Caso Hospita-Lega

I «partitini» confermano i candidati per una CPI in formato allargato

Salvo sorprese lunedì saranno formalizzati i nomi di Pronzini, Mobiglia e Roncelli quali candidati per partecipare ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta – L’MpS chiede inoltre di estendere il campo d’indagine anche al Parlamento e alla Magistratura
©Chiara Zocchetti

Erano attesi e, puntualmente, sono arrivati. Il termine per inoltrare emendamenti in vista della sessione di Gran Consiglio che prenderà avvio lunedì è fissato per domani alle 12.00. E oggi, dunque, con un giorno di anticipo un paio di partiti tra quelli che non fanno gruppo in Parlamento hanno consegnato le loro proposte di modifica sul decreto istitutivo di una Commissione parlamentare d’inchiesta.

Ciò, con l’obiettivo di allargare la composizione della Commissione, per prendervi parte. Ma non solo: come vedremo, c’è anche chi vorrebbe allargare pure il campo d’indagine che sarà assegnato alla CPI.

Non solo cinque

Nel decreto su cui voterà la prossima settimana il plenum, ricordiamo, sono attualmente previsti cinque membri, ossia il minimo previsto dalla legge. Ciò, per consentire ai cinque partiti che fanno gruppo (PLR, Centro, PS, Verdi e UDC) di prendervi parte. Tutti, tranne ovviamente la Lega dei ticinesi, che si è nel frattempo chiamata fuori e proporrà un suo rapporto di minoranza per chiedere al plenum di istituire una commissione d’inchiesta formata unicamente da figure tecniche.

Tuttavia, sin da subito il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica, aveva fatto capire che la composizione della CPI avrebbe potuto essere allargata a sei membri per permettere ai «partitini» di entrare nel gremio. Detto, fatto. Oggi sono appunto arrivate più proposte in questo senso.

Gli emendamenti

La prima è quella del Movimento per il socialismo (MpS), che negli scorsi mesi è stato parecchio attivo sul fronte del cosiddetto «caso Hospita-Lega», in particolare tramite un’interrogazione con cui ha messo in luce diversi addentellati di natura politica legati alla vicenda. L’MpS con un emendamento proporrà infatti di allargare il gremio della CPI a sette membri. E non sei, come inizialmente si pensava. Ciò, ha spiegato il deputato Matteo Pronzini al Corriere del Ticino, «perché riteniamo che anche la Lega dovrebbe prendervi parte: è un suo dovere». La proposta è dunque che tutti i partiti che fanno gruppo vi partecipino (inclusa la Lega), a cui si aggiungerebbe il settimo membro. Che, a mente dell’MpS, dovrebbe essere proprio lo stesso Pronzini.

Il partito ha infatti confermato che proporrà il suo deputato per prendere parte alla Commissione. «Pensiamo – ha aggiunto Pronzini – che su questa vicenda abbiamo qualcosa da dire. E che la nostra presenza possa essere utile a fare chiarezza. Se invece ilParlamento vorrà calmare le acque e metterci sopra un coperchio, farà un’altra scelta».

Anche il deputato dei Verdi liberali, Massimo Mobiglia, conferma di non aver ritirato la sua candidatura annunciata la scorsa settimana e di voler presentare, entro il termine previsto domani, la proposta di allargare la CPI a sei membri tramite un emendamento.

Dal canto suo, Avanti con T&L, come confermatoci da Amalia Mirante, sosterrà l’emendamento di Mobiglia (firmato dalla stessa Mirante) e proporrà a sua volta quale candidato il deputato Evaristo Roncelli. Ciò, spiega Mirante a titolo personale, «pur rimanendo qualche dubbio sulla necessità di una CPI che guardi troppo al passato». Per Avanti con T&L, infatti, è importante che l’inchiesta possa avere un’ottica futura: «È l’occasione per portare alcuni correttivi affinché certe cose non possano avvenire nuovamente poiché qualcosa evidentemente non ha funzionato».

Anche Più donne sosterrà la CPI, ma salvo sorprese non proporrà suoi candidati. «Abbiamo fiducia nei nostri colleghi», ha spiegato la deputata Tamara Merlo. Il partito in aula darà dunque il suo voto a Matteo Pronzini: «A nostro avviso la persona che meglio potrebbe portare avanti la ricerca della verità».

Maggiore raggio d’azione

Al netto della questione dei numero di deputati che farà parte della CPI, l’MpS in aula porterà anche alcuni emendamenti per cercare di allargare il campo d’azione della CPI, modificandone il mandato. In particolare, senza entrare nei dettagli, per far sì che l’indagine riguardi anche l’operato del Gran Consiglio (e dei suoi deputati) e quello della Magistratura. «All’origine di tutto – ci ha spiegato in tal senso Pronzini – c’è la ‘combine’ per la spartizione di posti in CdA e nella Magistratura. Quindi occorre discutere anche di quanto fatto all’interno del Parlamento da parte di alcuni deputati. Così come nell’attuale mandato manca l’aspetto legato alla Magistratura. Altrimenti sembra che la CPI sia fatta unicamente per attaccare la Lega. Ma in questa vicenda non c’è solo la Lega...».

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