«I 70 anni non determinano la fine immediata della carica»

«Il raggiungimento dei 70 anni impedisce una successiva nomina o riconferma, ma non comporta necessariamente la cessazione automatica del mandato quadriennale validamente iniziato prima di tale data». Il Municipio di Lugano ha fatto chiarezza sulla riconferma del municipale Filippo Lombardi nel Consiglio di amministrazione delle AIL. E questo nonostante il municipale del Centro avrebbe compiuto 70 anni a mandato in corso. La decisione non era andata giù al gruppo dell’UDC, che aveva inoltrato un’interrogazione (primo firmatario Alain Bühler) in cui ha chiesto chiarimento all’Esecutivo su questa mossa. L’atto politico faceva leva proprio sul limite dei 70 anni previsto dall’articolo 19 dello statuto di AIL SA.
«Con risoluzione del 12 maggio 2025 – spiega l’Esecutivo nella sua risposta – il Legislativo ha confermato Filippo Lombardi per un secondo mandato. Su tale base, l’Assemblea generale straordinaria di AIL SA del 25 giugno 2025 lo ha nominato per il periodo dal 14 settembre 2025 a settembre 2029». La questione sottoposta al Municipio, aggiunge sempre Palazzo Civico, non era quindi se autorizzare una nuova permanenza oltre i 70 anni, bensì se il compimento di tale età determinasse automaticamente la cessazione di un mandato quadriennale validamente conferito. In questo senso «l’articolo 19 stabilisce, da un lato, che i consiglieri restano in carica quattro anni e, dall’altro, che sono rieleggibili per un massimo di tre mandati, fino al compimento del settantesimo anno di età». Ebbene, «la formulazione non precisa espressamente che il raggiungimento dei 70 anni durante un mandato ne provochi la cessazione immediata; in particolare, non utilizza espressioni quali “decadono” o “cessano di diritto”. È quindi possibile coordinare le due prescrizioni nel senso che il limite d’età operi quale limite alla nomina o alla riconferma di chi abbia già compiuto 70 anni, senza interrompere un mandato quadriennale conferito prima di tale soglia». Il Municipio ha quindi concluso che «non si è prodotta una decadenza automatica dalla carica e che non occorreva una nuova nomina o una proroga».
Detto questo, l’Esecutivo «non rivendica alcuna facoltà di derogare allo statuto né di prevaricare la volontà del Consiglio comunale. Rileva tuttavia che l’articolo 19 deve essere interpretato nella sua interezza e alla luce non soltanto di una singola espressione, ma anche dell’applicazione concreta che della disposizione è stata data fin dai primi anni di vita di AIL».
A riprova di ciò, Palazzo Civico riporta anche un precedente in occasione della nomina del primo CdA dopo la costituzione della società anonima. «Davide Enderlin era membro della Commissione speciale che elaborò il rapporto. Il 27 marzo 2000 fu nominato nel primo Consiglio di amministrazione di AIL SA all’età di 64 anni. Il 19 luglio 2004, quando aveva 68 anni, il Consiglio comunale lo riconfermò per un ulteriore mandato quadriennale, che egli portò a termine nel 2008, all’età di 72 anni. Il Legislativo sapeva dunque, al momento della riconferma, che il mandato si sarebbe concluso dopo il compimento dei 70 anni».
Un rinnovo, tante polemiche
Il rinnovo del CdA delle AIL, nel maggio 2025, aveva creato non poche polemiche: i democentristi avevano puntato sul municipale Marco Chiesa (inizialmente il nome era quello di Tiziano Galeazzi) dopo che l’Esecutivo aveva deciso di riproporre Lombardi. «Anche se per un periodo limitato – aveva detto il sindaco Michele Foletti durante la discussione in Consiglio comunale – il contributo di Lombardi potrà garantire un processo di transizione ottimale. E un anno in più di continuità potrà accompagnare meglio il cambiamento di assetto in corso nelle AIL, preparando il terreno per l’avvicendamento». La decisione era poi stata revocata e il municipale del Centro riconfermato fino a fine mandato.
Regolamento da rivedere
Ricordiamo che sul tema della governance delle società partecipate della Città, come appunto le AIL, una speciale commissione è al lavoro sulla proposta del Municipio di un nuovo regolamento. Attualmente, sul tavolo ci sono ben tre rapporti (PLR; Lega; Sinistra-UDC). L’auspicio è che nel prossimo incontro, in agenda settimana prossima, si possa dipanare un po’ questa intricata matassa e arrivare a una discussione in Consiglio comunale. Magari con «solo» due rapporti.


