Brusino Arsizio

Il futuro padrone di casa entrerà presto a Villa Patria

Il concorso per la gestione e la locazione del bed&breakfast è in dirittura d’arrivo: il Municipio svelerà a breve il vincitore – Si sono fatti avanti in quindici per prendersi cura dello storico edificio affacciato sul lago
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
26.06.2023 06:00

Il concorso per la gestione e la locazione del bed & breakfast a Villa Patria, lo storico edificio di proprietà di Brusino Arsizio, è in dirittura d’arrivo. O meglio, è stato chiuso a maggio e a breve il Comune svelerà il nome del vincitore. Stando a quanto abbiamo potuto appurare, da quando il Municipio ha deciso di aprire il concorso lo scorso aprile, quindici candidati si sono fatti avanti e hanno bussato alla sua porta. Con il passare del tempo, sono stati esperiti diciassette sopralluoghi e sono state convocate a colloquio cinque persone. A breve, quindi, la pregiata villa sul lago avrà finalmente un padrone di casa e sarà pronta, dopo un decennio, ad accogliere i turisti e diventare un punto di riferimento.

Qualche ostacolo in passato

Disabitata da anni, sì, anche se gli occhi del Municipio si erano posati sopra già da un po’. Così, nel 2011, ha mosso i primi passi verso l’acquisto e il rilancio della storica villa affacciata sul Ceresio. Approvata la richiesta di credito nel 2014 dal Consiglio comunale, tutto era pronto per partire con la ristrutturazione e la riqualificazione. Era, appunto. Perché i lavori non iniziarono. Anzi, i macchinari da cantiere vennero accesi solo sette anni più tardi, nel 2021. Il motivo? A mancare era il finanziamento promesso dalla Fondazione Mondonico, pari all’incirca a un milione di franchi. Soldi che sono poi arrivati nel 2019.

Questa, però, è acqua passata. Ma per dare una nuova vita a Villa Patria, non bastava solo cambiarle vestito con i lavori di restyling. C’era anche bisogno di qualcuno che se ne prendesse cura. Così, il Comune aveva deciso di aprire un concorso per la gestione e la locazione. Non una cosa da poco, visto che il vincitore dovrà occuparsi di una struttura su quattro piani, con sette camere da letto, una zona ristoro correlata all’area di svago esterna e un piano seminterrato predisposto con cucina, spogliatoi, docce e servizi igienici.

I criteri di candidatura erano chiari e diretti, anche per evitare perdite di tempo. Come base di partenza, il concorso era indirizzato esclusivamente a persone con esperienza nella gestione di strutture ricettive, alberghiere o di esercizi pubblici e in possesso delle autorizzazioni obbligatorie previste dalla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione. In aggiunta, il Municipio aveva deciso di riservare una corsia preferenziale a coloro che erano a conoscenza dell’inglese, del tedesco e del francese. Essendo una struttura a vocazione turistica, anche questo aspetto andava di pari passo con le dovute autorizzazioni.

In ultima istanza, le quindici persone che si sono fatte avanti hanno dovuto allegare alla candidatura un progetto di gestione dell’infrastruttura, contenente proposte e idee per personalizzare l’offerta, nonché un’indicazione sulle proposte di tariffario. Tra i cinque finalisti, il vincitore dovrà quindi rimboccarsi le maniche. Anche perché il proprietario della struttura, ovvero il Municipio, non ha intenzione di farsi portatore di alcuna garanzia, visto che sarà la prima volta che Villa Patria apre le sue porte al pubblico e «non è in grado di fornire dati reali circa la media delle possibili frequentazioni».

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