaggio e del 33% dei tempi di percorrenza sull’arteria cantonale, per certe vie il traffico parassitario risulta comunque importante, o addirittura in aumento. Difficoltà sono state segnalate in via Campagna, via Rompeda, via della Rongia e via Camana. I casi, ha garantito Mattia Lepori (capodicastero Territorio e mobilità) sono e saranno studiati. Per alcuni è già prevista la posa di segnaletica che vieterà l’accesso ai non confinanti. «La viabilità rappresenta una sfida, ancora più a Giubiasco dove nuovi abitanti e nuovi posti di lavoro generano fenomeni che non auspichiamo, come il traffico parassitario», ha sottolineato Lepori.

Poco sul Seghezzone

Minor tempo è stato dedicato invece alle difficoltà nella convivenza fra monopattini elettrici e pedoni, alla disponibilità di parcheggi in centro e allo stato del progetto di rinnovamento dello stadio comunale. Toccati anche i temi della ripresa dei lavori all’ex oratorio, della stabilità finanziaria cittadina e le voci riguardanti la possibilità di organizzare eventi natalizi in piazza Grande, che il municipale Renato Bison ha confermato: «Abbiamo detto sì a un progetto che partirà già quest’anno».

Apparentemente scomparse, invece, le nubi scure sul discusso piano per la costruzione in zona Seghezzone di unità abitative per persone richiedenti l’asilo, già nel mese di marzo al centro di una serata informativa che, al Mercato coperto, aveva attirato oltre 150 cittadini. Allora, il tema aveva fatto emergere un diffuso malumore, fra Città e Cantone (sulla gestione dell’iter per la domanda di costruzione e l’uso di una clausola d’urgenza), e fra popolazione e autorità (in particolare sull’inizio «in sordina» dei lavori, prima di qualsiasi comunicazione ufficiale). Nulla di tutto ciò nell’incontro di giovedì, quando la tematica, seppur riemersa in un intervento a fine incontro, non ha portato a ulteriori approfondimenti da parte dei presenti. Il sindaco Branda si è limitato a confermare che i prefabbricati dedicati all’accoglienza sono stati installati, ma non sono ancora in funzione. «I primi ospiti arriveranno fra fine giugno e inizio luglio». Ancora da definire è pure la data della graduale riduzione del numero di persone alloggiate nei pressi di una struttura alberghiera di Giubiasco, promessa dalle autorità cantonali dopo un confronto con il Comune.