Il bellinzonese morto in Sardegna è l'artista Nando Snozzi

È l'artista Nando Snozzi l'uomo deceduto questa mattina in Sardegna, sulla spiaggia di Santa Maria Navarrese, frazione di Baunei, nella provincia dell'Ogliastra. È stato colto da un malore a pochi metri dalla riva. I bagnini di uno stabilimento balneare e gli operatori del 118 sono intervenuti rapidamente e hanno tentato a lungo di rianimarlo. Tuttavia, non c’è stato nulla da fare.
Snozzi risiedeva da tempo in Sardegna, terra d'origine della moglie Filomena. Classe 1951, nato e cresciuto a Bellinzona, si è dedicato a tempo pieno alla pittura nei primissimi anni Settanta lasciando il Ticino e trasferendosi a Milano per frequentare l’Accademia di Brera dove si diplomò nel 1977 con una tesi su Art brut e l’arte diseredata. È del 1976 la prima partecipazione ad una collettiva mentre l’anno seguente inaugurò la sua prima personale a Locarno. Di seguito si trasferì in Francia, a Parigi, dove si laureò alla facoltà di arti plastiche dell’Università Parigi VIII. Dal 1981 ha esposto a più riprese in Francia, in Romandia e in Ticino, dove è tornato a vivere e dove, a Bellinzona, ha poi aperto un proprio spazio, l’Atelier Attila. Nel 1990 il Museo Cantonale d’Arte di Lugano gli dedicò una mostra: in quegli anni ha anche esposto con regolarità oltre Gottardo, a Olten e a Zurigo.
Fin dai primi lavori il suo universo artistico, fondato su una duplice matrice espressionista e surreale, ha riservato grande importanza ai risvolti tragici e comici dell’umanità. Al centro delle sue narrazioni allegorico-surrealiste vi è la parabola del teatro umano, prevalentemente ambientata in un’era postatomica e collocata in un luogo senza spazio e senza tempo. Nella sua interpretazione visionaria e reale hanno sempre convissuto sarcasmo, fantasia e umorismo in scenari grotteschi popolati di esseri umani e animali mostruosi. Intrecci iconografici e dimensione pittorica hanno dato luogo ad allegorie critiche nelle quali si è spesso rappresentato nella duplice veste di interprete e spettatore della scena. A partire dagli anni ’80, Nando Snozzi si è poi reso protagonista di originalissime performance, spettacoli teatrali e musicali all’interno delle quali l’attività pittorica si affiancava all’operato di musicisti e attori con grandi figure dipinte «live» su sfondi dai toni pastello e privi di gerarchia. A quadri, disegni e acquerelli Nando Snozzi ha anche affiancato sculture-pitture, manifestazioni artistiche dominate da una sorta di «trance ritmico», in cui varie discipline – arte, teatro, musica – sono l’espressione di una coscienza dove – diceva l’artista – «non dovrebbe sussistere arroganza di alcun genere». Un mix di luce di violenza, di sacro e profano all’interno di una danza grottesca fatta di denuncia, di sarcasmo e tanta fantasia.


